Dov´è la Destra? Dove sono i “conservatori veri”?

Il viaggiatore sopra il mare di nebbia di Caspar Friedrich foto

Odioso, giugno.° ° ° 

Odioso per chiunque paghi le tasse, in questo mese.

Per chiunque sia costretto a sentire diecine di volte il commercialista, il tributarista. E le notizie luttuose che ti comunicano (con inevitabili strascichi sul tuo umore, e sulle performance del tuo giocattolino voluttuario).

Odioso, perché te che sei un conservatore vero (e quindi un liberale iperliberista), lo Stato lo detesti. E costruisci la tua esistenza in maniera tale, che con l´infausto Leviatano tu abbia poco o niente a che fare.

Chi ti conosce, chi ti vuole? Puzzi di morte, va´ via!

In un modo piuttosto che in un altro – e con l´aiuto di validi professionisti – riesci a mantenere lontana da te la Fetida Creatura.

Almeno fino a giugno.

Poi ti tocca, cazzo se ti tocca.

Ti tocca sentirti un coglione.

Un coglione, perché sei di Destra. Dunque la legge la rispetti, e le tasse le paghi. Diversamente non potresti fare (mica sei di sinistra).

E dopo che l´hai fatto – superata la fase dello choc, quella in cui sacramenti in venticinque idiomi, a cominciare da quelli che ignori – subentra lo sconforto.

E ti chiedi: dov´è la Destra? Che fine hanno fatto i cosiddetti conservatori, quei bambocci pirletti che hanno per di più la sfrontatezza di definirsi “conservatori veri”?

Quelli che dovrebbero occuparsi di ridurre all´osso lo Stato, e renderlo minimo e il più possibile efficiente?

Quelli, insomma, che dovrebbero rappresentarti, lottare per ridurre la pressione fiscale, aumentando la tua libertà  e facendo di te un cittadino e non un suddito, un individuo e non uno schiavo?

Non li trovi. Latitano.

Ohibò.

E pensare che fino a due giorni prima, stavano lì.

A discettare amabilmente di puttanate.

Di cose prive di senso alcuno, almeno per un conservatore vero (o per una persona dotata anche solo di tre neuroni).

Tipo: relativismo (qui, il conservatore vero scoppia fragorosamente a ridere).

Tipo: difesa della Famiglia Tradizionale contro gli attacchi delle altre tipologie di famiglia (dove? In quale dimensione spazio/tempo ciò è avvenuto in Italia?).

Tipo: mettiamo la mordacchia ai genitali.

Roba che te che sei un conservatore vero, sentendo le argomentazioni dei sedicenti conservatori di cui sopra, non potevi fare a meno di chiederti: ma questi ci fanno, o ci sono?

Cioè: si rendono conto che parlando, mostrandosi ed essendo così, riescono nell´impossibile impresa di “smontare” e smentire tanto le teorie che fanno capo al cosiddetto “Disegno intelligente”, quanto quelle relative all‘”Evoluzione della specie”? (Perché chi, sentendoli parlare, potrà  mai credere che esista il primo o in alternativa la seconda?).

La risposta non può che essere una: no che non se ne rendono conto.

E ciò che è peggio: non capiscono nemmeno – per limiti ontologici e culturali – che conservatori non sono.

Sono tradizionalisti: altra roba.

Dunque è ovvio che costoro – utopisti dogmatici almeno quanto i comunisti – abbiano a parlottare solo di cose che non sia in loro potere mutare. Cose (o questioni) astratte!

Cose che esistono da per sempre. E che da per sempre – naturaliter e senza intervento umano – vengono superate e riassorbite.

Cose – come ad esempio il cosiddetto “relativismo” – che sono fonte e causa, sempre, di una spontanea palingenesi. E di una rinascita sociale.

Il conservatore lo sa, perché conosce la storia.

E sa che la vita vive di cicli: di fasi di declino e di ascesa.

E le seconde sono prodotte dalle prime. Senza quest´ultime non esisterebbero le altre.

Senza la caduta, mai ci sarebbe la spinta per la ripartenza. Che è sempre gioiosa e dionisiaca (proprio perché segue una fase “nichilista”).

Il tradizionalista, invece, non ha il realismo e il pragmatismo del “conservatore vero”. Dunque pensa di poter cambiare il “legno storto”.

E quando vede un “ciclo” che egli giudichi negativamente, vuole intervenire.

E – al pari del comunista – vuole usare la legge come una clava: per mutare l‘immutabile (con l‘obiettivo di edificare l‘homo novus: il massimamente virtuoso).

Il conservatore no (mica è scemo).

Il conservatore è cinico e realista: pensa alla “pagnotta” (mai si sognerebbe di imporre ad altri come vivere. Anche perché mai vorrebbe che altri lo imponessero a lui!).

