Pierferdinando Casini e il (probabile) ritorno del figliol prodigo

Azzurra Caltagirone e Pierferdinando Casini foto

Dunque, il buon Casini – che negli ultimi 10 mesi si è caratterizzato più per l´opposizione fatta a Berlusconi e al centrodestra, che non per l´avversione politica al centrosinistra – ieri ha fatto una serie di dichiarazioni molto importanti ed interessanti.° 

Innanzitutto ha dichiarato:

O ci sarà  un sistema proporzionale alla tedesca, e allora ci sarà  un maggior protagonismo per il centro, oppure se resta questa legge elettorale noi possiamo stipulare un nuovo patto con il centrodestra in cui si ridiscuta tutto: uomini, candidature, programmi“.

Poi, all´indirizzo di Follini, ha detto:

Tra resa e armistizio c´è una differenza: la resa significa andare con il cappello in mano e consegnarsi al nemico“.

Insomma più che una “frecciata”, una vera e propria badilata.

Che forse per un po´ metterà  a tacere le illazioni, che vorrebbero Casini transfuga verso il centrosinistra.

Quanto alla prima dichiarazione, appare rilevante perché aiuta a capire quanto la tenuta dell´attuale sistema bipolare italiano, dipenda dalla legge elettorale.

Non solo.

Perché più di tutto quella dichiarazione – che è stata salutata dal centrodestra come un “ritorno” alla Cdl da parte del leader dell‘Udc – ci dice alcune cose.

La prima è che probabilmente nel “Palazzo” sia stato già  appurato il fatto, che un ritorno al sistema proporzionale puro (sistema tedesco) non otterrebbe una maggioranza di voti a favore. E quindi, forse, che l´ipotesi sia stata accantonata.

In secondo luogo, la dichiarazione di cui sopra, forse aggiunge un altro tassello ancora.

Se Casini ha avuto tutta questa premura nel fare dietrofront – dopo che per mesi ha rotto davvero i marroni a tutto il centrodestra, elettori in primis – è probabile che ciò dipenda da altro.

Innanzitutto le imminenti elezioni amministrative di primavera.

Quando c´è da discutere di poltrone – candidati sindaci o posti da assessore – ogni bravo democristiano si rimette in riga, e fa il buonino.

Quindi il cambio di rotta di Casini, potrebbe essere determinato da “questioni pratiche” e contingenti, diciamo così.

Però Casini – che è un politico di lungo corso e ha buon fiuto – forse ha intuito altro.

Forse ha subodorato che il “Palazzo” voglia anticipare il ritorno alle urne, in caso di caduta del governo Prodi.

Prima, infatti, la data per nuove elezioni politiche – come tutti i commentatori affermavano – era stata fissata al 2009. In concomitanza con le elezioni Europee.

Forse, però, nel frattempo è cambiato qualcosa. E magari si considera probabile il ritorno al voto già  nel 2008.

Talchè Casini, cui servivano ancora due anni di lavoro per dare vita al suo “grande centro” (come egli stesso ha sempre dichiarato), forse ha semplicemente constatato che – in mancanza di questi due anni – la cosa più saggia da fare, per lui, fosse ritornare all´ovile.

Da papà  Silvio e da zio Gianfranco.

Ma quando il protagonista è Casini (come nel caso di ogni bravo democristiano), ogni ipotesi – ogni congettura – può essere soggetta a smentita nel giro di pochi giorni.

Dunque staremo a vedere.

° 

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