E´ iniziato il conto alla rovescia definitivo per Prodi

Romano Prodi foto

Le elezioni amministrative non sono state una spallata per Prodi, come avrebbe voluto il centrodestra. Assolutamente no.° 

Sono state peggio: uno tsunami che non ha risparmiato alcun partito della coalizione di centrosinistra (o quasi)!

I Ds e la Margherita (soci fondatori del Pd), ad esempio, registrano una flessione nei consensi. Ovunque drammatica.

Un rapido riepilogo di quanto avvenuto nei Comuni e nelle Province, può aiutare a comprendere.

Rispetto alle politiche del 2006:

Ad Asti il Pd (Ds più Margherita) registra un meno 8,4% nei consensi.

A Belluno la percentuale arriva a meno 15,6%.

A Como è meno 9,3%. A Cuneo è meno 14,6%. A Frosinone è meno 7,4%.

A Genova è meno 6,2%. A Gorizia è meno 13,2%. A Isernia è meno 14,3%. A La Spezia è meno 5,1%.

A Lecce è meno 13,7%. A Lucca è meno 6,1%. A Matera è meno 6,7%. A Monza è meno 8,7%.

A Parma è meno 16,3%. A Piacenza è meno 4,8%. A Pistoia è meno 10,9%. A Rieti è meno 11,4%. A Taranto è meno 20,6%. A Verona è meno 10,3%.

Alle Provinciali – e sempre rispetto alle politiche del 2006 – i Ds e la Margherita (sommati) registrano analogo andamento:

Ad Ancona è meno 12,5%. A Como è meno 8,4%. A Genova è meno 7%.

A La Spezia è meno 5,1%. A Varese è meno 6,3%. A Vercelli è meno 11,3%. A Vicenza è meno 9,4%.

Il risultato – com´è facile comprendere – è ovunque negativo.

E i leader dei due partiti in questione, sono seriamente intenzionati a voltar pagina.

Innanzitutto va affacciandosi l‘ipotesi, che al massimo entro l‘estate si debba scegliere il “capo” del Partito democratico.

Chiaro segnale rivolto a Prodi: “Da te prendiamo le distanze. Con te perdiamo”.

Questa scelta appoggiata – tra i tanti – da Dario Franceschini e Nicola Latorre, rappresenta la prima mina collocata sotto la poltrona di Prodi.

Ancora.

L´azione di governo – registratasi in questo primo anno – ha impedito che emergesse, evidentemente, un profilo riformista.

Contribuendo a dare dei Ds e della Margherita – e quindi del Pd – un´immagine appannata: a che servono? Qual è la loro la differenza rispetto alla sinistra radicale? Come si relazionano rispetto al mondo delle imprese, nei confronti del mercato e della modernizzazione del Paese?

Interrogativi legittimi – tutti – e che finora non hanno trovato risposta, nella pratica di governo.

Talchè “l´operazione Pd” è apparsa “fusione a freddo”.

Grande alchimia delle nomenclature di partito.

Ma niente che suggerisse all´elettore, l´idea che a sinistra il riformismo non sia morto.

Dai Ds e dalla Margherita, quindi, dopo queste elezioni non può che arrivare un preavviso di sfratto a Prodi.

Ma non basta.

Sbaglierebbe, infatti, chiunque pensasse che queste elezioni amministrative, abbiano penalizzato solo l´area moderata della coalizione al governo.

Falso!

Rifondazione comunista perde consensi: ovunque.

In alcune realtà  in modo consistente, in altre in modo più contenuto.

Chiaro segnale del fatto che la politica del governo Prodi abbia scontentato tutti.

Franco Giordano è perentorio nell‘analizzare il voto. Definito come:

Una campana che rischia di suonare a morte“.

Ed anche come un “terremoto“, il cui epicentro è:

Il Lombardo-Veneto. Ma le onde del sisma si sono propagate in tutto il Paese“.

E ancora:

Io non voglio usare toni minacciosi, ma è chiaro che, a questo punto, dobbiamo cominciare a far valere gli effettivi rapporti di forza che ci sono in Parlamento“.

E minaccioso aggiunge:

Io dico che se noi non siamo buoni per decidere, forse potremmo non essere buoni per votare“.

Non è questione di essere critici. Ma realisti. Perché il governo o non decide, o decide in luoghi troppo frequentati da rappresentanti del Pd, oppure, più semplicemente, sbaglia i tempi“.

I rischi, il governo, li corre se non si sbriga a mantenere le promesse fatte agli elettori“.

Il problema è che per gli azionisti del Partito democratico, il programma di governo è pattume!

Inutile – quando non dannoso – al Paese.

E controproducente per chi – come loro – voglia assumere connotati riformisti e non conservatori.

Ma Rifondazione – così come tutta la sinistra estrema – del conservatorismo sociale fa una bandiera politica.

Dunque lo scontro – tra le due fazioni – nei prossimi mesi andrà  accentuandosi.

Fino a decretare la morte – per suicidio – del governo Prodi.

Che – mai come ora – è politicamente parlando uno zombie.

Tra poco più di un mese dovrà  essere approntato il Dpef: e le due anime della coalizione – quella radicale e quella riformista – arriveranno al redde rationem.

In ballo c´è la decisione sullo “Scalone Maroni”.

I conservatori di Rifondazione comunista vogliono che sia abolito, i riformisti del Pd che rimanga in vigore.

Fino a due mesi fa – quando il termine ultimativo per decidere era lontano – potevano cincischiare. Cazzeggiare. Fare melina.

Ora devono decidere.

E qualunque decisione venga presa, una delle due fazioni perderà . Con danno d´immagine consistente. E irrimediabile.

C´è poi la Tav.

Tra l´estate e i primi di settembre – anche in questo caso – andrà  presa una decisione chiara: il rischio è che si perdano i soldi messi a disposizione dalla Unione europea.

La sinistra massimalista vuole la Tav?

No.

La sinistra riformista?

Sì.

Anche qui, chiunque vinca lo farà  con grave danno per la controparte.

E´ ipotizzabile che questi minuetti possano durare ancora a lungo, visto che queste elezioni amministrative hanno dimostrato come a perderci sia tutto il centrosinistra?

Evidentemente no.

Allora che accadrà ?

Di sicuro non si andrà  ad elezioni, almeno a breve. E per diverse ragioni.

Ds e Margherita non sono pronti. Fino a che il Partito democratico non sia messo su una giusta carreggiata, non è ipotizzabile affronti il voto politico.

In autunno, poi e come sempre, c´è da approntare la Legge Finanziaria.

Mai il Capo dello Stato potrebbe sciogliere le Camere, e indire nuove elezioni, prima che la più importante delle leggi venga varata.

Infine c´è la non trascurabile questione della legge elettorale: quella attuale non è soddisfacente. Se non la si cambia, difficilmente si andrà  al voto anticipato.

Cosa accadrà ?

Difficile a dirsi.

Prodi, però, di sicuro è morto, politicamente parlando.

Il suo esecutivo difficilmente supererà  l´estate.

Marini e Dini, intanto, scaldano i muscoli. Uno dei due – a breve – potrebbe essere chiamato a guidare un nuovo esecutivo.

Un governo tecnico – in carica per qualche mese – consentirebbe, infatti, almeno il varo di una nuova legge elettorale.

Senza la quale – è meglio essere chiari – mai si ritornerà  al voto.

° 

20 Responses to "E´ iniziato il conto alla rovescia definitivo per Prodi"

  • Astrolabio says:
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