Attenti: Prodi vuole regalare l´Alitalia a Carlo De Benedetti

Carlo De Benedetti foto

Carlo De Benedetti è un Silvio Berlusconi minore. Molto minore.° 

Carlo De Benedetti è il proprietario del quotidiano Repubblica e del settimanale L´Espresso.

In molti – e quasi tutti a sinistra – lamentano il fatto che Berlusconi abbia fatto soldi grazie a Craxi.

Ma nessuno di questi, però, che ricordi che De Benedetti li ha fatti grazie alla Democrazia Cristiana: quella che faceva capo a De Mita.

Avete presente Ciriaco De Mita, no?

Carlo De Benedetti, grazie alle sue solidissime entrature politiche, provò ad accaparrarsi la Sme. Società  controllata dall´Iri, quando Prodi ne era Presidente.

Ovviamente anche Prodi fu piazzato ai vertici dell´Iri, per il suo organico rapporto d´apparato con la Dc, con De Mita.

Sappiamo tutti com´è andato a finire l´affaire Sme: Prodi voleva regalare, svendendola, la società  a De Benedetti. Ma l´operazione fu stroncata da veti politici.

Veti finalizzati non solo a boicottare il progetto politico che si celava dietro l´operazione, ma finalizzati anche a evitare perdite per l´erario.

Ecco come Carlo De Benedetti ricorda quei fatti, nel libro “Per adesso – Intervista con Carlo De Benedetti” scritto da Federico Rampini (suo dipendente, in quanto giornalista di Repubblica):

Sì, Craxi mi fece sapere tramite Giliano Amato (allora sottosegretario alla Presidenza del Consiglio) di essere contrario all´operazione e di essere offeso per aver letto la notizia sui giornali. E, in effetti, era andata proprio così: Prodi, che aveva pessimi rapporti con Craxi, aveva avvisato della vendita Sme solo il proprio partito di riferimento, cioè la Dc. Sul principio aveva ragione il leader socialista e io rimproverai a Prodi quella gaffe. Per ricucire andammo insieme a Palazzo Chigi e in quella occasione Craxi mi disse subito che il prezzo gli pareva inadeguato. Lui odiava sia Prodi sia me, e un accordo tra noi due lo insospettiva oltre ogni misura. Sicuramente era convinto che nell´operazione ci fosse stata una tangente solo per la Dc“.

A voi l´interpretazione di queste ultime parole. Io ricordo solo ai più giovani, che l´affaire Sme risale al 1985!

Andiamo avanti.

Con gli anni Carlo De Benedetti, venne maturando un rapporto di contiguità /complicità  con il Pci/Pds/Ds.

Grazie al quale ottenne, la svendita delle frequenze pubbliche, con cui diede vita all´Omnitel.

Anche in questo caso, i suoi amici presenti nella politica – e con l´avallo di Carlo Azeglio Ciampi – fecero in modo ch´egli potesse realizzare un affare.

Un affare per lui. Non certo per le casse dello stato, che incassarono meno del dovuto.

La storia di De Benedetti è lunga. E tedioso è raccontarla. Ho fatto questa premessa solo per ricordare innanzitutto a me stesso, chi sia l´uomo.

Arriviamo al dunque.

Qualche giorno fa, come già  ho rendicontato, il governo ha deciso di vendere le partecipazioni che il Tesoro detiene nel capitale di Alitalia, al mercato.

Cosa di cui mi sono compiaciuto: primo perché i processi di privatizzazione, tutti, li condivo appieno.

Secondo perché la grave crisi economica dell´Alitalia, richiede ricette che solo dai privati possono arrivare.

Bene.

Il problema allora dov´è?

Il problema sta nel fatto, che buona parte della stampa risulta concorde nell´ipotizzare, che tra i possibili acquirenti del capitale di Alitalia che si è deciso di vendere, ci sia anche Carlo De Benedetti.

Dispone di un consistente flusso di “danaro liquido”.

Di recente ha venduto la sua Cdb Web Tech. Grazie alla quale ha incassato 140 milioni di euro.

Da poco, inoltre, ha creato una società  che ha come oggetto sociale l´acquisizione di partecipazioni in aziende, al fine di risanarle: la Management e Capitali.

Dunque, è un papabile in questa operazione.

Se non avesse alle spalle, il passato di imprenditore cui il centrosinistra ha fatto “regali” (a danno del contribuente), non ci sarebbe nulla da temere, da un suo eventuale subentro nel capitale di Alitalia.

Poiché però l´uomo ha quel passato, bene: io temo che anche in questa occasione – e stante il pluridecennale rapporto di amicizia e di affari che lo lega a Prodi – possa realizzarsi una svendita a danno dei cittadini.

Mi auguro che l´autorità  che dovrà  vigilare sulla vendita, non chiuda un occhio (o tutti e due).

Così come mi auguro anche che l´opposizione faccia il suo dovere.

Un altro regalo a De Benedetti, e a danno del contribuente, non è ammissibile.

° 

11 Responses to "Attenti: Prodi vuole regalare l´Alitalia a Carlo De Benedetti"

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