Fassino apre alla Cdl e propone le stesse riforme costituzionali del centrodestra

Piero Fassino foto

Il Mortadella sta parlando al Senato.° 

Elencando i punti programmatici del suo futuro (?) governo.

Un governo balneare.

Un governo che, come sanno tutti i leader del centrosinistra, nella migliore delle ipotesi durerà  qualche mese.

Quindi si deve guardare oltre.

E creare le condizioni a che – nella eventualità  che è una certezza – che il prossimo governo Prodi cada – si possa dare vita ad un governo di larghe intese con l´opposizione.

Anche perché ad elezioni anticipate non vuole andare nessuno.

Nemmeno più la Lega.

E non solo perché i peones se non fanno almeno 2 anni, 6 mesi e un giorno di legislatura non hanno diritto alla pensione.

Ma anche perché a sinistra quanto a destra, prima di presentarsi agli elettori, si è intenzionati a portare a termine alcuni progetti.

Nel centrosinistra si deve ultimare il processo che darà  vita al Partito democratico. E questo richiede tempo.

Nel centrodestra, poi, ad esempio Fini vuole ultimare la sua svolta in Alleanza Nazionale (portandola nel Ppe). E spingere magari, anche per dare vita – se non al Partito (unico) della Libertà  – quanto meno ad una Federazione tra An, FI e Lega.

Fatta questa premessa, arriviamo al dunque.

Allora, Fassino qualche giorno fa, ha fatto delle aperture al centrodestra molto significative.

Innanzitutto perché evidenziano (e quindi confermano) il fatto che dopo il prossimo governo Prodi, si voglia dare vita ad un governo di larghe intese.

Ma poi sono significative anche perché fanno riferimento alla volontà  di “mettere mano” ad alcune riforme costituzionali.

Ora, stante la procedura di revisione prevista dall´articolo 138 della Costituzione (che richiede diversi passaggi tra Camera e Senato, e quindi un tempo molto lungo), è chiaro che se Fassino “apre” alle riforme costituzionali, proponendo un accordo con il centrodestra, lo faccia per due motivi:

Innanzitutto perché prevede che nascerà  un governo di larghe intese.

E secondo, perché immagina che questo governo di larghe intese debba anche durare abbastanza (fino al 2009).

Non solo.

L´elemento più significativo, poi, dell´apertura di Fassino (ed è anche un elemento grottesco), è che il Segretario dei Ds proponga alcune riforme avanzate nella scorsa legislatura dal centrodestra (e bocciate dagli italiani quando c´è stato il Referendum costituzionale).

Il bello della cosa, è che su queste stesse riforme che ora Fassino propone, nella precedente legislatura, lui e tutta la sinistra avevano detto tutto il male possibile.

Finanche paventando la possibilità , che se fosse passata la Riforma costituzionale del centrodestra, in Italia avremmo avuto una sorta di “potere quasi illimitato” nelle mani del Premier.

Con la conseguenza di “attentare” alla democraticità  del nostro sistema.

Ma vediamo cos´ha detto Fassino:

L´instabilità  non dipende solo dalla coesione della maggioranza, ma da una legge elettorale che è stata voluta e pensata per indebolire la governabilità  del Paese e il carattere bipolare“.

Innanzitutto dobbiamo aprire un confronto fra tutte le forze politiche, di maggioranza e di opposizione, per approvare una nuova legge elettorale“.

C´è chi propone il doppio turno alla francese, come noi; chi il sistema tedesco; chi di adottarne uno analogo a quello che si usa per sindaci e presidenti di Regione. Tutte opinioni legittime. Ma a questo punto dovremmo evitare tutti di evocare la nostra preferenza, perché può essere inutile e persino frustrante“.

In quanto l´obbiettivo, per Fassino, è “creare insieme” un modello di legge elettorale “condiviso da tutti, che rafforzi la democrazia dell´alternanza, che restituisca agli elettori la possibilità  di eleggere davvero i propri eletti in Parlamento e che applichi l´articolo 51 della Costituzione sull´equilibrio di rappresentanza tra uomo e donna“.

Ci siederemo intorno a un tavolo e lavoreremo tenendo conto delle diverse esigenze. Come? Con la pazienza, come si fa sempre in questi casi“.

E fin qui, l´apertura di Fassino si è limitata a proporre un armistizio al centrodestra, per dare vita – tutti assieme – ad una nuova legge elettorale.

Ma Fassino, come s´è detto in principio, ha proposto anche altro:

Va portato a completamento il federalismo, ridefinendo l´assetto parlamentare trasformando veramente il Senato in una camera di rappresentanza delle Regioni e dei poteri locali, riducendo il numero dei parlamentari e riconoscendo al capo del governo maggiori poteri, compreso quello di revocare i ministri“, e anche su queste riforme “il centrosinistra ha il dovere di promuovere un confronto con l´opposizione“.

La domanda è una sola:

Ma perdonatemi, perché mai quando il centrodestra ha proposto di attribuire al premier “maggiori poteri, compreso quello di revocare i ministri“, si è gridato al golpe (anche da parte dello stesso Fassino); e ora che lui propone le stesse riforme del centrodestra (ridurre il numero dei parlamentari, completare il federalismo, fare del Senato una camera solo delle regioni, attuando un sistema bicamerale “imperfetto”), la proposta è accettabile, giusta, buona, nobile e chi più ne ha più ne metta? 😉

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13 Responses to "Fassino apre alla Cdl e propone le stesse riforme costituzionali del centrodestra"

  • camelot says:
  • Andrea Giova says:
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  • moltitudini says:
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