Se parlo di te vuol dire che ti do importanza

Rabbia foto

Dunque, Bernard-Henri Lévy è un intellettuale. Uno scrittore ed un filosofo.° ° 

Ieri il Corriere della Sera ospitava in prima pagina una sua riflessione (tradotta da Sabina Ambrogi) su ciò che ha contrassegnato il 2006.

Persone e fatti rilevanti dell´anno, che tra qualche ora ci lasceremo alle spalle.

Voglio riportarvi un piccolo stralcio dello scritto di Lévy:

E´ stato l´anno in cui si è confermato che la vera disinformazione non è più nella mancanza, o nella scarsa informazione, e nemmeno nella censura ma, al contrario, nell´inondazione, nel flusso ininterrotto di notizie e commenti, nello tsunami di reti televisive, di schermi, di nuovi supporti, di blog“.

E´ stato l´anno dei blog, appunto. Cioè di un planetario guardarsi l´ombelico“.

E´ stato l´anno in cui si è capito che i giornali potevano sparire perché tutti erano giornalisti, ciascuno aveva il suo punto di vista, e tutti i punti di vista avevano egual valore“.

Non so voi, ma io in queste parole leggo una punta di invidia, celata apparentemente da valide motivazioni.

I blog sono soli voci in più.

E libertà  – libertà  vera – significa che ognuno, nel rispetto delle leggi e degli altri, fa ciò che gli pare.

Scrivere su un blog – o leggere blog – non dovrebbe cagionare preoccupazione.

Il problema è che forse alcuni, forse tanti, pensano di avere in via esclusiva un potere, che però in democrazia spetta a tutti: cioè a ciascuno.

Quello di parlare e di commentare: di esprimere il proprio punto di vista.

In uno spazio libero e parallelo com´è quello del Web.

Ciò tuttavia turba, evidentemente, gli animi di alcuni (forse di tanti).

Perché nel mondo dei blog, non conta chi sia quello che dice certe cose.

Non conta che egli sia un professore universitario, piuttosto che un filosofo o un premio Nobel.

Nel mondo dei blog, conta ciò che si dice: non chi dice una cosa.

E quindi viene in rilievo la sostanza: e non l´apparenza.

E il conformismo e i conformisti ne patiscono.

E´ facile scrivere cose quando ci si chiami Panebianco, Sartori o Galli della Loggia.

Infatti qualunque cosa costoro scrivano, c´è chi la prende per oro colato: anche quando sia aria fritta. Vuoto pneumatico.

Il niente assoluto.

Tanto se il niente assoluto lo dice Giovanni Sartori, i conformisti diranno: “Beh, questa cosa l´ha detta lui che è un Accademico di Lincei, dunque è giusta, vera e profonda”.

Nel mondo dei blog, lì dove la concorrenza è vera e grande (scrivo sciocchezze, smettete di leggermi e andate altrove) proprio perché chiunque può crearsi un blog, se uno dice aria fritta, cose banali o non condivisibili, nessun appiglio conformistico può essere addotto: scrive cose da pirla, è quindi un pirla!

Qui è la vera differenza: una differenza non da poco.

Nessuno (di sicuro non il sottoscritto) ha la pretesa di dire cose illuminanti.

Se pensassi questo di ciò che scrivo, userei le mie “illuminazioni” per sedurre eserciti di donne: onde trarne vero e piacevole giovamento.

Mica perderei il mio tempo qui.

Sono qui, invece, solo perché voglio partecipare.

Perché come cantava Gaber: “La libertà  non è uno spazio libero, la libertà  è partecipazione”.

E dunque viva questa libertà  moderna che consente a tutti, a ciascuno, di dire la propria.

Tanto lo spazio è ampio, e c´è posto per tutti.

Certo, poi qualcuno se ne lamenterà , però..

E´ un po´ come sentire quelli che dicono: “Ah, com´era bella Cortina quando c´andavo io, e c´erano solo persone del calibro di Gassman, Giovanni Agnelli e Montanelli. Mentre ora ci va chiunque”.

Come dire: scusate per il disturbo.

Non so se rendo. 😉

° 

15 Responses to "Se parlo di te vuol dire che ti do importanza"

  • Mizarin says:
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  • laura says:
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  • etienne64 says:
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