Vox populi capitolo II (lo sfogo della minoranza di Rifondazione comunista)

Urlo di Munch con faccia di Berlusconi foto

Da Sinistra Critica:° 

“(AGI) – Roma, 29 mag. – “Le elezioni amministrative hanno rappresentato un vero e proprio schiaffo al governo dato dal proprio elettorato. Se si somma il dato dell’astensione con il capitombolo di tutti i partiti che compongono l’attuale maggioranza il risultato e’ evidente: una sconfessione netta della linea politica seguita fin qui a cominciare dalla scorsa Finanziaria celebrata da tutti, proprio tutti, i partiti della maggioranza”.

° 

Lo affermano Salvatore Cannavo’ e Franco Turigliatto, della Sinistra Critica, che aggiungono: “A uscirne malconci sono sia le forze della sinistra moderata – il Partito Democratico subisce un vero tracollo – ma anche le forze della cosiddetta sinistra radicale. La crisi della politica di cui si parla molto in questi giorni e’ innanzitutto crisi della sinistra, anzi delle sinistre istituzionali che perdono il consenso del proprio elettorato speranzoso in un cambiamento dopo cinque anni di Berlusconi e che invece non hanno sperimentato alcun cambiamento. Il risultato di Rifondazione in particolare segna un arretramento storico nella vita del partito che in alcune situazioni dimezza i propri voti e perde pressoche’ ovunque. Un chiaro segnale del fallimento della linea politica degli ultimi due anni che, in primo luogo, sconta gli effetti negativi del governo. Se il segnale e’ in equivoco la reazione non puo’ che essere analoga. Per quanto riguarda Rifondazione si tratta di prendere le distanze da un governo che si appresta a rilanciare la TAV che vuole pervicacemente riformare le pensioni, che ha dimenticato cosa voglia dire lotta alla precarieta’, che si scontra con le popolazioni in lotta contro il degrado ambientale, che rafforza le missioni di guerra. Si tratta di uscire dal governo e di recuperare l’autonomia di una forza di classe e anticapitalista. Il primo segnale di questo nuovo corso necessario puo’ essere dato immediatamente non votando il Ddl Bersani sulle liberalizzazioni ne’ quello della ministra Lanzillotta sulla privatizzazione dei servizi pubblici”.

° 

Leave a Comment