Bertinotti bruciato dal fuoco che ha attizzato

Fausto Bertinotti contestato foto

Fausto Bertinotti contestato foto

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La sinistra tutta, quella moderata quanto quella radicale, negli ultimi anni vive una profonda crisi culturale e ideale.° 

Deve darsi una fisionomia ed una identità  nuova. Cosa non facile.

E se sul versante dei Ds si lavora al caldo abbraccio con la Margherita, con ciò accantonando definitivamente la “questione morale” – visto che la Margherita prende voti in modo consistente solo nel Sud d‘Italia, e la più parte di questi consensi sono notoriamente “clientelari e inquinati”, giusto per usare un eufemismo che mi metta al riparo da querele – sul versante, invece, della sinistra estrema – della sinistra comunista di Rifondazione – si lavora costantemente, ma sotto traccia, per distaccarsi dalla tradizione comunista.

Questo è il progetto di Bertinotti: mandare definitivamente in soffitta la falce e il martello.

Per dare vita ad un nuovo soggetto politico dalla identità  più sfumata. Meno ancorata alle ortodossie del ‘900.

Passibile – magari – di essere definita libertaria.

Tuttavia, se l´intento del Presidente della Camera è quello di mettere al bando ogni riferimento alla tradizione criminale rappresentata dal comunismo, bisogna anche dire che allora diversi errori da questo punto di vista sono stati fatti.

Anche in tempi recentissimi.

Se Bertinotti parla di “non violenza”, come elemento nuovo – inedito – della sinistra che egli vuole costruire, appare non in linea con ciò, l´aver intestato un´aula del Senato ad un teppista. Che se non fosse stato freddato, essendo intento ad aggredire un poliziotto con un estintore, avrebbe ucciso – o gravemente ferito – un servitore dello stato.

Come fa un partito “sedicente” non violento ad intestare un´aula del Senato ad un violento?

E´ una banale ed evidente contraddizione in termini.

Come fa un partito a dirsi non violento, se poi premia degli ex terroristi – che esseri umani hanno ucciso – con degli incarichi parlamentari o ministeriali?

Anche questa è una banale ed evidente contraddizione in termini.

Perché non si prendono a modello persone mansuete, dal presente e dal passato irreprensibili?

Il problema sta tutto qui. In questa doppiezza.

Che a voler essere parecchio offensivi (verso Bertinotti), si può definire “togliattiana”.

Ma è chiaro che ogni transito verso nuovi percorsi politici, richieda periodi di stallo. Magari anche di arretramento o di ambiguità : al fine di non perdere pezzi strada facendo.

E tuttavia, prima o poi, questa doppiezza si paga.

E infatti Bertinotti l´ha pagata.

Stamane è stato contestato da alcuni studenti di vari Collettivi, mentre era in visita alla Sapienza di Roma.

Assassino, assassino“, “Vergogna, guerrafondaio e buffone“: questi gli slogan – non certo accondiscendenti – che hanno accolto il Presidente della Camera.

Il quale ha reagito:

Buffone? Buffone sei tu se dici così. Chiedetemi scusa“.

Per poi avanzare un´analisi politica dell´accaduto:

So che una politica come quella che sostengo non solo ha un avversario sulla frontiera moderata ma anche sul terreno dell´estrema sinistra che rifiuta la politica e quindi con ciò rifiuta tutte le esperienze di lavoro e di compromesso che si fanno per cambiare il mondo“.

E aggiunge che le contestazioni arrivano da:

un´area dell´estrema sinistra che contesta la non violenza, contesta non solo la politica come quella del governo ma anche una cultura della non violenza che secondo me invece è l´elemento più pregevole espresso dai movimenti negli ultimi anni“.

E allora, se potessi, a me verrebbe da chiedere a Bertinotti, per quale motivo il suo partito non “rompa” con questa “area dell´estrema sinistra che contesta la non violenza“.

Sempre se potessi, gli chiederei perché ogni volta che si verificano atti di violenza o teppismo urbano, ad opera di estremisti di sinistra, egli – o esponenti del suo partito – non pronunci una sola parola di denuncia o censura.

La sensazione – ed è qui la doppiezza di cui si è detto sopra – è che Bertinotti definisca “non violenta” Rifondazione comunista, solo per motivi di interesse.

Per tentare di accreditare Rifondazione comunista come partito “legale” e legalitario.

Come volto “presentabile” di un´area che presentabile, invece, non è.

Fin quando non si taglierà  il cordone ombelicale che lega Rifondazione comunista all´area della sinistra violenta, questo tipo di illazioni – purtroppo – troveranno fondamento.

Ciò detto, però, solidarietà  piena a Bertinotti.

Vittima dello squadrismo comunista.

Anche se si stratta di “fuoco amico”.

E in più di un fuoco, che Bertinotti in tante circostanze ha attizzato.

° 

50 Responses to "Bertinotti bruciato dal fuoco che ha attizzato"

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