Il caso Sircana e l’occultamento operato dalla Rcs per fare un favore a Prodi

Paolo Mieli foto

Allora, il caso Sircana è tutt´altro fuorchè concluso.

Perché se è vero che il portavoce del governo Prodi, con un gesto da gran signore, ha chiesto che venissero pubblicate le sue foto – dichiarandosi contrariato dall´intervento censorio e ad personam del Garante della Privacy Pizzetti – è altresì vero che nella vicenda che lo vede protagonista, esistono ancora diversi lati oscuri.

Oscuri e inquietanti. Dal punto di vista – mi sia consentito dire – della democraticità  del nostro sistema informativo: soprattutto quello rappresentato dai quotidiani.

Riassumiamo innanzitutto alcuni fatti.

Dunque, a novembre del 2006, il settimanale Oggi acquistò – per la modica somma di 100.000 euro – 12 o 15 foto riguardanti Sircana, intento a chiacchierare con il transessuale di cui sappiamo.

Ora, il settimanale Oggi è di proprietà  della Rizzoli Corriere della Sera. La stessa società  editrice, evidentemente, che pubblica il Corrierino di sinistra.

Fin qui niente di strano.

Le stranezze semmai si manifestano ove si consideri il fatto che il direttore del settimanale di cui sopra, Pino Belleri, dopo aver speso una somma 4 volte superiore a quella cosiddetta di mercato (per garantirsi l´esclusiva sugli scatti osé), quelle foto abbia poi deciso di non pubblicarle.

Lo stesso Belleri, in televisione (a Matrix e a Porta a Porta) e sui giornali, ha dichiarato in sostanza che non voleva rovinare l´esistenza ad un padre di famiglia (Sircana).

Si è passato una mano sulla coscienza, e ha deciso di non pubblicare quegli scatti pruriginosi.

E allora qui, incomincia a complicarsi un po´ la storia.

Perché nessuno di noi può far finta di non rendersi conto che se un settimanale compra delle foto, e poi le toglie dal mercato, e poi non le pubblica, beh: un° aiuto al diretto interessato (Sircana) – e al governo Prodi – de facto lo dia.

O no?

Se queste cose le dicesse – o le pensasse – solo chi come il sottoscritto è di destra, si potrebbe pensare ad una ricostruzione parziale e faziosa.

La questione è che questi sospetti, invece, li ha manifestati anche il Comitato di redazione del Corriere della Sera.

Che ieri a pagina 20 ha pubblicato un Comunicato sindacale.

Che ovviamente – e sottolineo OVVIAMENTE – il Corrierino di Sinistra si è guardato bene dal pubblicare anche nella versione on line.

Per cui il sottoscritto – per proporvi il documento di cui sopra – ha dovuto trascriverlo quasi per intero (anche se qui trovate – ed è un link di sinistra – una parte dello stesso).

Leggiamo cosa ha comunicato il Comitato di Redazione:

“Il Cdr del Corriere della Sera ha chiesto ieri un incontro urgente al direttore Paolo Mieli e ai vertici dell’azienda sulle implicazioni per la testata e per la Rcs delle vicende legate a Vallettopoli. Nel pomeriggio, il Cdr ha incontrato prima Paolo Mieli, accompagnato dal vicedirettore Pierluigi Battista; successivamente l’amministratore delegato Antonello Perricone, il direttore generale Giorgio Valerio e il direttore delle risorse umane, Giorgio Paolucci.

Il Cdr ha fatto presente ai propri interlocutori la necessità  di garantire ai lettori un´informazione completa, trasparente e veritiera. Di qui l´esigenza di capire per quale motivo l´Azienda abbia acquistato per il settimanale Oggi, in novembre e a caro prezzo, il servizio fotografico sul portavoce del Governo, mai pubblicato da nessuna testata del gruppo; e come mai il 15 marzo scorso un fondo del Corriere abbia descritto la vicenda Sircana come un episodio “inventato”.

Dall´incontro con l´Azienda è risultato che:

1 – L´Amministratore delegato era stato informato dell´acquisto, concordato tra il direttore di Oggi e la direzione generale Periodici, fra metà  e fine novembre e di averlo condiviso.

2 – La ragione era di “non dare vantaggio competitivo alla concorrenza”. In seguito, il servizio era stato comunque valutato “non adatto al carattere familiare di Oggi”.

3 – Successivamente Perricone ha informato anche il presidente della Rcs, Marchetti.

