Ci sono troppe tasse in busta paga. Parola di Unità 

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Vi riporto un articolo apparso il 17 aprile sull´Unità :° 

“SORPRESA Il governo «cancella» l´esenzione Irpef decisa per i redditi più bassi da 159 Comuni italiani, con un prelievo indebito sulla busta paga di marzo. L´allarme lo lancia da Bologna la giunta Cofferati insieme a Cgil, Cisl e Uil e il caso diventa in poche ore nazionale: le segreterie confederali infatti da Roma scrivono al ministro dell´Economia Vincenzo Visco e al presidente dell´Anci Leonardo Domenici chiedendo un “incontro urgente” per affrontare la questione. Da parte sua, l´amministrazione guidata dall´ex leader Cgil " già  molto critico nei confronti della Finanziaria " annuncia che si farà  portavoce e capofila della protesta a tutela di decine di migliaia di bolognesi.

I fatti li illustra l´assessore al Bilanio bolognese, la Ds Paola Bottoni. La giunta Cofferati ha deciso di avvalersi della possibilità  di elevare la no tax area prevista dal governo, da 8 mila a 12 mila euro annui. Un provvedimento che sotto le due torri ha tolto il pensiero dell´addizionale comunale Irpef a ben 70 mila bolognesi e che si è rivelato determinante per far sottoscrivere il bilancio ai sindacati, dopo una precedente clamorosa mancata intesa: Cofferati ha così rinunciato a un gettito di 2,8 milioni. Arriva marzo, e su Comune e Caf piovono segnalazioni di cittadini che pur avendo diritto all´esenzione si vedono trattenere in busta paga il 30% di acconto Irpef sull´addizionale, calcolata sul reddito 2006. Succede insomma, spiega Bottoni, che i Cud fatti arrivare dal ministero non tengono conto della decisione presa dai Comuni per il 2007: “Manca un raccordo coerente tra normative”, attacca l´assessore.Il ministero in realtà  si è fatto vivo con una circolare, la numero 15 del 16 marzo, con cui chiede ai contribuenti interessati una dichiarazione che certifichi il diritto all´esenzione.

I sindacati però non ne vogliono sentir parlare. Dei 70 mila esentati, la trattenuta riguarda lavoratori dipendenti e pensionati: “E´ impossibile " ragiona allora Luciano Roncarelli della Uil " che tutti, decine e decine di migliaia di persone, disagiate, vengano informate e riescano a presentare la certificazione”. Non solo: secondo gli uffici tecnici del Comune, non è detto che quanto già  versato possa essere restituito a conguaglio: da qui la mossa congiunta di Comune e sindacati, che chiedono innanzitutto il rimborso " senza penali – delle “indebite trattenute” come le bollano da Roma i segretari Marigia Maulucci, Pier Paolo Baretta e Guglielmo Loy. Bottoni ne fa una questione di principio: “Se la Finanziaria, con un federalismo fiscale dell´ultimo minuto affida ai Comuni una facoltà , questi hanno il diritto di esercitarla senza ulteriori atti da parte dei cittadini”. Il problema, nota Antonella Raspadori della Cgil bolognese, riguarda “soprattutto Emilia-Romagna e Toscana”, ma non solo: gli acconti sono stati chiesti in 159 Comuni tra cui 14 comuni capoluogo, in testa Bologna ma anche Torino e Parma (esenzione fino a 10 mila euro), Padova, La Spezia e Terni solo per citarne alcuni. Le segreterie nazionali di Cgil, Cisl e Uil chiedono allora “modalità  più nelle e meno onerose per i cittadini che hanno diritto all’esenzione, evitando che siano questi ultimi a chiedere al proprio sostituto di imposta di essere esentati”. Escluso poi che “le quote di addizionale pagata e non dovuta siano recuperate solo nel 2008, sarebbe un´indubbia penalizzazione” per le fasce di reddito più deboli“.

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