Conto alla rovescia per il governo Prodi

Cronometro foto

Il conto alla rovescia è ufficialmente partito.° 

Anche se nessuno può prevedere con precisione quale autonomia abbia il governo Prodi.

Quanto ossigeno rimanga nelle bombole del leader dell´Unione.

E´ iniziato il conto alla rovescia perché si è arrivati al redde rationem.

La votazione che pochi giorni fa s´è tenuta al Senato – quella in cui il centrosinistra è stato battuto – evidenzia senza tema di smentita la fragilità  di questo esecutivo e di questa maggioranza.

Le divisioni non sono più una “risorsa” in termini di pluralità  di posizioni, come si diceva fino a qualche tempo fa.

Le divisioni sono divenute interamente controproducenti, perché è iniziata la sfida interna al centrosinistra.

Una sfida finalizzata ad acquisire consensi e a redistribuire voti dentro l‘Unione.

In primavera – entro la fine di maggio – si voterà  per le amministrative.

E in tre mesi il centrosinistra è chiamato a recuperare voti.

Voti che ha perso con una Finanziaria sciagurata: che scontenta tutti.

Voti che ha perso per l´assenza di un disegno politico. Comprensibile.

Voti che ha perso perché è riuscita nella non facile impresa di deludere gli elettori moderati quanto quelli della sinistra radicale.

I primi non vogliono uno stato che usi la clava fiscale per penalizzare alcuni.

Gli altri non tollerano l´assenza di discontinuità  con il precedente esecutivo, in materia di politica estera.

Le lenzuolate di Bersani, cui si è tributato un potere taumaturgico, non riescono a coprire fratture e lacerazioni.

Tanto è sfilacciata e demotivata questa maggioranza.

Il cui mastice – ora lo si può dire – era (ed è) solo l´antiberlusconismo.

Le dichiarazioni degli esponenti del centrosinistra, in questi giorni, evidenziano un odio ed una profonda diffidenza reciproca.

Accuse di tradimento e contumelie sono divenute il pane quotidiano della politica in salsa unionista.

Perché stanno assieme, cosa lega questi partiti?

Qual è il loro progetto di società ?

Difficile rispondere, se non impossibile.

Il grande bluff, tuttavia, sta assumendo connotati sempre più nitidi. Sempre più chiari.

Assistiamo ad una triste sceneggiata, la cui trama era già  scritta. Prima delle elezioni.

Non potevano “reggere”. E infatti non stanno reggendo.

Non potevano governare. E infatti si limitano all´ordinaria amministrazione. O quasi.

Ci saranno i Pacs? Cosa prevede il ddl Bindi-Pollastrini?

E i Teodem e Mastella accetteranno il progetto in questione?

Chi può dirlo.

E il disegno di legge della Lanzillotta, quello per le “vere liberalizzazioni”: quelle relative alle municipalizzate, alle piccole Iri (come le si chiama)?

Dov´è?

E la riforma delle pensioni, lo scalone Maroni, avrà  vita oppure no?

Dove si recuperano i soldi (in termini di risparmio per lo stato), nell´ipotesi in cui si metta in soffitta la riforma Maroni?

Eliminando l´Inail e assorbendolo all´interno dell´Inps, come alcuni ritengono?

Con ciò danneggiando tutti i lavoratori che in futuro dovessero avere danni permanenti per l´attività  lavorativa, in quanto se l‘Inail dovesse essere incorporato dall‘Inps, non avrebbero più diritto ad un indennizzo pieno (almeno a quanto riferisce Italia Oggi)?

Che cos´è il riformismo nel 2007?

Quello da cui dovrebbe originare il cosiddetto Partito democratico?

Mandare in pensione persone a 57 anni, fottendosene poi del fatto che i figli di costoro in pensione non ci andranno mai per questa scelta?

Una risposta a questi quesiti non la si può dare. Nemmeno invocando la più sviluppata delle fantasie.

Perché per ciascuno di questi temi, all´interno dell´Unione, esistono più risposte. Più soluzioni.

Quasi sempre inconciliabili.

Intanto il Paese marcia, va avanti. Chiedendo sostegno e certezze.

Una politica di sviluppo chiara ed efficiente.

E non comprende come mai gli sia stato richiesto un salasso fiscale, quando nelle casse dello stato sono entrati 38 miliardi di euro di extra gettito: dieci dei quali, strutturali.

Si dice che si farà  in modo che sia possibile aprire un´impresa in un giorno?

Ben fatto. Ottima soluzione.

Ma i soldi per aprire l´impresa, i poveri, gli indigenti dove li prendono?

Cosa si fa per rendere “eguale” l´accesso al credito?

Cosa fanno Prodi e i Ds in tal senso, loro che hanno rapporti solidissimi con il mondo bancario, anzi bancocratico (SanIntesa, Unicredit e Monte dei Paschi)?

Perché non basta consentire di aprire un´impresa in un giorno: occorre garantire che chiunque possa farlo.

Le banche chiedono garanzie reali e personali per un credito di finanziamento.

E un governo di sinistra, quindi teoricamente intenzionato ad aiutare i meno abbienti e a rimuovere la disparità  nelle opportunità , cosa fa per risolvere questo immane, gigantesco e vergognoso problema, visto che chi non è ricco di famiglia, un‘impresa non può aprirla?

Nulla!

Manca un “disegno”. Una visione d´insieme. Un grande progetto di sviluppo della società .

Si procede a tentoni. Prendendo per il culo la gente.

Prima che sia troppo tardi, quindi e per favore, staccate la spina a Prodi.

E voltiamo pagina.

° 

P.S.: i giovani di An, quelli di Azione Giovani e di Azione Universitaria, potrebbero ad esempio assumere come proprio progetto, la concessione di crediti di finanziamento “agevolati” ai giovani che creino nuove imprese. Questa è una proposta di Destra. Una proposta che forse nessuno avanza. Mentre quella di concedere mutui agevolati alle giovani coppie (per carità : proposito lodevole), come suggerisce Azione Giovani, è nel programma di Rifondazione comunista. Mi spiego? Prima ci si preoccupa del lavoro, e di creare condizioni “eguali di libertà “, e poi ci si preoccupa di “sostenere” le giovani coppie. Che senza lavoro nemmeno si formano.

° 

18 Responses to "Conto alla rovescia per il governo Prodi"

  • ilaria says:
  • camelot says:
  • camelot says:
  • camelot says:
  • Sgembo says:
  • ilaria says:
  • Corvorossononavraiilmioscalpo says:
  • Corvorossononavraiilmioscalpo says:
  • Corvorossononavraiilmioscalpo says:
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