Il Governo è genuflesso a Bertinotti

Romano Prodi foto

Dunque, da quanto trapela dai giornali, e al di là  di quanto affermi Prodi, il cosiddetto Conclave di Caserta si è chiuso con un niente di fatto.° ° 

Un niente di fatto per quel che riguarda la Fase 2: quella che avrebbe dovuto imprimere a questa maggioranza, un´impronta maggiormente riformista e liberale.

Per superare la tragica Finanziaria tutta lacrime, sangue e stangata.

Si è sostanzialmente rinviato – sine die – il problema della riforma pensionistica.

Non si capisce se entrerà  o meno in vigore la riforma Maroni, o se invece il centrosinistra s´impegnerà  per abolirla. Mandando con ciò il nostro paese alla rovina.

Sulle liberalizzazioni s´è deciso di non decidere.

La Lanzillotta, Ministro per gli Affari Regionali, ha lavorato per mesi ad un disegno di legge per introdurre importantissime liberalizzazioni nel settore dei servizi pubblici locali: trasporto, erogazione dell´acqua ecc. ecc..

Di questo non si sa nulla (anche perché i comunisti non vogliono nemmeno sentirne parlare di queste liberalizzazioni).

Come nulla si sa delle fantomatiche liberalizzazioni che Bersani avrebbe dovuto presentare al Consiglio dei Ministri, riunitosi a Caserta.

Più della sciocchezzuola (statalista e dirigista) dell´imporre alle compagnie di telefonia cellulare, di abolire il “costo d´acquisto della ricarica”, altro non s´è saputo.

Altro non s´è deciso.

Al di là  della promessa di stanziare 100 miliardi di euro per il Sud (proposito lodevole in linea di massima, poi si dovrà  capire a cosa siano indirizzati questi soldi. E sempre che effettivamente siano stanziati. Ché Prodi è un gran cazzaro! E comunque a quanto pare si tratta di fondi europei, talchè non è un merito di questo governo reperirli o usarli), e al di là  del riconoscimento alla Bonino di maggiori competenze per il suo ministero, altro non c´è.

C´è, semmai, quella che Enrico Boselli definisceuna delusione cocente“.

Una delusione cocente per il fatto che questo governo continuerà  a caratterizzarsi come accentuatamente massimalista e radicale.

Quindi statalista. L´idea che un giorno, nel corso di questa legislatura, possano essere ridati ai cittadini tutti – a cominciare da quelli più poveri che subiranno un salasso da questa Finanziaria – i soldi che si è deciso di rapinare loro con l´aumento della tassazione, è svanita.

Dimenticatevi che riavrete indietro i soldi che vi hanno saccheggiato.

Comanda Bertinotti, questo s´è capito.

Dunque non si parla di liberalizzazioni. Ché le liberalizzazioni sono “fasciste e reazionarie”.

Semmai si parlerà  di nazionalizzazioni, visto che il compagno Chavéz le sta proponendo.

Non a caso l´idea di abolire, per “regio decreto dello Stato Italiano”, il “costo di acquisto della ricarica”, non ha nulla di liberale, liberista e quindi liberalizzatore.

Semmai è un provvedimento massimamente statalista: io stato vengo da te, e t´impongo il prezzo a cui devi vendere la tua merce.

Questo non è mercato, è comunismo all´amatriciana!

Semmai si pensasse ad abolire la tassa di “concessione governativa” (questa sì, una cosa mafiosa e statalista), sui contratti per i cellulari (come ha proposto il centrodestra, con in testa Benedetto Della Vedova). Così forse la gente invece di farsi la ricarica, si farebbe (qualcuno almeno) il contratto. E magari, per questa via, i prezzi dei piani tariffari dei vari operatori di telefonia cellulare, potrebbero scendere.

D´altra parte, l´Autorità  garante della concorrenza, s´è mai pronunciata contro il “costo d´acquisto della ricarica”?

No, è allora non c´è nulla che violi la concorrenza. Evidentemente!

Piuttosto sappiate, che se tolgono quel costo, le compagnie telefoniche perderanno 945 milioni di euro netti l´anno, che in qualche modo ci verranno “addebitati” con un aumento dei piani tariffari. Che a quanto pare sono i più bassi in Europa, anche grazie al “costo d´acquisto della ricarica”.

Ci conviene?

Credo di no.

Vince Bertinotti, dunque. E i riformisti annaspano e cumulano gaffes.

Rutelli e Fassino hanno perso ogni credibilità : sono dei patetici buffoni.

Contano in questa coalizione, con i rispettivi partiti, quanto il due di picche a briscola: nulla!

S´atteggiano a riformisti e statisti. A modernizzatori.

Ma non riescono in alcun modo a spostare, neppure di una virgola, la barra di questo governo.

La sinistra massimalista la fa da padrona. E decide cosa, dove, quando e perché vada fatta ogni cosa.

Consolatevi, però: perché se le cose continuano così, è certo che i Ds e la Margherita si stuferanno presto di Prodi. E vorranno (dovranno) farlo cadere.

Con la politica di questo governo, non nascerà  mai il Partito democratico.

Su quali basi potrebbe nascere: le nazionalizzazioni di Chavéz, proposte di recente da Ramon Mantovani di Rifondazione Comunista?

Suvvia, non si scherzi.

Prodi (e come potrebbe fare diversamente), millanta che il suo gradimento sia in crescita nei sondaggi.

Come no!

E´ notizia di ieri: il centrodestra è talmente avanti nel gradimento degli italiani, che se si votasse ora, vincerebbe anche senza quel paraculo democristiano di Casini!

Talchè, seduti sul letto del fiume, attendiamo mestamente che si compia il transito di Prodi.

Nel frattempo ci si muova lungo la strada del partito unico di centrodestra.

° 

12 Responses to "Il Governo è genuflesso a Bertinotti"

  • Laura says:
  • camelot says:
  • Laura says:
  • camelot says:
  • AngelsCry says:
  • pietro says:
  • Rudolf says:
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