Cuneo fiscale: ennesima gaffe di Prodi

Romano Prodi foto

Il fatto è che i signori dell´Unione talvolta sembrano davvero degli inetti.° 

Ma non degli inetti qualsiasi: degli inetti patentati!

Dico io: uno ha come Presidente del Consiglio (pro tempore), un uomo che è stato Presidente della Commissione europea. E costui è talmente tanto rincitrullito, da ignorare finanche le norme del Trattato dell´Unione europea?

Sembrerebbe impossibile.

E invece è pura realtà  (purtroppo)!

Sicchè – e come su questo blog già  si è rendicontato – quando lorsignori del centrosinistra hanno accordato la riduzione del cuneo fiscale alle imprese, hanno commesso un errore madornale (e tale per cui le nostre aziende non hanno ancora visto il becco di un quattrino).

Hanno, cioè, escluso assicurazioni e banche dal provvedimento.

Ma poiché l´articolo 87 del Trattato dell´Unione europea fa divieto di concedere fondi alle imprese, quando ciò possa rappresentare un aiuto discriminatorio (a danno di alcune aziende), i signorotti del centrosinistra hanno provato a correre ai ripari.

Siccome però sono stupidi, ma stupidi forte, hanno finito per fare anche peggio.

Perchè hanno varato un decreto legge (per° ricomprendere nel provvedimento° anche banche e assicurazioni).

Ma nel frattempo il decreto è scaduto (non essendo stato convertito in legge).

Quindi ora, per estendere al più presto la riduzione del cuneo fiscale anche alle compagnie assicuratrici e alle banche – così da spingere l´Unione europea a dare il suo ok al provvedimento, senza il quale la riduzione del cuneo fiscale non può essere concessa – parrebbero intenzionati a varare un altro decreto legge.

Ma come ha ricordato ieri Francesco De Dominicis su Libero Mercato, c´è una sentenza della Corte Costituzionale (la 360 del 1996), che statuisce:

“Il divieto di iterazione e di reiterazione, implicito nel disegno costituzionale, esclude (…) che il Governo, in caso di mancata conversione di un decreto legge, possa riprodurre, con un nuovo decreto, il contenuto normativo dell´intero testo o di singole disposizioni del decreto non convertito, ove il nuovo decreto non risulti fondato su autonomi (e, pur sempre, straordinari) motivi di necessità  e di urgenza”.

Talchè° l´armata brancaleone che siede a Palazzo Chigi, non ha la minima idea su come si possa estendere la riduzione del cuneo fiscale – e in tempi brevi – alle assicurazioni e alle banche.

Se si adotta un nuovo decreto legge, la Corte costituzionale potrebbe bocciarlo per incostituzionalità .

Se però non si estende la riduzione del cuneo fiscale anche a banche e ad assicurazioni, il rischio è che l´Unione europea applichi al nostro paese sanzioni economiche, per violazione dell´articolo 87 del Trattato dell´Unione medesima.

Insomma non gliene va bene una!

° 

P.S.: il buon Prodi, non più tardi di un mese fa, ha promesso alle imprese che avrebbero visto i soldi della riduzione del cuneo fiscale, entro il primo luglio. Secondo voi come va a finire? 😉

P.S. per gli smemorati: la riduzione del cuneo fiscale alle imprese, nella misura di cinque punti e da farsi in un anno (dicasi un anno!), era la madre di tutte le promesse fatte da Prodi in campagna elettorale. L´anno è passato, e le aziende non hanno visto un euro.

° 

9 Responses to "Cuneo fiscale: ennesima gaffe di Prodi"

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