La sinistra e la teoria del complotto

Burattinaio foto

Qui si ritiene che i complotti siano possibili, eccome.° 

Si ritiene che forze di diversa natura possano stringere alleanze occasionali, pur di influire su risultati politici a loro utili.

E si ritiene che le forze in questione siano molteplici. In parte visibili, e in parte no.

Le forze che “adulterano” e condizionano l´informazione, ad esempio, sono quelle che più di altre sferrano attacchi politici ai partiti.

Lo fanno quando vogliono raggiungere risultati immediati o di medio/lungo termine.

Persone avvedute e non dogmatiche sanno quanto la “Cupola” (Corriere della Sera, La Stampa, il Sole 24 Ore e Repubblica) sia capace di raggiungere qualunque risultato.

Innanzitutto perchè se si controllano i °¾ dell´informazione, è ben facile fare un “trust informativo”: ci si mette d´accordo e certe notizie le si diffonde – in quanto tornano utili – e altre le si nasconde.

Certe inchieste della Magistratura che riguardano lo schieramento A, si decide debbano avere grande visibilità . Quelle che di converso riguardano lo schieramento B, è bene siano saggiamente trascurate.

La stessa Tangentopoli: solo un fesso può pensare che non ci fossero interessi vasti e articolati, dietro quella decimazione della classe politica italiana.

Tangentopoli non è nata perché d´un tratto, un pool di magistrati, è riuscito a raccogliere una molteplicità  di informazioni penalmente rilevanti.

Tangentopoli è nata, perché un certo ceto economico-imprenditoriale, non riusciva più a tollerare – per ragioni meramente economico-finanziarie – il sistema tangentizio: quello delle cosiddette “dazioni ambientali”.

E quel ceto economico-imprenditoriale ha “agito” per raggiungere il suo obbiettivo: abbattere un sistema politico-partitico sostituendolo con un altro, auspicabilmente più efficiente e meno corrotto. Con l´ausilio della Magistratura, della stampa e delle Tv.

Il fatto è che però, in un modo o nell´altro, occorre sempre fare i conti con l´eterogenesi dei fini.

Talchè se tizio e caio – potenti all´inverosimile – tramano e brigano con tutto il loro potere, non è affatto detto che riescano a raggiungere l´obbiettivo che si erano prefissati di conseguire.

C´è sempre qualcosa che entra in gioco – componente “stocastica”, imprevisto – e che ti rovina i progetti (nello specifico Berlusconi e la sua discesa in campo nel ‘93/94).

Ora, tutto questo lungo (e tedioso) sproloquiare serviva solo come preambolo.

Il punto è un altro.

E´ che a sinistra (i Ds), credono che un vasto complotto sia in atto a loro danno.

E hanno perfettamente ragione!

Il tutto prende avvio all´incirca due anni fa.

Si discuteva di creare liste uniche Ds-Margherita.

I Ds parevano restii, diffidenti. Non volevano.

Dunque andavano convinti!

In quel contesto – era estate – scoppiò lo scandalo Unipol.

La storiella delle telefonate tra Fassino e Consorte (“Abbiamo una banca”?).

Il Corriere della Sera che un giorno sì e l´altro pure – e per diverse settimane – manganellava i Ds, nemmeno fossero un‘affiliazione di Al Capone!

I Ds capirono l´antifona, l´andazzo, e cedettero: dissero sì alle liste dell´Ulivo (Ds e Margherita assieme alle elezioni amministrative).

“Casualmente” – ripeto: “casualmente” – si interruppero gli attacchi.

L´affaire Unipol scomparì dall´agenda politica del Corriere della Sera, e dalle sue pagine.

I Ds non erano più il partito dei presunti “traffichini”.

Di recente, pare che il Corriere della Sera (spalleggiato dalla Stampa e da Carlo De Benedetti) sia tornato a rompere i coglioni ai Ds, in particolare: e a tutto il centrosinistra, in generale.

E lo hanno capito un po´ tutti: anche all´estrema sinistra.

Rina Gagliardi qualche giorno addietro, dalle pagine di Liberazione, astiosamente ha saluto la nascita del Partito del Corriere della Sera (il cui compito consisterebbe nello sfrattare Prodi).

Ma non c´è solo il Corsera.

La prodiana Stampa (diretta dal prodiano Anselmi) un paio di giorni fa ha recapitato a D´Alema, una bella polpetta velenosetta: contenente l´accusa di possedere conti all´estero, frutto di qualche operazione connessa alla vendita/privatizzazione della Telecom.

Cui prodest? Questo il quesito che circola nei palazzi.

Pare che parte della “Cupola” voglia senz´altro sfrattare Prodi.

Come pare che la stessa “Cupola” sia intenzionata, pesantemente, a condizionare il futuro del Partito democratico.

Che vorrebbe fosse molto (o abbastanza) di centro. E pochissimo di sinistra.

Con i Ds ridotti al lumicino.

E con a capo Veltroni.

Questo trapela dai giornali.

Ora, al centrodestra potrebbe anche tornare utile che la “Cupola” focalizzi la sua ostilità  sul centrosinistra (nei prossimi giorni, si assisterà  alle pubblicazioni delle intercettazioni telefoniche riguardanti le scalate Bnl-Antonveneta).

Il centrodestra potrebbe lucrare molto da questa situazione. E potrebbe soffiare sul fuoco che verrà  sviluppandosi: al fine di far cadere Prodi e di rendere più complicata l´esistenza al centrosinistra.

Però.

Dopo la tempesta viene sempre la quiete: il nuovo ordine.

E il nuovo ordine contempla sempre e solo ostilità  verso il centrodestra.

E sempre e solo contiguità  al centrosinistra.

Dunque attenzione.

La trappola – quella vera – è per noi.

° 

4 Responses to "La sinistra e la teoria del complotto"

  • camelot says:
  • camelot says:
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