Bagnasco, le parole forti e il belare dei conformisti

Pecore foto

Intendiamoci: chi non ha carattere o personalità , difficilmente riuscirà  mai ad assumere posizioni controcorrente.° 

Chi non ha carattere o personalità  – e in più magari si trovi ad essere insicuro di sé – finirà  per accodarsi – docile e mansueto – alla vulgata.

Alle opinioni correnti, e ovviamente maggioritarie.

A ciò che i tempi disegnano come buono, commendevole e appropriato.

A ciò che in più conferisca un´aura di nobiltà  di intenti e di sentimenti.

Chi non ha carattere e personalità , e dubiti di avere in sé elementi di valore – dunque – deve appropriarsi di qualcosa che possa colmare queste carenze.

E cosa dà  maggiore sicurezza che seguire una moda, divenendo grazie ad essa parte di una comunità  d´intenti vasta e maggioritaria?

Cosa dà  maggiore sicurezza del sentirsi eguale ad una moltitudine, accettato e rispettato?

Nulla. Quando si sia privi di carattere, identità  e personalità !

Mentre quando si abbiano queste qualità , si volge lo sguardo altrove.

Non ci si accontenta del belare.

Si insegue una verità  sfumata, negata, stuprata: e perciò meritevole di difesa.

Sia chiaro: anche l´anticonformismo per “partito preso”, purché sia, è un cancro e una forma di conformismo. Forse anche peggiore della prima. E anch´esso rivela insicurezza e assenza d´identità .

Per questo il tragitto è difficile, ed è sempre una ricerca in mare aperto.

Priva di compagni di viaggio: con l´aspirazione al giusto a fare da coordinata.

E´ una navigazione solitaria, anche se non lo si voglia.

E i compagni di viaggio sono sempre troppo pochi.

Ma la giustezza di una posizione, mai può essere misurata dal numero di coloro che la condividono.

E se ci si ferma, temendo il discrimine o la paura dell´isolamento, si uccide quella verità  – che la ricerca del giusto ti porta a difendere – due volte.

Ma il carattere non è frutto d´improvvisazione o d´un vezzo snob.

Il carattere è una candela che nemmeno s´accorge che tutt´attorno è un uragano che si muove contro.

E dunque è un dono, il cui peso è ignoto a chi lo sorregge. Che nessuno sforzo compie, semplicemente perché si limita ad essere.

E in tempi come questi, di belare continuo e demente, finanche una dichiarazione banale come questa (a tal punto banale, che su questo blog è stata ribadita diecine di volte): “Siamo dei laici, ma da laici riconosciamo il diritto e il dovere dei vescovi di dire quello che pensano e da laici abbiamo il diritto di ascoltare quello che dicono i vescovi e di pensarla esattamente nel modo opposto. Noi dobbiamo pacificamente affermare che è diritto dei rappresentanti della Chiesa esprimere la loro opinione, così come è diritto dei cittadini comportarsi secondo coscienza e intelletto, in piena libertà . Questo è uno Stato laico“, finanche una dichiarazione banale come questa – si diceva – appare piena di carattere. E frutto di saggezza, rispetto e intelligenza.

Tanto è modesto, triste e qualunquista, il fronte di coloro – che per mero conformismo e per assenza di carattere e identità  – un giorno sì e l´altro pure, attaccano la Chiesa solo perché essa osa parlare.

E invece tacciono, quando diversi Imam – in Italia – affermano sia legittimo e doveroso uccidere gli atei, nonché picchiare le donne.

E tacciono solo perché non è à  la page, fighetto e “politicamente corretto”, profferire anche solo mezza vocale contro chi istighi alla violenza. Quando si tratti di islamici (ma anche quando si tratti di comunisti).

Che tristezza essere giganti, solo perché il confronto avviene con dei nani!

° 

21 Responses to "Bagnasco, le parole forti e il belare dei conformisti"

  • Cachorro Quente says:
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