Pensa a ciò che può fare per migliorare la vita dei propri concittadini. E in misura massimamente pratica.

Mica è un pirletti che c‘ha tempo da cazzeggiare con i mulini a vento?

Non è un bambino: e per di più è nato vecchio!

Quindi individua i problemi: e anche prima degli altri.

E guarda caso – il padre di tutti i problemi – per il conservatore vero si chiama sempre (e ovunque): Stato.

Che declinato con altri lemmi, si può anche definire come: corruzione, partitocrazia, inefficienza, clientele, malversazioni, privilegi, rendite.

Se poi si ha poco tempo, e si vuole essere concisi (e alla moda), si può sceglierne anche uno solo: Casta.

Sicchè il conservatore vero – che sta sempre un passo avanti rispetto a chiunque altro – non ha bisogno che gli arrivi sotto al naso il libello populista e demagogico di turno, in cui vengano denunciati gli abusi e gli sperperi di quella paccottiglia di mezze seghe, che va sotto il nome di classe politica.

Lui già  sa tutto. Altrimenti non sarebbe un conservatore vero (e quindi un liberale iperliberista).

Sarebbe un comunista. O un tradizionalista!

E infatti per questo propone sempre (e prioritariamente!) l´abbattimento del Leviatano, dell´Orrida e Fetida Creatura.

Per questo, soprattutto in certi mesi dell´anno – e in certe congiunture che si caratterizzano per la presenza al governo di forze politiche iperstataliste e fiscalmente assassine, criminali – egli non può fare a meno di chiedersi: ma dove cazzo stanno i conservatori veri?

Il centrodestra che vuole fare?

Vuole stare in silenzio tutta l´estate, fare in modo che Prodi venga fatto fuori da fuoco amico (ammesso che ciò avvenga)?

Oppure vuole tornare a parlare di politica?

Magari portando in Parlamento – e presentandolo a noi cittadini – un contro-Dpef, in cui si parli di riduzione delle tasse, dei costi della politica (e del Palazzo), magari di flat tax (meglio che parlare di riduzione dell´Ici), o di “quoziente familiare” (visto che la famiglia si difende coi fatti, non con le enunciazioni di principio)?

Magari varando un “esecutivo ombra”, con il compito di portare in Parlamento le nostre proposte di legge, su ogni argomento possa interessare – e concretamente – la vita dei cittadini?

Cosa pensano i signori del centrodestra, che si possa vincere le prossime elezioni continuando a non fare un beneamato piffero, senza pronunciare mezza parola, facendo in modo che lorsignori dell´Unione si scannino tra loro?

E Veltroni?

Cosa pensano i signori del centrodestra, che il Sindaco di Roma rimanga in silenzio?

O forse vogliono iniziare a ragionare sul fatto che il Nutellone – essendo un Berlusconi ante litteram – preparerà  una campagna elettorale perpetua, in cui anche il tema dell´abbattimento delle tasse e dello Stato Padre/Padrone/Padrino, sarà  preso in esame, magari anche con un linguaggio nuovo e più accattivante di quello usato dall´Amor Nostro?

Che cosa volete fare?

Abdicare rispetto a qualunque ruolo e funzione politica?

Lo avete capito, o no, che le priorità  per il Paese – tutto, senza distinzioni di censo – sono economiche e fiscali?

E che una coalizione di centrodestra prioritariamente di queste cose parla?

E allora perché cacchio tacete, ora?

Ora che lo Stato sta rapinando milioni di contribuenti, ora che le sanguisughe al potere si apprestano a varare il documento di programmazione economico-finanziaria, su cui andranno a costruire – ammesso che governino ancora – la prossima Finanziaria?

O noi – conservatori veri – dobbiamo avere l´onore di sentirvi parlare, solo quando ci sia da contestare un Gay Pride (argomento che a 9 italiani su 10 non interessa affatto)?

Cioè, per concludere: siete liberali e conservatori veri, sempre (anche quando non ci sia di mezzo una campagna elettorale, e non si debbano raccontare favolette per rubare i voti)?

O siete degli statalisti e dei tradizionalisti – che nessuno voterebbe mai! – ma che per prendere voti, in campagna elettorale si presentano con le “parole d´ordine” dei liberali e dei conservatori?

Così, giusto per sapere.

Perché visto che c´è domanda di liberali e conservatori, se manca l´offerta, vuol dire che c´è uno spazio vuoto.

E gli spazi vuoti possono essere occupati da chiunque.

Paradossalmente anche da chi stia a sinistra.

Magari alla guida di un giocattolino nuovo.

E la cui identità  sia tutta da definire.

Attenti.

° 

45 Responses to "Dov´è la Destra? Dove sono i “conservatori veri”?"

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