Occhio a Casini

Pierferdinando Casini foto

Dunque, la situazione è questa.° ° 

Da quando il folletto Follini è passato con il centrosinistra, ha incominciato ad affacciarsi il sospetto che una cosa analoga possa farla (a breve?) anche Pierferdinando Casini con la sua Udc.

Quantunque lo stesso Casini si sia affrettato a smentire questa voce – facendosi intervistare dal Corriere della Sera per ribadire il suo no ad ogni trasformismo – l´idea che il leader dell´Udc possa aiutare in qualche modo il centrosinistra, è probabilmente molto più che una illazione.

Innanzitutto, con la sua astensione sulla mozione di politica estera presentata da D´Alema qualche giorno fa, l´ex Presidente della Camera, de facto ha votato in maniera diversa dal centrodestra (che ha votato contro).

E in questo modo ha dimostrato di essere più vicino al centrosinistra. Lanciandogli un segnale “distensivo”.

Non solo.

Diversi commentatori politici (come Francesco Verderami sul Corriere) sostengono che si stia già  lavorando per affrontare il “dopo Prodi”.

Si ritiene, infatti, che l´esecutivo Prodi che la settimana prossima si presenterà  al Parlamento per ottenere la fiducia, non avrà  vita lunga (qualora riuscisse ad ottenere la fiducia).

Qualche mese. Forse addirittura solo qualche settimana: questa si stima possa essere la sua durata.

Sicchè è necessario pianificare il “dopo”.

E questo dopo potrebbe vedere il passaggio dell´Udc nel centrosinistra.

Come rivela Verderami sul Corriere, Rutelli ai suoi più stretti collaboratori, da tempo va ribadendo un auspicio:

Ho un sogno: costruire un nuovo centrosinistra, che ricalchi per grandi linee la straordinaria stagione degli Anni Sessanta“.

Insomma una riedizione aggiornata ed attualizzata del pentapartito.

Dentro l´Udc, e fuori i comunisti.

Chiaramente è un auspicio che richiede tempo per potersi tradurre in realtà .

Ma è un auspicio cui si può dare seguito lanciando segnali a Casini.

Segnali come quello che ha “recapitato” ieri D´Alema, quando ha ribadito – riferendosi alla sinistra radicale e comunista – che “questa sinistra non serve al Paese“.

Un modo per dire a Casini: “Guarda che se ci stai, noi buttiamo fuori loro e prendiamo te“.

La convinzione che si stia “corteggiando” Casini e l´Udc, prende corpo anche nel centrodestra.

Dove Calderisi e Taradash dei Riformatori Liberali prevedono, per il “dopo Prodi”, un:

Coinvolgimento dell´Udc in un successivo governo a termine, incaricato di fare la nuova legge elettorale sul modello tedesco“.

Ecco, la legge elettorale proporzionale di stampo tedesco.

E´ ciò che l´Udc a gran voce chiede da tempo.

E potrebbe essere la “merce di scambio” per ottenere un “simil appoggio” di Casini fin dai prossimi giorni.

Mi spiego meglio.

Siccome i politici hanno reciproca diffidenza l´uno dell´altro, e ciascuno pensa di poter essere sempre “impallinato” da qualcuno, è necessario – perché prenda corpo l´ipotesi di un centrosinistra con dentro l´Udc e fuori i comunisti – che sia da parte di Casini, sia da parte dei leader dell´area riformista del centrosinistra, arrivino non solo segnali concreti di apertura: ma finanche atti concreti di appoggio a questa prospettiva.

Quali potrebbero essere questi atti concreti?

Francesco Cossiga – che di politica capisce abbastanza – oggi su Libero “disegna” un percorso potenziale di avvicinamento dell´Udc al centrosinistra.

Percorso che potrebbe appalesarsi in questo modo.

Siccome il centrosinistra è debolissimo al Senato, e siccome il regolamento di Palazzo Madama è particolare, Casini potrebbe sfruttare nelle votazioni il regolamento del Senato, per aiutare il centrosinistra.

In che modo?

Presto detto.

Il regolamento del Senato, come si sa, prevede l´equivalenza tra astensione e voto contrario: se un senatore si astiene su un provvedimento, è come se votasse no.

L´astensione di un senatore, però, fa sì che egli partecipi comunque alla determinazione del quorum. Necessario per stabilire quale debba essere la maggioranza numerica per approvare un qualunque provvedimento.

Dunque che potrebbe fare l´Udc, concretamente, per aiutare il centrosinistra?

Potrebbe imporre ai propri senatori di non rispondere alla “chiama”.

Quando cioè su un provvedimento, il Presidente del Senato chiede ai vari gruppi partitici di Palazzo Madama di pronunciarsi (questa è la “chiama”), l´Udc potrebbe “semplicemente” non rispondere.

Rimanendo in Aula (senza astenersi, o votare contro o votare a favore), o addirittura uscendo dal Senato.

In questo modo, stante la mancata risposta dei senatori dell´Udc, si abbasserebbe il quorum richiesto per determinare la maggioranza numerica, necessaria ad approvare il singolo provvedimento in discussione.

E questo escamotage, consentirebbe al centrosinistra, di riuscire ad approvare ogni provvedimento al Senato. Quantunque disponga di una risicatissima maggioranza.

Chiaramente – siccome la maggioranza al Senato è contenutissima – non è nemmeno necessario che questa condotta sia tenuta dall´intero gruppo dell´Udc (anche perché, una condotta simile “darebbe troppo nell‘occhio”).

E´ sufficiente che qualche senatore, “casualmente”, esca o manchi all´appello al momento della votazione.

E ciò farebbe passare il provvedimento che si sta discutendo al Senato.

Immaginate questa prospettiva, quando nelle prossime due settimane si dovrà  votare il rifinanziamento della missione in Afghanistan. E sapendo che circa 6 senatori dell´Unione hanno già  annunciato il loro no.

Il comportamento dei senatori dell´Udc, in quella situazione, diverrà  fondamentale.

E se Casini dovesse mostrare l´atteggiamento che qui si è descritto, beh: sarebbe scontato e legittimo immaginare in quel caso, che si stia preparando a “traslocare” nel centrosinistra.

In cambio di una legge elettorale di stampo tedesco.

Occhio, quindi, a Casini.

Che forse ci sta preparando un´”incuneata” coi fiocchi!

° 

22 Responses to "Occhio a Casini"

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