Giuliano Amato è il vero leader del Partito democratico

Giuliano Amato foto

Tra i Ministri dell´attuale governo Prodi, l´unico che forse meriti assoluta attenzione e rispetto è Giuliano Amato.° ° 

In questi primi mesi di governo, mai si è accodato al coro della sinistra cazzara: quella dei Fassino, dei Rutelli, dei Giordano, dei Diliberto e dei Prodi, che raccontava che l´Italia aveva conti allo sfascio, a causa di quella sciagura umana chiamata Berlusconi.

E´ un uomo con gli attributi e con discreta onestà  intellettuale, Giuliano Amato.

Talchè non poteva certo partecipare al giochino delinquente di cui sopra.

Amato, poi, merita attenzione perché è semplicemente un liberale.

O meglio: un social liberale o liberal socialista che dirsi voglia.

Per formazione e cultura, quindi, riesce ad esprimere il meglio che la sinistra italiana oggi sia in grado di offrire al Paese.

E siccome il tipo di sinistra che prevale nell´attuale esecutivo dell´Unione – quella massimalista, radicale, conservatrice e comunista – è assolutamente pericolosa per il Paese – per il suo benessere, per l´occupazione e per come riesce ad incidere negativamente sulla qualità  della vita soprattutto delle fasce meno abbienti – sarebbe opportuno che al pensiero di Amato, questa sinistra guardasse con maggiore attenzione.

E anche noi a destra, non possiamo esimerci dal fare il tifo per lui. Ora che governa il centrosinistra.

Quale sia il progetto di sinistra che Amato ha in mente, un progetto che dovrà  confluire nel futuro Partito democratico, il Ministro degli Interni lo ha descritto al Corriere della Sera, qualche giorno fa:

La sfida di oggi è come costruire un´utopia del genere. E io la definirei così: vivere sull´ossimoro e far vivere l´ossimoro“.

L´ossimoro è rappresentato da due accoppiate: libertà  e uguaglianza, l´accoppiata di Bobbio; e l´altra, libertà  come affermazione di sé, l´io senza frontiere, cuore dell´individuo liberale, e libertà  in quanto responsabilità , in quanto scelta che ciascuno deve fare del bene e del male. La storia dimostra che queste coppie debbono stare insieme; eppure la tendenza è a separarle. Il XX secolo non è riuscito a far convivere l´uguaglianza attraverso ideologie che presentavano il corso della storia come segnato da regole scientifiche. La mia generazione ricorda le parole di Togliatti, che sempre quando le cose non andavano bene cercava l´errore. Si pensava: se noi non sbagliamo, le cose andranno nella giusta direzione. Il liberalsocialismo aveva già  dimostrato che il corso della storia non è dettato da regole, ma è il frutto di azioni e interazioni di essere umani e, quindi, come ha scritto Bobbio, il metro dell´azione politica non è la sua scientificità  ma è la sua eticità . Però la stessa esperienza socialdemocratica, l´esperienza del welfare, ha affidato più al pubblico che agli spazi di libertà  la costruzione dell´uguaglianza, e quindi è stata apparati, spesa pubblica, entificazione di missioni, l´angelo custode terreno“.

Ci sono grandi disegni storici che si realizzano solo se si fanno convivere esigenze che si presentano come opposte. Il Partito democratico potrà  servire non se giustappone gli opposti lasciandoli tali: io sostengo le ragioni di A, tu sostieni le ragioni di non A, e ci mettiamo insieme. Il risultato sarebbe un braccio di ferro permanente. Se le nostre tradizioni culturali hanno un senso, quella socialista e quella cattolico-riformista, è perché l´ossimoro alla fine deve risultare composto nelle sue contraddizioni“.

Poi Amato dice una cosa davvero di destra e liberale:

Guai a non prendere atto della grande lezione imparata a nostre spese: più dai poteri discrezionali al pubblico, più aumentano i rischi di corruzione e più mortifichi la possibilità  per ciascuno di esprimere se stesso. E´ ancora insuperato il vecchio manifesto di Bad Godesberg: “Il mercato ovunque possibile, lo Stato dove è necessario”. Un grande studioso laburista, Ronald Coase, ci insegnava già  negli anni ‘30 che quando i costi di transazione se li possono sbrogliare i privati, la cosa migliore è che se li sbroglino loro“.

Ancora sul Partito democratico:

Il programma deve avere ciò che è essenziale per promuovere la libertà  dei tanti e non la libertà  di pochi. Da mesi ripeto in materia di pensioni che dare a ciascuno la possibilità  di investire i propri risparmi nella previdenza integrativa è essenziale, ma non meno essenziale è una previdenza pubblica che assicuri a chi ha redditi talmente bassi da non poter accantonare risparmi un trattamento che non sia di povertà . Ma gestire l´ossimoro non significa necessariamente fare cose che stanno nel catalogo tradizionale della sinistra; nel mondo del nostro tempo, significa che la sinistra si deve accorgere dei cambiamenti che le chiedono di cambiare“.

E poi sul tema della pressione fiscale, Amato dà  ancora lezioni alla sinistra conservatrice e comunista:

Da anni, nella ripartizione tra capitale e lavoro, il mondo industrializzato premia in maniera crescente il capitale e riduce la parte che va al lavoro. E´ un effetto della mondializzazione dei mercati. Chi oltre alla libertà  pensa anche all´eguaglianza, di questo si deve fare carico; e forse la strada è più quella della partecipazione al capitale che quella dell´aumento del salario“.

La ricchezza sta diventando sempre più finanziaria, e chi ha a cuore il nutrimento della pecora da tosare, per dirla con Olof Palme, deve chiedersi come far tornare verso l´investimento industriale la ricchezza finanziaria. Forse il regime di doppia tassazione dei profitti di impresa, tassati prima come utili di impresa e poi come dividendi degli azionisti, è sbagliato. Gli utili di impresa non dovrebbero essere tassati“.

Magari tutta la sinistra italiana pensasse ciò che afferma Amato.

Saremmo davvero un paese serio ed evoluto.

E invece ci toccano i Giordano, i Diliberto, i Fassino e i Bertinotti.

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6 Responses to "Giuliano Amato è il vero leader del Partito democratico"

  • pietro says:
  • camelot says:
  • pietro says:
  • Ciocci says:
  • camelot says:
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