Piero Ostellino e la legge sul conflitto d´interessi

Piero Ostellino foto

Gli articoli di Piero Ostellino, sono una delle poche ragioni per cui valga la pena acquistare il Corriere della Sera.° 

Caustico e impertinente come pochi, Ostellino incarna la figura del liberale “classico”.

Solo contro tutti contro.

E infatti il Corriere “sbatte” i suoi articoli a pagina 42!

Ma vediamo cos´ha scritto a proposito della legge sul conflitto d´interessi (probabilmente definitivamente accantonata):

“Che ne direste di una legge che – per prevenire la produzione di materiali pornografici – imponesse a tutti i detentori di una videocamera di alta qualità  di consegnarla ai carabinieri pena la perdita dei diritti civili?

A questa tipologia appartiene il progetto di legge del centrosinistra in discussione in Parlamento sul conflitto di interessi, che inibisce l´assunzione di incarichi di governo a chi possieda una fortuna economica superiore a una certa cifra. A meno che non se ne liberi.

Il progetto non prevede, infatti, una sanzione per l´eventuale “illecito” che il detentore di tale fortuna commettesse una volta al governo (la promozione di leggi che favorissero i suoi interessi privati).

Esso prefigura, invece, una sanzione per “condizione sociale” (il possesso della fortuna economica) nella presunzione che la ricchezza, in quanto tale, possa produrre un illecito (la promozione di leggi, da parte dell´uomo di governo detentore di tale fortuna, che favoriscano i suoi interessi privati).

Insomma, non una legge che – secondo Diritto – punisce (a posteriori) un “illecito perpetrato” bensì che punisce (a priori) chi, per il solo fatto di essere ricco, “potrebbe” perpetrarlo, secondo il pregiudizio cervellotico e arbitrario di una maggioranza parlamentare.

Che ne direste, poi, di una legge che – per prevenire la nascita di squilibri sociali – imponesse a tutti di non sposarsi, o di non convivere, con una donna di ceto elevato pena la perdita dei diritti civili?

Anche a questa tipologia appartiene il progetto di legge del centrosinistra sul conflitto d´interessi che inibisce l´assunzione di incarichi di governo a chi sia sposato, o conviva, con una donna che possieda una fortuna economica superiore a una certa cifra.

Valgono qui, perciò, le stesse considerazioni che ho svolto nel paragrafo precedente. Con l´introduzione, però, di due aggravanti.

La prima: che anche il rapporto affettivo tra due persone – l´Amore – potesse diventare una inibizione all´esercizio del diritto civile all´assunzione di incarichi di governo è un´idea che poteva saltare in testa solo alla mente malata di un “pianificatore di sentimenti” di tipo sovietico.

L´aspirante governante dovrebbe, dunque, ripudiare la moglie o il convivente?

La seconda: entra in gioco in questa nuova fattispecie anche il patrimonio di una terza persona (la moglie o la convivente). Che – sarebbe interessante sapere che ne pensano le femministe del centrosinistra – è ridotta dal progetto di legge sul conflitto d´interessi a pura “appendice” del marito o del convivente.

La donna dovrebbe, dunque, rinunciare al proprio naturale e soggettivo diritto di proprietà  a causa della sua condizione di soggetto passivo delle pur legittime ambizioni politiche del suo uomo?

Il centrodestra – non del tutto a torto – accusa il centrosinistra di voler impedire a Berlusconi di tornare al governo qualora vincesse le prossime elezioni. Ma l´accusa mi pare riduttiva.

Per parte mia, non accuserò, dunque, il centrosinistra di giocare sporco, sostenendo falsamente che negli Stati Uniti così vanno le cose in materia d conflitto di interessi pur di far fuori Berlusconi.

Non gli farò neppure il torto di pensare che nel suo progetto di legge riaffiorino anacronistiche preclusioni – a quasi cento anni dalla Rivoluzione bolscevica e dopo tutte le tragedie che essa ha provocato – nei confronti del diritto di proprietà  e della ricchezza.

Né aggiungerò, in punto di diritto e di logica, che è incostituzionale e un abominio concettuale.

Insomma, non ricorrerò, per confutarlo, a argomentazioni di teoria e di prassi politica.

No. Dirò semplicemente che è una gran coglionata. Erga omnes”.

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