Prodi vuole l´accordo con la Cdl sulle riforme. Accettare o rifiutare?

Punto interrogativo foto

Propone un “tavolo dei volenterosi” permanente.° 

Su legge elettorale e politica estera.

Ma soprattutto sui temi “eticamente sensibili”: riconoscimento di diritti individuali ai conviventi, ed eventualmente il testamento biologico.

E qui iniziano i problemi seri.

Se da una parte Prodi afferma l´esigenza che ci sia un accordo con la Cdl per ragioni opportunistiche – su questi temi la sua maggioranza non ha i numeri per legiferare – è pur vero che il Paese non può più tollerare ad infinitum un muro contro muro.

Né è pensabile che continui sempre, su certe questioni (quelle economiche) sì ma su altre no, questo clima da barricate che contrappone “noi” a “loro”.

E´ in gioco il bene del Paese, e non è retorica.

Sono fra quanti, ad esempio per il riconoscimento di diritti individuali ai conviventi, non vuole affatto uno “scontro di civiltà ” o di mondi o culture contrapposte.

Non credo che sia pensabile lasciare al centrosinistra il tema del riconoscimento di diritti individuali: che è tema liberale.

E allo stesso tempo considero controproducente che il centrodestra venga configurandosi, come una coalizione cattolico-integralista: la religione è questione che deve restare al di fuori della politica. Non può essere “tirata per la giacchetta” e usata strumentalmente per carpire consensi.

E in più, non è che a destra vi siano solo cattolici: vi sono anche moltissimi laici.

Dunque i temi “eticamente sensibili” devono essere affrontati da tutti.

Evitando una drastica e controproducente divisione: a sinistra i progressisti e a destra i conservatori tout court, conservatori cioè a prescindere dal merito di ciò che si voglia conservare.

Io farei a destra una distinzione, tra quanti sono “tradizionalisti”, e quindi sui temi eticamente sensibili hanno posizioni equivalenti a quelle della Chiesa, e quanti sono “conservatori laici”: quelli per intenderci, che essendo liberali oltre che conservatori, vogliono che lo Stato non si ingerisca negli aspetti privati della vita dei cittadini (salvo quando non si debba riconoscere diritti). Preferendo la “libertà  di scelta individuale”.

Fatte queste premesse cosa occorre fare: accettare l´invito di Prodi o rifiutare?

Fare il bene del Paese o preoccuparsi di mettere in difficoltà  il governo Prodi, che su politica estera, legge elettorale e riconoscimento di diritti ai conviventi, non ha maggioranza?

Questo è il dilemma più serio cui il centrodestra dovrà  rispondere.

Decidere se avviare una nuova stagione, superando la contrapposizione tra berlusconiani e antiberlusconiani, oppure continuare a rimandare a domani, quel processo di crescita del sistema politico da tutti auspicato.

Insomma c´è l´opportunità  che questa transizione che dura dal 1994 – fatta di fratture, di guerre, di faide e reciproche delegittimazioni – abbia non già  a cessare, ma almeno ad attenuarsi.

Un´epoca potrebbe chiudersi.

E se alle prossime elezioni politiche vogliamo che si sfidino due partiti contrapposti, anziché due coalizioni; e che si sfidino due politici relativamente giovani, magari Gianfranco Fini e Walter Veltroni, beh: qualche ponte verso il dialogo bisogna pur lanciarlo.

E´ tempo di crescere.

La ricreazione è finita.

° 

8 Responses to "Prodi vuole l´accordo con la Cdl sulle riforme. Accettare o rifiutare?"

  • Rudolf says:
  • Tisbe says:
  • etienne64 says:
  • camelot says:
  • camelot says:
  • camelot says:
  • camelot says:
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