Il Palazzo della politica intenzionato a ridurre i costi. Cosí pare

Banda Bassotti foto

Lorsignori della politica pare abbiano capito l´antifona: o si mostrano disposti a ridurre i loro privilegi, o la frattura che li separa dai noi cittadini non sarà  mai sanata.° 

Il cammino è comunque lungo e tortuoso, ovviamente.

Però qualcosa pare muoversi nella direzione giusta.

Innanzitutto si parta dal capitolo “pensioni dei parlamentari”.

All´esame è l´ipotesi che i membri del Parlamento maturino il diritto al “vitalizio” (la loro pensione), non come avviene oggi: dopo 2 anni, 6 mesi e un giorno di legislatura. Ma dopo 5 anni (di legislatura).

In più – sempre secondo ciò che trapela – si avrà  diritto al “vitalizio”, al compimento del sessantacinquesimo anno d´eta. Mentre oggi il diritto alla pensione “scatta” al compimento dei sessant´anni.

Inoltre la pensione-vitalizio non dovrebbe arrivare a superare il 50% dello “stipendio” da parlamentare. Mentre oggi ammonta all´85% dello stesso.

Se il “Palazzo” dovesse riuscire a raggiungere questi obbiettivi, per noi cittadini le cose inizierebbero a migliorare.

Per lo meno dal punto di vista “simbolico”.

Perché i veri costi della politica, non sono quelli della Camera e del Senato (che pure sono esosi).

I veri costi sono quelli prodotti dalle amministrazioni locali: Regioni, Province, Comuni. Con l´aggiunta, poi, del nuovo ufficio di collocamento per “mezze seghe“, che prende il nome di: Circoscrizione (o Municipalità ).

E´ sul territorio – più che altrove infatti – che i politici mostrano la loro voracità  e arroganza. Senza alcun freno inibitore.

Invocando il Federalismo a motivazione del loro operato.

In questo caso – quello degli enti locali – sono allo studio varie ipotesi.

Innanzitutto partiamo dalle Circoscrizioni (o agenzie di collocamento per “mezze seghe”).

Ve ne sono 231 nel nostro Paese. E danno lavoro – a quanto pare – a 3.938 persone (i consiglieri eletti).

3.938 parassiti, che percepiscono stipendi che arrivano a superare i 1.500 euro mensili, sostanzialmente per fare nulla.

Al vaglio è l´ipotesi di abolire le Circoscrizioni, in quelle realtà  cittadine in cui la popolazione residente sia inferiore alle 200.000 unità  (in un altro progetto, le si vorrebbe abolire nei Comuni con meno di un milione di abitanti).

Se questo avvenisse, incominceremmo a risparmiare sul serio.

E soprattutto riporteremmo la politica sul binario giusto.

Quello per cui è la politica a dover essere al servizio del cittadino, e non viceversa.

In tal senso appare giusta anche l´idea – speriamo diventi realtà ! – di ridurre di un terzo gli eletti nelle assise locali: nei Comuni, nelle Province e nelle Regioni.

Come anche è commendevole l´ipotesi di autoriforma avanzata dalle Comunità  Montane.

Che oggi – con i loro 12.800 consiglieri! – costano al contribuente la bellezza di 72 milioni di euro annui (per fare cosa?).

Che potrebbero ridursi a 50 milioni annui, se il progetto in esame riuscisse a portare i consiglieri al numero massimo di 4.300 unità .

In ogni caso i cittadini devono essere vigili.

E´ troppo semplice – e qualunquista – lamentare l´esosità  dei costi della politica, e poi abdicare rispetto al proprio diritto/dovere di controllo.

Occorre vigilare: vigilare e vigilare.

Essere cittadini, e non sudditi, implica questo.

° 

P.S.: inoltre, il fatto che i °¾ dell´Italia siano amministrati dal centrosinistra, forse dovrebbe iniziare a far riflettere sulle responsabilità  politiche di questi costi.

° 

8 Responses to "Il Palazzo della politica intenzionato a ridurre i costi. Cosí pare"

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