4 – Non è invece mai stato avvisato il direttore Paolo Mieli.

5 – Perricone ha spiegato di non aver avvertito “né il presidente del Consiglio, né il suo entourage, né Sircana stesso”.

6 – La Rcs valuta che il Corriere “abbia fornito sulla vicenda mera cronaca, né più né meno di quanto fatto da quasi tutti gli altri quotidiani, basandosi su notizie ufficiali”.

Il Cdr ha replicato:

1 – Appare curioso che l´Azienda si preoccupi soltanto di togliere dal mercato un servizio (appunto!, ndr), esponendo la Rcs, società  quotata in Borsa, e i suoi azionisti al sospetto di favorire uomini politici, in particolare legati al Governo (appunto: bene, bravi, bis!, ndr). E tutto questo in un momento in cui si discute la legge sull´editoria e in cui l´esecutivo gioca un ruolo importante nella vertenza fra editori e giornalisti per il rinnovo del Contratto nazionale di lavoro, scaduto da otre due anni.

2 – Aver tenuto in cassaforte presso gli uffici legali della Rcs il servizio fotografico, ha inevitabilmente danneggiato anche il Corriere della Sera, avvantaggiando, in questo caso sì, un giornale concorrente che ha potuto fare uno scoop.

Per quanto riguarda invece l’incontro con il direttore, Paolo Mieli ha affermato fra l’altro che “la direzione non è mai stata informata dell’esistenza e dell’acquisto delle foto fino alla tarda serata di sabato scorso”. E che il fondo Fangopoli, nell’escludere l’episodio relativo a Sircana, “si basava sull’intervista con cui Scarfone negava di avere scattato quelle foto”. Dichiarazioni pubblicate dai giornali e poi smentite.

Il Cdr ha fatto presente che già  nei giorni precedenti all’aprirsi del caso, alcuni colleghi avevano segnalato alla direzione l’esistenza delle foto in Rcs. Mieli ha replicato che “in effetti c’era stato un tam tam”. Ma, non avendo il Corriere queste foto, aveva pensato che al massimo riguardasse Novella 2000 o altri gruppi”.

Infine, il Cdr ha espresso perplessità  sulla perentorietà  con cui nel fondo è stato negato l´episodio Sircana, mentre sarebbe stata necessaria una maggiore cautela in uno scenario in continua evoluzione“.

Avete capito cos´ha scritto il Cdr del Corriere?

Un breve sunto forse è utile.

Allora, i giornalisti del Corrierino di sinistra si sono incazzati, perché questo episodio ha gettato fango sul giornale; inducendo magari qualcuno (tanti) a pensare, che la Rcs non abbia voluto pubblicare le foto per fare un favore al Governo Prodi.

I giornalisti non capiscono come sia possibile spendere 100.000 euro per fare un scoop, e poi invece queste foto non le si pubblichi.

I giornalisti non capiscono per quale motivo Paolo Mieli (che si è schierato apertamente con il centrosinistra) con un suo editoriale, e poi il vice direttore Pigi Battista, abbiano detto che il caso Sircana fosse “inventato”. Quando, anche tenendo conto delle ritrattazioni del fotografo – e tenendo soprattutto conto del fatto che in tutte le redazioni dei giornali si sapeva che queste foto esistevano – la prudenza e l´intelligenza avrebbero dovuto suggerire di essere più cauti.

Onde provare ad apparire “imparziali”.

Onde provare ad apparire non schierati – a priori e per partito preso – a favore del Governo Prodi.

Onde continuare a far credere ai fessacchiotti, che la stampa sia democratica e libera; non scriva menzogne per “fini politici” (ovvero occulti verità  sempre per “finalità  politiche”).

Onde, insomma, far credere che in Italia non esista una Cupola (formata dal Corriere, da Repubblica, da La Stampa e dal Sole24Ore), che decide quali verità  diffondere su tutto: dalla economia alla giustizia, dai risultati macroeconomici alle inchieste giudiziarie.

Onde, insomma, far credere che l´Italia sia un paese normale.

E che l´unica anomalia fosse quella rappresentata da Mr B.


21 Responses to "Il caso Sircana e l’occultamento operato dalla Rcs per fare un favore a Prodi"

  • pietro says:
  • pietro says:
  • Kemper says:
  • prefe says:
  • dr. Hadamard says:
  • prefe says:
  • statominimo says:
  • camelot says:
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  • Cachorro Quente says:
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