Livia Turco ha aumentato di 35 volte le tasse sull´import: inevitabili i rincari sui generi alimentari

Livia Turco foto

Un vero e proprio golpe estivo. E che produrrà  i suoi effetti nefasti – sui consumatori italiani, specie i meno abbienti – a partire da sabato 8 settembre.° ° 

Si parla di un decreto emanato da Livia Turco, il Ministro della Salute.

Ma procediamo per gradi.

Dunque, la merce che arriva nei porti del nostro Paese – importata da altre nazioni – è soggetta ad una serie di controlli. Obbligatori.

Così come è obbligatorio, per chiunque svolga attività  di importazione, pagare alcune tasse.

Livia Turco è intervenuta inasprendo la pressione fiscale nell´ambito di sua competenza: quello relativo al rilascio di documenti, che certifichino il rispetto di standard igienici e sanitari per i prodotti alimentari (o affini) che arrivano nei nostri porti.

Come rivela Bruno Dardani su LiberoMercato (l´inserto economico di Libero), la stretta fiscale operata dal Ministro della Salute si tradurrà  in un incremento – in alcuni casi anche di 35 volte – dei costi sostenuti dai nostri importatori.

Vediamo in riferimento a quali adempimenti (obbligatori) si è deciso di intervenire mediante un giro di vite.

Innanzitutto per il “rilascio di atti o provvedimenti per il controllo igienico e sanitario di alimenti e bevande di importazione“, si passa da un costo di 6,33 euro (determinato nell´aprile 2003) ad un costo di 250 euro per merci importate oltre i 10mila kg (mentre fino a 500 kg si pagheranno 50 euro; fino a 10mila kg di generi alimentari importati, invece, occorrerà  sborsare 100 euro).

Per il “rilascio di atti o provvedimenti per il controllo igienico e sanitario di merci varie destinate all´alimentazione umana in importazione“, si passa da un costo di 63,27 euro ad un costo – per i beni oltre i 5mila kgdi 300 euro (fino a 100 kg si pagheranno, invece, 100 euro; fino a 5mila kg, l´importatore dovrà  sostenere un costo di 150 euro).

Ancora.

Per ottenere il “certificato per l´idoneità  delle casse di acqua potabile“, l´onere economico – per chi importa – passa da 31,62 euro a 100 euro.

Insomma: un consistente inasprimento fiscale.

Che, ovviamente, produrrà  i suoi effetti negativi anche su noi consumatori finali.

D´altra parte di quali merci importate stiamo parlando?

Caffè, carne, cibi in scatola, frutta fresca e bibite varie.

Tutta roba che – fino a prova del contrario – ciascuno di noi consuma.

Bruno Dardani – citando alcune fonti – arriva ad affermare che il sovrapprezzo, ad esempio, per il caffè che arriva nel nostro Paese, si aggirerà  tra i 10,5 e gli 11,5 milioni di euro.

Il che vuol dire – grosso modo – che una tazzina di caffè al bar, ci costerà  almeno 15 centesimi in più.

Per gli addetti ai lavori, si tratta oltretutto di un provvedimento incomprensibile.

Il presidente della Confederazione armatori – Nicola Coccia – così giudica il decreto:

Mi auguro che si tratti di un errore. E che ci possa essere un rapido ripensamento. In caso contrario i danni per la portualità  italiana, ma anche per il sistema paese sottoposto ai rischi di un provvedimento inflazionistico, potrebbero risultare incalcolabili“.

Se si calcola che gli stessi prodotti sbarcati in altri porti comunitari e poi trasportati in Italia via terra non subirebbero questa penalizzazione, il decreto rischia in un solo colpo di penalizzare i porti, penalizzare i consumatori italiani e distorcere i traffici a vantaggio di scali esterni“.

In conclusione.

Se andate a fare la spesa, e d´improvviso vi trovate dinnanzi a rincari consistenti, sappiate che la responsabilità  degli stessi – almeno in parte – è da attribuirsi a questo decreto.

Targato Livia Turco (o Romano Prodi, che è lo stesso).

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10 Responses to "Livia Turco ha aumentato di 35 volte le tasse sull´import: inevitabili i rincari sui generi alimentari"

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