Pedofilia a Rignano: tra sgomento e garantismo

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Nulla è più semplice che imbastire un processo sommario a carico di un presunto pedofilo.° 

Nulla è più semplice che inveire contro un “orco”, presunto colpevole di abusi sessuali a danno di minori.

Nulla è più semplice, insomma, di una condanna preventiva: quando di mezzo ci siano dei bambini come vittime.

Ed è per questo che in casi del genere, la presunzione di innocenza – e il garantismo – dovrebbero farsi sentire a gran voce.

Soprattutto quando – come pare nel caso di Rignano – manchino riscontri oggettivi.

Io, come ciascuno di noi, ignoro se le persone incarcerate siano realmente colpevoli dei reati loro imputati.

So, tuttavia, che i riscontri – ad oggi – sono davvero modesti.

E so che un´accusa del genere, non solo può “macchiare” una persona per tutta la vita.

Ma può spingerla al suicidio!

In più, la responsabilità  penale – ovviamente – è personale.

E se anche un domani dovessero esserci dei riscontri che testimoniassero gli abusi sessuali a danno dei bimbi in questione, non è affatto detto che di tali atti siano responsabili tutte le persone finite in carcere.

Prudenza ed equilibrio in casi come questi, dunque, sono indispensabili.

La riprovazione, il desiderio di rivalsa e lo sdegno, devono attendere una condanna definitiva.

Giammai precederla.

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13 Responses to "Pedofilia a Rignano: tra sgomento e garantismo"

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