Giorgia Meloni: qualche piccolo passo in avanti. Ma ancora insufficiente

Giorgia Meloni foto

Dunque, una premessa è necessaria prima di addentrarmi nell´oggetto di questo post.° 

Il sottoscritto – come dovrebbero sapere i lettori abituali e di lungo corso di questo blog – ha 33 anni, ed è un ex missino.

Che nel Movimento Sociale Italiano ha ricoperto alcuni incarichi direttivi giovanili: nel Fronte della Gioventù prima, e nel Fuan – la struttura universitaria del Msi – dopo (del Fuan sono stato presidente a Napoli).

Con la “svolta di Fiuggi”, il sottoscritto come le altre persone che l´hanno vissuta e affrontata con sincerità  e convinzione, ha rotto e per sempre, qualsiasi legame con il Fascismo. Anche quello utopico che vivevano le persone della mia età  a 16 anni.

Sono antifascista, dunque. E come tutti gli antifascisti veri: anticomunista.

Fatta questa necessaria premessa, arrivo al dunque.

Nel numero di giovedì di Magazine – il settimanale del Corriere della Sera – c´è un´interessante intervista a Giorgia Meloni.

Giorgia Meloni è il segretario nazionale di Azione Giovani, la struttura giovanile di An. Ed è al contempo vice presidente della Camera dei Deputati.

Bene.

Arriviamo al dunque. A me Giorgia Meloni non piace nemmeno un po´.

Anche se riconosco che abbia capacità  e competenza, tuttavia non riesce a convincermi.

Innanzitutto per la sua “romanità “. Troppo fastidiosa. A volte inconsapevolmente ostentata. Ma questa è una cosa frivola.

La Meloni non mi convince, soprattutto, perché non è riuscita a dare alla giovane destra italiana, un´impronta di modernità . Di avanguardia.

Vedo “in giro” ancora troppi legami con il “passato”, troppi simboli vetusti.

E soprattutto noto un´assoluta assenza di capacità  propositiva: autenticamente di destra. Ma di una destra che, nel 2006, non può che essere liberale.

La Meloni e l´organizzazione che presiede, ad esempio, evidenziano una progettualità  che sembra quella di un partito di estrema sinistra.

Non è una provocazione, è verità .

Ad esempio Azione Giovani, al pari di Rifondazione Comunista, propone i mutui agevolati per le giovani coppie.

Per carità : è una cosa interessante e anche giusta.

Ma se un´organizzazione di destra propone le stesse cose di un partito di estrema sinistra (e non solo su questo argomento), beh: qualche problema c´è.

Vuol dire che i “giovani di destra” non sono ancora riusciti a superare la storia “ibrida” del Movimento Sociale Italiano: un partito che si diceva di destra, ma in molte cose proponeva le stesse identiche soluzioni del Partito Comunista (potrei citare centinaia di esempi, ma preferisco rinviare ad un post futuro).

La Meloni, però, nell´intervista su Magazine dice anche cose che dovrebbero essere scontate.

Ma visto che provengono da lei – che come ho detto presiede una organizzazione di destra giovanile, senza essere riuscita a imprimerle una svolta di modernità  – meritano di essere prese in esame.

Soprattutto perché hanno suscitato le ire di un giovane dirigente di sinistra, come rendiconta il Corriere della Sera di oggi.

Dunque, nell´intervista alla Meloni viene chiesto cosa sapesse del Fascismo, quando iniziò a fare politica.

Ecco la sua risposta:

Poco o niente. Ho un rapporto sereno con il fascismo. Lo considero un passaggio della nostra storia nazionale“.

Inevitabile poi la domanda su Mussolini. A cui risponde:

Ha fatto diversi errori, le leggi razziali, l´ingresso in guerra, e comunque il suo era un sistema autoritario. Storicamente ha anche prodotto tanto, ma questo non lo salva. Strano che la sinistra invece usi questo schema: Fidel Castro è un dittatore, è uno che nega i diritti civili, però ha fatto tanto bene a Cuba. Se va bene per Castro perché non va bene per Mussolini?“.

Poi la Meloni chiude in modo perfetto l´argomento:

Perché semplicemente non va bene. Ci sono principi che valgono di più. La libertà , i diritti civili valgono di più della bonifica delle paludi pontine, tanto per intenderci“.

Bene. Facciamo alcune considerazioni.

Innanzitutto la Meloni avrebbe dovuto essere un po´ più decisa, e dire: non si può che essere antifascisti, stante tutto ciò che lei ha premesso.

Ma quello che ha detto lo presuppone: anche se non lo esprime chiaramente.

C´è però un vizio di sostanza nel suo argomentare, che non posso esimermi dal considerare.

Quando dice che il Fascismo è stato un “sistema autoritario”.

E´ falso. Storicamente parlando. Ed è una favoletta.

Una favoletta che noi missini di 15/20 o più anni fa, ci raccontavamo.

Dunque, all´università  mi è capitato di studiare – per un esame di Diritto Costituzionale Italiano e Comparato – una magnifica parte speciale, pertinente la Storia della Costituzione italiana. Nella quale veniva analizzata e valutata la produzione legislativa del Fascismo.

