Partito democratico: identità  aperta

Pierluigi Bersani foto

L´identità  politica dei partiti è un tema caro a molti. Ma non al sottoscritto.° 

Considero, infatti, come prioritario il programma. Questa è l´unica identità  che mi interessi.

Destra, sinistra: sono categorie obsolete, in alcuni casi.

Attuale, invece, è cosa intendano fare per governare il Paese.

Quale visione dello sviluppo, delle libertà  individuali, del ruolo dello stato esse abbiano.

Le identità , inoltre, vanno sempre attualizzate: per renderle coerenti con il mutare dei tempi.

Anzi: è il divenire, l´incedere del tempo – con le trasformazioni che produce – a dettare l´agenda politica e quindi identitaria dei partiti.

E´ la “realtà ” a imporre ai partiti determinate scelte.

Salvo non si voglia ancora immaginare che compito della politica sia edificare l´homo novus, o peggio che i partiti debbano impegnarsi per dare alla luce le tanto desiderate (un tempo) “mirabili sorti e progressive”.

Certo rimane e deve rimanere l´ancoraggio a solidi ideali, ci mancherebbe.

Ma gli ideali nulla hanno a che spartire con l´ideologismo.

Prisma distorcente attraverso cui si è osservata la realtà  (nel ‘900), per piegarla ai propri dogmi.

Spesse volte imponendo scelte, che nulla avevano a che fare con l‘interesse dei cittadini.

Andare oltre l´ideologismo e i dogmi novecenteschi è vitale.

Per questo mi sono piaciute – e anche parecchio – le dichiarazioni di Bersani.

Secondo cui è fuori luogo parlare di Craxi o Berlinguer, come fari utili ad illuminare il percorso del Partito democratico:

Non faccio questa riflessione, né su Craxi ma neanche, e guardi cosa arrivo a dire e mi costa molto, su Berlinguer. Io guarderei avanti, punto e basta. Perché quello che noi abbiamo fatto tutti, la storia del Novecento è già  molto saputa e molto conosciuta. Oltrepassarla è il problema, non rinverdirla o riconsiderarla: questi sono esercizi che vanno lasciati agli storici“.

Vorrei leggere dei libri che si occupassero di questa vicenda, ma non vorrei fare una politica che si occupasse di questa vicenda. Vorrei fare una politica che si occupasse del domani, punto e basta. Perché se un partito non nasce con l’ambizione di essere il partito del secolo, non vale la pena mettersi lì a lavorare“.

Bravissimo!

E secondo me, una riflessione analoga andrebbe fatta anche nel centrodestra.

Soprattutto in Alleanza Nazionale.

° 

9 Responses to "Partito democratico: identità  aperta"

  • camelot says:
  • camelot says:
  • Cachorro Quente says:
  • camelot says:
  • Fra says:
  • camelot says:
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