Il cortocircuito del sistema politico

Gabbiano foto

Una noia atroce.° 

Nulla di interessante che accada.

Un Paese semplicemente ingessato.

Non si legifera o lo si fa con tale parsimonia, che sembra quasi che nessuna legge – da un anno a questa parte – sia stata posta in essere.

Eccezion fatta per la Finanziaria, s´intende. Quella la ricordano tutti, ogni giorno, sacramentando contro Prodi e la sua maggioranza.

Il centrodestra, poi.

Meglio sarebbe tacere. Ma non si può.

La storiella della “salita” al Colle.

A che serve?

Se l´hanno capito anche i bambini di tre mesi che non si andrà  al voto anche se domani dovesse cadere Prodi, perché fare questa cosa? Per di più assolutamente inusuale?

Abbiamo bisogno di politica. Di programmi. Di contrapposizioni contenutistiche.

Non di gesti simbolici, da parvenu della politica (porca puttana!).

In compenso è un fiorire di belle donne e giovani, nel centrodestra.

Fioriscono come funghi: bionde, rosse, more.

Stamani la Carfagna è apparsa in tutto il suo fulgore in un´interessante intervista su Magazine.

Se fossi suo collega alla Camera, avendola vicino, di sicuro avrei problemi di concentrazione (e non solo quelli).

Poi c´è la Ravetto: il Berlusca le ha affidato il compito di creare l´Università  delle Libertà .

Ha un neo: è bionda. Peccato.

Infine c´è la Brambilla.

E soprattutto ci sono i reggicalze della Brambilla.

Che rappresentano il momento più alto di discussione politica, registratosi nelle ultime settimane.

Pensa te come cacchio stiamo messi.

La stampa – tutta – ha un taglio prettamente estivo (o quasi): puttanate scritte a manca quanto a destra.

Se il Corriere della Sera – nella versione cartacea – arriva a parlare in prima pagina dell´arresto di Paris Hilton, il Paese che prospettive può avere?

Pessime!

Beninteso: lo dico con il massimo rispetto per quella straordinaria icona pop-trash che è la Hilton (con cui, evidentemente, dibatterei a lungo di massimi sistemi).

E´ che manca l´essenziale.

In compenso c´è una sovrabbondanza di elementi effimeri, che nemmeno negli spensieratissimi anni ‘80!

Mentre il Paese reale – almeno in una sua parte – arranca.

E il fatto che il Palazzo sembri interessato al niente, piuttosto che al rilevante, preoccupa parecchio.

Segna uno “scollamento” totale tra loro e tutti gli altri.

E´ la cifra della mediocrità  di questa classe politica.

E del suo nanismo.

Non possiamo campare nell´attesa che un domani accada qualcosa; che i problemi vengano risolti sì, ma rimandando: perchè ora non è possibile.

Il domani non esiste, se non si lavora oggi.

Per carità : il sistema politico è incastrato in una situazione complicatissima.

Peggio di un dilemma del prigioniero.

Se domani si va al voto, vince il centrodestra. Certo al 100%.

Ma chi garantisce che l´attuale legge elettorale dia stabilità ?

Nessuno!

Dunque se cade Prodi – e se prima non si fa una nuova legge elettorale – al voto non si torna.

Prodi, invece, non lo vuole più nessuno. A cominciare dai suoi.

Ma non sanno come “eliminarlo”.

D´altra parte egli stesso ha detto che ove mai si tornasse al voto prima del 2011, si candiderebbe nuovamente come leader del centrosinistra.

Peggio di un calcio nelle palle per i suoi alleati.

Che non sanno ancora come farlo cadere. Come assoldare il killer.

Tuttavia è solo questione di tempo. Cadrà , questa è l´unica certezza che si può avere in questo istante.

E dopo?

Boh!

Quelli del Partito democratico non hanno alcuna intenzione di ritornare al voto prima del 2009: devono battezzare la nuova creatura politica. Hanno bisogno di tempo.

Fini e Casini – in questo di nuovo uniti – non vogliono tornare alle urne, prima che il Berlusca non abbia accumulato qualche altro anno di età  sul groppone.

Più invecchia, e più – ritengono loro – è probabile che molli la leadership del centrodestra.

Governo tecnico, governo istituzionale?

Sì, no, può essere: dunque è certo.

Però non si capisce chi debba o possa appoggiarlo.

Perché al centrodestra un governo tecnico andrebbe bene: purché a sostenerlo, però, ci sia il centrosinistra.

Così che il malcontento nel frattempo cresca ancora, e la CdL possa fare il pieno di voti la prossima volta.

Viceversa se quest´ultima appoggiasse un qualsiasi governo di transizione, come potrebbe lamentarsi a suon di: “Piove, governo ladro”?

Ancora.

Il centrosinistra avrebbe interesse a dare vita ad un governo tecnico?

Certo!

Prodi è una iattura, il suo governo è uno dei peggiori – se non il peggiore – della recente storia repubblicana! Più va avanti nel tempo, e più tutto il centrosinistra perde voti.

Quindi va abbattuto.

Il problema è che se cade Prodi (e cadrà ), la sinistra estrema – io credo – mai si farà  carico di appoggiare un governo istituzionale o a termine.

Dunque come fa il centrosinistra (senza la sua componente massimalista), con i seggi che ha in Parlamento, a dare vita ad un governo tecnico senza ricorrere al sostegno di una parte almeno del centrodestra?

Boh!

Se almeno i signorotti della politica – tutta – capissero che è giunta l´ora di fare le “persone serie”.

E che per una volta – almeno una volta – sia necessario mettere al bando la contrapposizione, e fare un governo di larghe intese per risolvere questioni importanti per il Paese (riforma delle pensioni, grandi opere, riduzione della tassazione, liberalizzazioni vere, e aumento delle pensioni minime).

Ma sono miopi.

E nani.

E a noi non resta che sperare che l´estate – almeno quella – sia bella.

° 

9 Responses to "Il cortocircuito del sistema politico"

  • statominimo says:
  • camelot says:
  • camelot says:
  • camelot says:
  • statominimo says:
  • camelot says:
  • Rudolf says:
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