Solo le leggi evidenziano la visione della vita e gli scopi (o gli obbiettivi) che si prefigura di raggiungere chi le pone in essere.

Bene. Dall´esame della produzione legislativa del Fascismo, risulta in modo inequivoco che anch´esso – come i regimi comunisti – fu un Regime Totalitario!

Quindi, la storiella che noi missini ci raccontavamo: “I regimi comunisti sono totalitari, perché mettono al centro di tutto il partito – presente ovunque – e tale da non lasciare autonomia e libertà  individuale di scelta – mentre il Fascismo fu solo un Regime Autoritario, che non pose al centro della vita politica del Paese il Partito (ecc. ecc.)” è un´assoluta cazzata!

Priva di fondamento fattuale e quindi storico.

Addirittura il Gran Consiglio del Fascismo fu elevato al rango di Organo Costituzionale.

Più Totalitario di così, come avrebbe potuto essere il Partito Nazionale Fascista?

Dunque invito la Meloni – che è laureata – a compiere un “passo in avanti”: dica tutta la verità . Tanto il Fascismo è consegnato alla storia.

“Noi”, con esso, non abbiamo più niente a che fare!

Bene.

All´inizio di questo post, però, ho anche detto che questa intervista della Meloni, ha provocato la reazione di un giovanotto di sinistra (di ciò dà  contezza il Corriere della Sera di oggi. In un piccolo articolo a pagina 15).

Il giovanotto in questione si chiama Arturo Scotto. Ed è un deputato – a quanto dice l´articolo, giovane – dei Ds.

Ecco le sue parole:

Se si ragiona su questo terreno non c´è proprio nulla da aggiungere. Ma che scherziamo? E´ sbagliato accostare Fidel Castro a Mussolini. Quest´ultimo ha aperto le porte alla guerra e alle leggi razziali ed è arrivato al potere con una marcia. Diverso, invece, per Castro: lui al potere c´è arrivato attraverso una rivoluzione..“.

E poi la lusinga alla Meloni, per aver preso chiaramente le distanze dal Fascismo:

Beh, da Giorgia Meloni mai e poi mai mi sarei aspettato un apertura del genere“.

Allora, qui si deve fare un po´ gli stronzi, perché le parole di questo giovanotto sono pazzesche.

Primo: è pacifico che An e le sue strutture giovanili non abbiano alcun legame con il Fascismo. Talchè non c´è niente di cui stupirsi. Salvo non avere problemi di mala fede e di ottusità  mentale.

Veniamo poi agli aspetti storici.

E qui la mia stronzaggine deve uscire fuori.

Se uno ha scarsa alfabetizzazione, poca competenza e nessuna conoscenza delle cose, deve dedicarsi non alla politica. Meglio farebbe se si mettesse a coltivare la terra.

Con il massimo rispetto per chi la terra coltiva.

Nelle parole di questo giovanotto, per di più deputato dei Ds, c´è tale di quella ignoranza storica da far paura.

Ignoranza che a sinistra è di casa: tutti i leader sono privi di laurea.

Più di un Bignami in vita loro non l´hanno preso in mano (penso a D´Alema e la sua maturità  classica. Penso a Rutelli e la sua maturità  classica. Penso a Veltroni e il suo “diploma di scuola di cinematografia).

Arriviamo alla panzana detta dal giovanotto “de sinistra”.

Ha affermato che il Fascismo (e quindi Mussolini) sia arrivato al potere con la famosa “Marcia su Roma”.

Bene: una puttanata più grande di questa mai è stata nemmeno pensata!

Mussolini, prima ancora di marciare su Roma, aveva già  ricevuto dal Re, il compito di formare il Governo.

La Marcia su Roma fu solo una sfilata. Una roba per far vedere che si era forti e numerosi.

Ma dal punto di vista storico, non ha rilevanza alcuna! Non c´è stato un Colpo di Stato!

Chiaramente, il deputato giovanotto Scotto, queste cose non le sa: lui avrà  studiato sui Bignami, e quindi si considera esentato dal conoscere e dal raccontare la verità .

Per non parlare poi delle menzogne che ha detto su Castro, che pure i gay mette in galera!

Ma lasciamo perdere, chè questo post è già  sufficientemente lungo. E non voglio tediare ancora chi legge.

In conclusione.

Mi aspetto dalla Meloni e dalla sua organizzazione – nei prossimi anni – un deciso e marcato passo in avanti.

Verso una moderna destra liberale e conservatrice.

Le eredità  del passato – come l´anticapitalismo e l´attenzione ossessiva per il sociale – vanno accantonate.

Mai più capiti, che una organizzazione giovanile di destra proponga politiche in tutto o in parte eguali a quelle di un partito di estrema sinistra.

Mai più.

Ma perché ciò sia possibile, è necessario che la Meloni faccia un passo indietro, e si dimetta da segretario nazionale di Azione Giovani.

Ed è necessario che Fini capisca che c´è bisogno d´altro. Di altre persone con altre visioni e più moderne della destra e della politica.

Altrimenti il Partito Popolare Europeo lo si continuerà  a vedere solo con il binocolo!

° 

26 Responses to "Giorgia Meloni: qualche piccolo passo in avanti. Ma ancora insufficiente"

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  • Gigi Massi says:
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