Apr 07
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Scissione imminente anche per i Verdi
E´ la moda del momento, a sinistra.° °
Ogni partito – piccolo o grande – affronta il rischio di una scissione.
E´ così per i Ds, per Rifondazione comunista e ora anche per i Verdi.
Divisi al proprio interno – quest´ultimi – fra quanti sostengono la necessità di confluire nel Partito democratico, e quanti invece immaginano un´alleanza più stretta con la sinistra radicale.
A favore di un avvicinamento nei confronti del Pd, c´è il padre/padrone dei Verdi: Alfonso Pecoraro Scanio (nella foto, al funerale dei nostri connazionali trucidati a Nassiriya).
A sostenere, invece, le ragioni di una più solida collaborazione con i no global e la sinistra antagonista, c´è Paolo Cento (quello – per intenderci – che ignora finanche l´esistenza del congiuntivo).
I nodi verranno al pettine dal 4 al 6 maggio.
Quando, cioè, il gruppo dirigente dei Verdi si riunirà a Genova per convalidare (o meno) le scelte di Pecoraro Scanio.
Secondo cui, i Verdi dovrebbero mettere a cantiere un nuovo soggetto politico: una nuova “cosa” verde.
Che, nelle intenzioni, dovrebbe vedere la luce a partire dal 2008.
A sostenerlo c´è anche il capogruppo alla Camera, Angelo Bonelli.
Il quale immagina un partito che abbia “un approccio scientifico e non ideologico” alle questioni ambientali, e afferma di provare “orrore (come dargli torto, ndr) per le vetrine sfasciate dai disobbedienti“.
Disobbedienti che invece suscitano il plauso e l´ammirazione di Paolo Cento, che stigmatizza i progetti di Pecoraro Scanio e Bonelli, perché a suo avviso i Verdi devono restare alleati della sinistra radicale “pur nella loro autonomia“.
E pertanto considera impensabile l´alleanza con una forza liberaldemocratica (quale dovrebbe essere il Partito democratico), perché:
“I cambiamenti climatici sono frutto della politica liberista“.
Staremo a vedere chi la spunterà .
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