Prodi bis: prospettiva deleteria

Romano Prodi foto

Un governo che nasca con un programma infinitesimale di 12 punti, è un governo balneare.° 

Un governo destinato all´ordinaria amministrazione o poco più.

Un governo che nasca riproponendo la stessa identica maggioranza, in nulla mutata, e che ha mostrato in questi 9 mesi tutta la sua fragilità , è un´offesa al popolo sovrano e alla dignità  del Paese.

Per carità : nella Prima Repubblica cose di questo genere erano pura routine. All´ordine del giorno.

I governi nascevano e morivano con la stessa frequenza con la quale si avvicendano, l´un l´altra, le stagioni.

Prodi è un reperto archeologico della prima Repubblica: figlio politico di quel De Mita, noto per aver “terremotato” migliaia di miliardi a fondo perduto sulle terre d´Irpinia. Per realizzare imprese fantasma, in quelle lande devastate dal sisma dell´80/81.

Talchè da lui ci si poteva e ci si può attendere tutto.

Anche questa cosa priva di dignità  e di logica, che prende(rà ) il nome di Prodi bis.

In ogni caso, veniamo a considerare – per sommi capi – su quali basi dovrebbe prendere vita il governicchio Prodi bis: analizzando i famigerati 12 punti.

Con una premessa: qui si prenderà  in esame solo quei punti che appaiano scritti in italiano comprensibile.

E non già  anche quelli scritti nel tipico politichese tardo democristiano.

Utile a che ciascuna forza politica possa trovare in essi, quello che più le aggrada.

Partiamo dal primo punto:

“Rispetto degli impegni internazionali e di pace. Sostegno costante alle iniziative di politica estera e di difesa stabilite in ambito Onu ed ai nostri impegni internazionali, derivanti dall’appartenenza all’Unione Europea e all’Alleanza Atlantica, con riferimento anche al nostro attuale impegno nella missione in Afghanistan”.

Questo è uno dei punti più importanti.

In esso, senza possibilità  di fraintendimento, si dicono 2 cose chiare.

Innanzitutto si ribadisce la “continuità ” in politica estera rispetto al precedente governo: quello Berlusconi.

Quindi, i sogni dei pacifinti vanno a farsi benedire. Questo governo, in politica estera, dà  seguito pedissequamente alle principali linee di politica internazionale adottate dal duo Berlusconi-Fini.

In secondo luogo, il punto in questione è rilevante, perché quando tra marzo ed aprile in Afghanistan sarà  “guerra vera” – con bombardamenti, morti di civili e quant´altro – questo governo sin da ora si impegna a non abbandonare la “zona di guerra”.

A partecipare fattivamente al processo di pace. Che necessariamente comporta il reagire alle aggressioni – già  preventivate – ad opera dei Talebani.

Dunque, il punto in questione è un punto a favore dell´ala riformista della coalizione.

E segna la sconfitta della sinistra comunista: ridotta al rango di pura appendice simbolica. Puro folklore.

Altro punto fondamentale è il terzo.

Che recita:

“Rapida attuazione del piano infrastrutturale e in particolare ai corridoi europei (compresa la Torino-Lione). Impegno sulla mobilità  sostenibile”.

Il punto in questione è scritto in un “finissimo” democristiano stile Andreotti. Quasi sublime, direi.

Per il semplice fatto, che se nel primo punto si dice apertis verbis che la Tav si farà . E amen!

Subito dopo, però, si accenna a l´”impegno sulla mobilità  sostenibile”, introducendo finanche dal punto di vista semantico, un´apertura – sia pure solo formale, e quindi democristiana – alle richieste dei Verdi.

Mi sento di dire – che anche in questo caso – la sinistra comunista, verde e massimalista – comunque vada – lo prenderà  in saccoccia.

Altra “incuneata” per i Verdi viene dal punto quattro:

“Programma per l’efficienza e la diversificazione delle fonti energetiche: fonti rinnovabili e localizzazione e realizzazione rigassificatori”.

Bersani, per capirci, vuole il carbone. Pecoraro Scanio no.

E quest´ultimo s´oppone anche ai rigassificatori.

Dunque è facile capire chi abbia vinto e chi abbia perso nel sottoscrivere il punto in questione.

Poi c´è il punto otto, che pur essendo scritto in politichese puro – e quindi sostenendo tutto e l´esatto contrario di tutto – merita di essere analizzato. In quanto anch´esso segna la sconfitta della sinistra comunista e massimalista (almeno in apparenza).

Eccolo:

“Riordino del sistema previdenziale con grande attenzione alle compatibilità  finanziarie e privilegiando le pensioni basse e i giovani. Con l’impegno a reperire una quota delle risorse necessarie attraverso una razionalizzazione della spesa che passa attraverso anche l’unificazione degli enti previdenziali”.

Cioè in questo punto non si dice un cazzo, però lo si dice bene.

Quindi sembra che si sia detta una cosa sola: si darà  seguito alla Riforma Maroni e le persone andranno in pensione a 60 anni.

Però siccome subito dopo si fa riferimento all´esigenza di reperire risorse “necessarie”, e si fa riferimento alla paventata riforma/accorpamento degli enti previdenziali e non (Inail e Inps dovrebbero essere accorpati, così come già  si è detto su questo blog), è anche probabile che non si sia voluto dire che si darà  seguito alla Riforma Maroni. Ma il suo esatto contrario.

Perché l´esigenza di reperire risorse, com´è scritto, appare giustificabile solo qualora non si volesse dare corpo alla Riforma Maroni, e quindi si dovessero reperire le risorse che l´attuazione di quella riforma garantirebbe di risparmiare.

Insomma io non ho capito, da quel che è scritto, se la Riforma Maroni avrà  vita o no.

Però è interessante analizzare il modo “serissimo” con cui questo argomento esiziale per il Paese, sia stato affrontato dal signor Prodi.

Vogliamo poi parlare del fatto, che in questi 12 punti – casualmente – sia scomparso qualsiasi riferimento ai Dico?

Meglio di no, anche perché la cosa è chiara a tutti.

Che dire: aspettiamo di vedere e sapere come andrà  a finire la storiella della formazione di questo nuovo esecutivo.

Una cosa è certa: non è nell´interesse del Paese avere queste forze politiche al governo. Nonostante i 12 punti in questione.

Qui tuttavia si è contenti, almeno per ragioni di “bottega”.

A me stare all´opposizione fa piacere. Dà  soddisfazione.

Talchè: Prodi 1 o Prodi 2, nulla cambia.

Tanto – lo si è già  detto – i signori dell´Unione, è da mesi che hanno già  deciso la data delle prossime elezioni: il 2009.

Quindi: ha ‘da passà  â€˜a nuttata. 😉

° 

26 Responses to "Prodi bis: prospettiva deleteria"

  • Gigi Massi says:
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