Il cilicio può far bene a tutti

Cilicio foto

Allora, qualche giorno fa, l´Italia del 2007 – quella tutta telefonini ed elettronica, comodità  e bisogno di benessere – s´è ridestata (se così si può dire) da una specie di torpore.° ° 

A seguito della rivelazione di Paola Binetti.

Che, senza troppi giri di parole, ha dichiarato che lei – numeraria dell´Opus Dei – fa uso del cilicio.

Le consente di essere più vicina a Cristo. E inoltre le ricorda che la vita è (o può essere anche) sofferenza.

O difficoltà .

Dunque il cilicio della Binetti è anche una sorta di memento.

Ora, questa sortita della senatrice della Margherita ha suscitato diverse curiosità . Quasi tutte non benevole.

In fondo viviamo in un´epoca in cui il dolore, soprattutto quello fisico, c´appare irragionevole. Soprattutto se è volontariamente scelto.

Taluni avranno considerato la Binetti eccentrica.

Altri forse avranno considerato la prassi cui si sottopone come una pratica medioevale, degna del più oscurantista dei cattolici integralisti.

Interessante, allora, diviene il capovolgere questa visuale.

Il considerare l´uso cilicio (in termini metaforici) dal punto di vista di un laico. Finanche liberale e libertario. Quale è Alberto Mingardi.

Che qualche giorno fa, su Libero, ha scritto un articolo interessante.

Alcuni stralci del quale voglio riportarvi:

“Perché è utile, perché serve? E´ chiaro. Perché un percorso di vita che voglia rischiare il successo, oltre alla dose regolamentare di fortuna, ha bisogno proprio di quei rudimenti di disciplina che si imparano nelle piccole cose. Il successo nel privato, nelle relazioni col prossimo, non esiste senza pazienza d´attendere e forza di sopportare. Il successo nel lavoro, se non ha il sapore scialbo ed effimero di una eredità  che si può sempre dissipare, è anzitutto dedizione, applicazione, capacità  di torcersi e passar sopra le distrazioni. Talvolta, è tanto poco quel che passa fra il galleggiamento nella mediocrità  e un tuffo con salto carpiato oltre la gelatina dei nostri limiti.A me laico, il cilicio non dice l´educazione al martirio dei santi, ma la quotidiana fatica del metodo, il tentativo snervante e doloroso e infinito di migliorarsi per migliorare. Una società  col cilicio sarebbe una società  della gallina e non dell´uovo, del domani e non dell´oggi, uomini liberi fabbri del proprio destino e non pur rispettabilissime pietre che rotolano.

Non è gratis, come non è gratis niente, neppure trovarsi un santo in paradiso, per tutte le api operaie che chiedono al loro tempo qualcosa, ma è di più quello che esso pretende e gli devono dare. Per la Binetti il cilicio è come la catapecchia in cui si rifugia l´Ira Ringold di Philip Roth, è uno spicchio d´inferno paradisiaco in cui lei si sente polvere che polvere ritornerà  come quel sindacalista romanzato, fra quattro muri cadenti, si riscopriva membro consapevole e lieto della classe operaia.

Solo che se accendete le luci non su Dio ma sull´uomo, il cilicio è una leva per smuovere noi stessi. Fra l´accettarlo e il condannarlo passa la differenza che c´è fra i costruttori di cattedrali e il popolo delle trentacinque ore.

E siamo al punto, al punto vero. A dispiacere non è il cilicio. E´ la fatica”.

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5 Responses to "Il cilicio può far bene a tutti"

  • Corvorossononavraiilmioscalpo says:
  • camelot says:
  • camelot says:
  • Corvorossononavraiilmioscalpo says:
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