E meno male che con Sarkozy doveva essere “rupture”

Nicolas Sarkozy foto

Doveva essere rupture.° ° 

Cambiamento e modernizzazione al contempo.

Ma soprattutto discontinuità .

Rispetto ad un passato – e ad una tradizione – statalista.

Ora, se si esclude il dimezzamento dei Ministeri (da 30 a 15) e l´ingresso di 7 donne nell´esecutivo (speriamo siano brave), una discontinuità  rispetto al passato – in queste prime scelte di Nicolas Sarkozy – non è che si noti poi tanto.

Si parta dalla scelta riguardante il Primo Ministro.

In questo incarico, Sarkozy ha voluto Franà§ois Fillon.

E per capire quanto poco questa scelta rappresenti una “rupture”, è sufficiente considerare il fatto che Fillon si autodefinisca un “social-liberale”.

Espressione che in genere viene usata dai socialdemocratici europei, non certo dai liberal-liberisti.

Sarkozy ha vinto le elezioni promettendo una “svolta liberista” (sia pur in chiave francese, dunque soft).

E il fatto che abbia scelto un Primo Ministro appartenente all´area più statalista e dirigista del gollismo, non fa ben sperare.

Non solo.

L´esecutivo di destra varato da Sarkozy, presenta poi delle stranezze (giusto per usare un eufemismo).

Come considerare, infatti, la circostanza che siano stati “imbarcati” al governo ben tre socialisti?

Il più “innocuo” è Jean-Pierre Jouyet: nominato sottosegretario agli Affari europei.

Il secondo, Bernard Kouchner, è stato nominato addirittura Ministro degli Esteri.

Fino a qualche giorno fa, in tasca aveva la tessera del Partito Socialista.

Fin quando il segretario nazionale dello stesso, Fanà§ois Hollande (che è anche il “compagno” della Royal), non lo ha espulso!

Un socialista al Ministero degli Esteri può garantire – rispetto al passato – una politica più filoatlantica, come Sarkozy ha promesso in campagna elettorale?

Non scherziamo, per favore!

Ancora.

Come sottosegretario all´attuazione delle politiche pubbliche, Sarkozy ha piazzato un altro socialista: Eric Besson.

Il quale, non solo e semplicemente è uomo di sinistra, ma è anche colui che ha lavorato alla redazione del programma economico di Ségolène Royal.

Ora, può un signore che ha scritto un programma economico iperstatalista, garantire l´attuazione di politiche liberali e liberiste?

Ma non prendiamoci per i fondelli!

Detto ciò, di sicuro Sarkozy ha compiuto queste scelte per accattivarsi anche le simpatie dell´elettorato socialista (tra qualche settimana, in Francia, si vota nuovamente).

Tuttavia si tratta di scelte poco audaci.

E se – come suole dirsi – il buongiorno si vede dal mattino, in Francia deve essere iniziata una giornata davvero di merda! Altro che rupture.

Speriamo comunque di sbagliare.

° 

8 Responses to "E meno male che con Sarkozy doveva essere “rupture”"

  • Nilo says:
  • camelot says:
  • antonio germino says:
  • antonio germino says:
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  • joe says:
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