Prodi teme che a Vicenza possano esserci problemi di ordine pubblico

Romano Prodi foto

Che la manifestazione di sabato a Vicenza possa creare seri problemi di ordine pubblico, lo sanno tutti. Prodi in primis.° 

Per questo ha auspicato:

coloro che sono contrari (all’ampliamento della base Nato, ndr) dimostrino con mezzi sereni le loro posizioni” e la manifestazione “sia pacifica“.

E per le stesse ragioni ha perentoriamente intimato:

il governo non manifesterà  contro se stesso“.

A sottolineare non solo quanto sia contraddittorio che esponenti dell´esecutivo manifestino contro se stessi, ma anche quanto sia opportunisticamente necessario evitare di essere presenti, lì dove potrebbero esserci scontri. Anche violenti.

All´appello ha subito risposto Pecoraro Scanio (e meno male):

Non vado a Vicenza perché sono un ministro“.

Intanto all´interno di Rifondazione comunista si sta “lavorando” per convincere alcuni sottosegretari a non presenziare. Ma certezze in tal senso non se ne sono ancora raggiunte.

Invece Diliberto, e dubbi non potevano esservene, dichiara:

Io ci sarò“.

E quando il giornalista gli chiede se a suo avviso vi saranno scontri, come quelli che si sono registrati a Roma (quando furono anche bruciate bandiere d´Israele), Diliberto replica:

Sarà  molto più grande della manifestazione di Roma. Non posso escludere che ci siano dei cretini o dei delinquenti, ma ho fiducia che la manifestazione riuscirà  ad isolarli. L’altra volta ci fu un cortocircuito mediatico assurdo: diecimila persone sfilavano per chiedere due popoli due Stati, e poi c’erano tre provocatori“.

Eh già , perché il problema non erano quelli che bruciavano fantocci. Il problema erano le telecamere che li riprendevano!

Ancora Diliberto:

Mi auguro che questo cortocircuito sabato non ci sia. Spero che il centrosinistra risponda in modo compatto, e non come è successo a novembre, quando mi sono sentito isolato dentro il ceto politico“.

Poverino: s´è sentito isolato.

Ma quando il giornalista gli chiede di commentare l´arresto degli esponenti delle nuove Brigate Rosse, Diliberto arriva ad affermare l´inverosimile per un leader di partito:

Se fossero terroristi, sarebbero dei delinquenti. Ho letto sui giornali, non so dare giudizio se sono terroristi e non posso dire se uno è colpevole finché non è condannato in via definitiva“.

Ha ragione: non è possibile stabilire se si tratti di terroristi.

D´altra parte chi di noi – gente comune e pacifica – non dispone di armi e progetta attentati? 😉

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