D´Alema e l´aereo di Stato

Massimo D'Alema in barca foto

D´Alema è D´Alema.° 

Sicchè a lui risulta possibile, ciò che ai comuni mortali non è dato nemmeno sognare.

Tipo: farsi definire “statista”. E che statista!

Dice niente quando parla, però lo dice con un tono tale, che sembra quasi stia spiegando la Genesi dell´Universo (che lui ha vissuto in prima persona: alcuni sostengono addirittura sia opera sua) ad una scolaresca di somari.

E poi vuoi mettere la cultura che ha dovuto farsi, e la fatica che ha dovuto sopportare, per arrivare ad essere definito uno statista?

Mai ha lavorato un giorno in vita sua: nemmeno uno!

In compenso però, è riuscito a non laurearsi.

D´altra parte il posto di lavoro, glielo avrebbe trovato il partito. Talchè!

E poi ha preso tutto da suo padre: deputato anch´egli.

Certo, il paparino fu anche fascista (prima di aderire al Pci): ma all´epoca era prassi.

E poi in Italia, il “tengo famiglia” è sempre stato costume nazionale. Per cui si può soprassedere.

Ma veniamo al dunque, perché lo “statista de noantri” ultimamente è un po´ troppo nervosetto.

E quindi gli capita di farla un po´ troppo fuori dal vaso.

E´ accaduto, infatti, che il “nostro” – per due volteabbia rifiutato di ospitare sull´aereo di Stato (con cui stava recandosi all´estero), un paio di giornalisti (o “iene dattilografe”, fate voi).

Gli è, però, che le due “iene” – casualmente – pare lavorino per lo stesso giornale.

Ohibò, e che mi dici mai?

Già , e il giornale in questione non è nemmeno berlusconiano.

No, ma davvero?

Proprio così.

E addirittura pare si tratti di un foglio prodiano, diretto per di più da un noto prodiano.

Non ci credo: giura.

Giuro.

Cazzo!

Già .

E perché mai il “nostro” ce l´avrebbe con un giornale diretto da un prodiano?

Non lo raccontare in giro, però, mi raccomando.

Certo.

Ok.

Pare che il giornale in questione, vada sostenendo che il “nostro” abbia conti segreti all´estero.

No?

Sì, giuro.

Ma sei sicuro?

Certo.

Cazzo!

Già .

E pare che su questi conti siano presenti somme di danaro, frutto di operazioni connesse con la vendita/privatizzazione della Telecom.

Davvero?

Sì.

Perdincibacco!

Già .

Per cui il “nostro” – incacchiato nero con il foglio prodiano – ha deciso di non far salire sull´aereo le “iene dattilografe” che lavorano per il foglio in questione.

Beh, però lo si può comprendere: è umana la sua reazione. E poi, cacchio: uno sul proprio aereo ci fa salire chi gli pare, o no?

Certo, ma l´aereo in questione non è suo, però.

Ah, no?

No: è dello stato.

E vabbè. Che sarà  mai?

Meglio D´Alema che non fa salire sull´aereo dei giornalisti, di Bertinotti che usa gli aerei di stato: una volta per farsi una gita in una beauty farm, e l´altra per andare ad un matrimonio mondano.

O no?

Già , hai proprio ragione! 😉

° 

P.S.: alla luce del dossier pubblicato dalla Stampa, forse merita di essere riconsiderato ciò che nel maggio 2006 diceva il mafioso Campanella (in un’aula di tribunale).

° 

8 Responses to "D´Alema e l´aereo di Stato"

  • Mizarin says:
  • camelot says:
  • Giano says:
  • camelot says:
  • Giorgio says:
  • camelot says:
  • camelot says:
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