E´ morto Saparmurat Niazov: il faraone comunista

Saparmurat Niazov foto

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Per 21 anni è stato il padre padrone del Turkmenistan.° 

Ha imposto al suo popolo di rivolgersi a lui con l´appellativo di “Turkmenbashi”: “Padre e guida dei turkmeni”.

Era un dittatore, Saparmurat Niazov. Un dittatore comunista.

Ma con manie di grandezza, che difficilmente sono state eguagliate nella storia.

Infatti era convinto di essere la reincarnazione di un faraone della diciottesima dinastia.

Per questo volle farsi costruire una statua d´oro (quella che vedete di sopra): alta dodici metri e con un congegno capace di farla ruotare, seguendo il movimento del sole.

Ha scritto anche un libro: Ruhnama.

Conferendo allo stesso il carattere di “sacra scrittura”.

Infatti era obbligatorio studiarlo nelle scuole, così come affiancarlo al Corano.

Era capriccioso, il dittatore comunista. E viziato.

Convinto di essere immortale e di potere tutto.

Un giorno si svegliava e chiedeva: “Voglio un lago artificiale nel deserto”.

E il giorno dopo il suo popolo lavorava al lago.

Un altro giorno, invece, si convinceva che in quel deserto dovesse sorgere una distesa ghiacciata.

E il suo popolo che alacremente lavorava, per consentire che nel deserto potessero trovare ospitalità  finanche i pinguini!

Perché quello era il volere del Turkmenbashi.

Finanche il calendario volle modificare: rinominando i mesi dell´anno.

Gennaio decise che prendesse il suo soprannome: Turkmenbashi.

Aprile volle invece dedicarlo alla cara donna che fu sua madre: Gurbansoltan.

E settembre – visto che era anche uomo dotato di enorme fantasia – volle dedicarlo alla sua opera filosofica e letteraria: Ruhnama.

Però qualche giorno fa, Niazov ha lasciato il popolo. Per sempre.

A 66 anni.

Malgrado fosse convinto di essere quasi immortale.

Un pazzo in meno in circolazione.

E forse un popolo in più, che potrà  liberarsi da una dittatura.

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