L´odio di classe è ancora un ideale a sinistra: il caso Sanguineti

Edoardo Sanguineti foto

Allora, Edoardo Sanguineti è un poeta.° 

Un poeta fiero dell´essere ancora oggi comunista (ha fatto parte anche del cosiddetto Gruppo 63).

Qui se ne parla, però, non in relazione alla sua attività  artistica.

Ma per il fatto che sia stato candidato alle primarie per l´elezione a sindaco di Genova.

Da parte di Rifondazione Comunista, dei Comunisti Italiani e della “sinistra interna” dei Ds. Oltre che da una frastagliata serie di associazioni pacifiste.

La stampa ha parlato di questa candidatura (lo ha fatto Libero con un articolo di Fausto Carioti e il Corriere della Sera) soprattutto per alcune dichiarazioni rilasciate da Sanguineti.

Dichiarazioni emblematiche. E per certi versi anche sconvolgenti.

Eccole:

Restaurare l´odio di classe, perché i potenti odiano i proletari e l´odio deve essere ricambiato“.

L´odio di classe è come il segreto di Pulcinella: c´è ma non se ne parla. Allora io propongo la sua restaurazione. I potenti odiano i poveri e il proletariato deve rispondere all´odio della borghesia con lo stesso sentimento“.

Il nemico di classe è una realtà . I poveri sono considerati il nemico dal potere dominante. Essere poveri è considerato un crimine. La logica brutale dell´industria è: ringraziami perché ti faccio lavorare. E chi dovrebbe averne coscienza è offuscato dalla cultura della tv“.

D´altra parte lo stesso Sanguineti, nel suo libro “Come si diventa materialisti storici”, ha già  espresso queste sue posizioni.

In modo altrettanto chiaro:

Il proletariato è caduto in un errore spaventoso quando si è proposto di pensare alla felicità  dei figli futuri, quando il problema, invece, è la vendetta“.

Avete capito bene? La vendetta.

E ancora:

Noi siamo nati per vendicare le sofferenze dei padri: non esiste coscienza di classe se non esiste odio di classe“.

Il post potrebbe anche concludersi qui.

Però qualcosa in più voglio scriverla.

Innanzitutto voglio riportare cos´ha detto al riguardo Claudio Burlando. Presidente diessino della Regione Liguria, oltre che (in quanto diessino) ex Pci:

Pur sapendo che non c´è alcun pericolo che si scateni da noi la lotta di classe, per uno come me, sentire parole del genere, è come ricevere un pugno nello stomaco. Sono perplesso. Anche perché non si capiscono poi le basi sulle quali costruiamo l´alleanza con la sinistra radicale“.

Già , non si capiscono le basi sulle quali la sinistra cosiddetta democratica e riformista, dovrebbe allearsi con la sinistra radicale e comunista.

O meglio: le si capisce benissimo.

I Ds sono democratici e non comunisti (almeno in maggioranza). Sicchè con la sinistra radicale non dovrebbero nemmeno allearsi. Questo se fossero coerenti.

In Germania, infatti, i socialdemocratici non si alleano con i comunisti. Ed è per questo che lì governa una Grande Coalizione.

Se da noi, invece, le “due sinistre” si alleano, ciò dipende solo da un motivo: l´antiberlusconismo.

Ovvero e in realtà : la sete di potere!

Ma non importa questo. Ognuno è in grado di valutare come meglio crede gli eventi.

La candidatura di Sanguineti per il sottoscritto è rilevante solo per due motivi.

Il primo è che in questo caso non può che essere chiaro a tutti, quanto una parte dei Ds non sia affatto socialdemocratica (o social liberale) che dir si voglia.

Mi riferisco alla “sinistra interna” dei Ds. Quella capitanata da Mussi.

Questi qui sono ancora comunisti. E´ innegabile. Per cui dai Ds dovrebbero essere cacciati (e invece se ne vanno, per disperazione, i Nicola Rossi).

L´altra ragione per cui questa candidatura è significativa, è perché dalle parole di Sanguineti si capisce chiaramente come certa sinistra sia ancora oggi pericolosa (e per favore non ditemi che è demagogia).

Arruola ex brigatisti (portandoli in Parlamento e nei Ministeri). Parla di odio di classe e di vendetta in una città  come Genova che purtroppo il Brigatismo Rosso già  l´ha conosciuto.

E di cosette di questo genere ancora si potrebbe parlare (l´aula dedicata al teppista, ad esempio).

Ma le parole del poeta erano già  sufficienti. E io mi sono dilungato anche troppo.

° 

32 Responses to "L´odio di classe è ancora un ideale a sinistra: il caso Sanguineti"

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