La Cgil, dopo un anno di “silenzio politico”, scopre che in Italia 11 famiglie su 100 sono povere

Guglielmo Epifani foto

Per un anno ha taciuto. Servilmente.° ° ° ° 

Abdicando al ruolo proprio di qualsiasi sindacato: tutelare i propri iscritti, a cominciare da quelli più° disagiati.

Bisognava difendere il governo amico (questa la priorità ).

Poi pazienza se il governo amico sia lo stesso che ha varato una Finanziaria “lacrime, sangue e macelleria sociale”, che nulla ha fatto per i meno abbienti.

Prima gli interessi politici, e poi l´interesse dei lavoratori.

E mentre l´organizzazione guidata da Epifani taceva, vergognosamente, milioni di italiani continuavano a versare in condizione d´indigenza.

L´euro li ha bastonati, Berlusconi ha fatto poco, e il governo Prodi se n´è disinteressato.

Con un però.

Quando governava Berlusconi – strumentalmente – partiti, sindacati e giornali, un giorno sì e l´altro pure parlavano delle famiglie che non riuscivano ad arrivare alla quarta settimana.

Quelle che non potevano comprare nemmeno il latte. Ricordate?

Il giorno dopo l´elezione di Prodi, queste voci – questi argomenti – sono scomparsi.

Miracolosamente.

Come se non fossero mai esistiti (a riprova del fatto che in Italia ci sia gente ignobile, capace finanche di speculare – per fini politici – sulle spalle della povera gente! E tra questi criminali c´è la sinistra tutta, il sindacato e parte della stampa!).

Ma veniamo al dunque.

Perché la Cgil s´è svegliata.

Dopo un anno di letargo.

E ha elaborato un´indagine: purtroppo impietosa.

Che registra una situazione drammatica, che dovrebbe essere all´ordine del giorno del governo attuale.

Anche se così non è.

L´indagine realizzata dalla Spi Cgil-Cer, racconta un´Italia in cui l´11% delle famiglie (e il 13% degli individui) vive in condizione di miseria.

La Cgil parla di “povertà  diffusa“.

Sostenendo che il reddito di queste famiglie sia inferiore ai 5.000 euro annui.

Questa povertà  – e come potrebbe essere diversamente – si concentra al Sud.

Dove arriva a coinvolgere il 25% delle famiglie.

Che solo con stenti e privazioni arrivano alla fine del mese.

Questo scenario è ovviamente tragico.

E migliorare la condizione economica di queste famiglie, dovrebbe essere la priorità  di ogni governo.

Senza distinzione di colore politico.

Ma soprattutto – etica impone – che la situazione di queste persone, mai venga usata per fini politico/elettorali. Strumentalmente.

Speculare sulla povera gente è ignobile.

° 

5 Responses to "La Cgil, dopo un anno di “silenzio politico”, scopre che in Italia 11 famiglie su 100 sono povere"

  • Corvorossononavraiilmioscalpo says:
  • Cristian says:
  • camelot says:
  • Cristian says:
  • camelot says:
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