Lo sfogo di Massimiliano Parente

Statua della Libertà  Fiaccola della Libertà  foto

Voglio proporvi un articolo apparso oggi su Libero, e firmato da Massimiliano Parente:° 

“Io dico solo: ma porca puttana. Solo che la porca non è la puttana, che si spera lo sia per il beneficio di entrambi i contraenti, bensì questo moralismo trasversale che unisce destra e sinistra, Lega e Margherita, Walter Veltroni e Letizia Moratti”.

“Capisco che la puttana, ideologicamente, nell´Italia postfascista e postdemocristiana, sia invisa sia alla destra cattolica che alla sinistra postcomunista, essendo simbolo liberista per antonomasia, il consumismo del corpo e della mente, e il consumismo è nemico del comunismo e dello Stato confessionale, quello che vuole dirti anche come devi morire se vuoi morire, come devi farti fecondare, come non devi mai abortire, e ora anche come non devi andare a puttane”.

“Non ci si crede. Se Pasolini, da poeta, denunciò la scomparsa delle lucciole per accusare il capitalismo, io da scrittore liberista, antifascista e anticomunista, devo difendere le lucciole che del capitalismo dovrebbero essere il simbolo, e con esse il mio stesso corpo. Non soltanto siamo un Paese ridicolo che ha tollerato per quarantacinque anni la soppressione delle cosiddette “case di tolleranza”, non soltanto abbiamo tollerato questa ipocrisia istituzionale, non soltanto sia Moratti che Veltroni, sia a Milano che a Roma, ti multano, con la scusa di “ostruzione del traffico”, se ti fermi sulla Salaria con l´intenzione di abbordarne una o anche solo per abbassare il finestrino e chiedere quanto costa o se trans o meno stile Sircana, ma adesso Letizia (Moratti, ndr) vuole abrogare anche le puttane, vuole abrogare i clienti, e forse, per darci un taglio, ce lo vuole tagliare per decreto legge, perché è inquietante quando si legge una proposta di reato che suona così: “denuncia penale per il cliente colto in fallo la seconda volta”. Proprio così, colto in fallo”.

“Mentre lo Stato affonda nel debito pubblico, mentre ancora non si riesce a contrastare la mafia se non affidando la scorta a uno scrittore mediocre per fare pubblicità  alla Mondadori, qui stanno tutti a spremersi le meningi e altro sul come non farci scopare, come appropriarsi del nostro corpo, e soprattutto della nostra libertà  di dare e prendere senza nuocere a terzi”.

“Francamente ho faticato qualche secondo a capire, quando ho letto che Letizia vuole introdurre il reato di prostituzione “ma solo contro chi si prostituisce volontariamente e non per costrizione altrui”. Mi pareva un controsenso, ho pensato ci fosse un refuso, contro chi si prostituisce “volontariamente”?”.

“Finché non ho capito che puntava al centro della questione, non politico ma fisico e psichico, da una parte e dall´altra, colpire le puttane in quanto puttane e i “colti in fallo” in quanto falli, senza mezzi termini, senza vie di mezzo né aree per la sosta, dove già  non possiamo fumarci una sigaretta senza rischiare l´espulsione dall´assistenza sanitaria”.

“Interrogandomi immagino che Letizia, oltre a esprimere le proprie convinzioni morali, voglia rappresentare le famiglie, ossia le donne, credendo che una puttana sia una donna umiliata e l´uomo che la paga un umiliatore o lui stesso umiliato, come deve averle consigliato Stefano Zecchi, il quale dice che “il problema non è neanche che si tratti del mestiere più antico del mondo, lo era anche la schiavitù e è stata debellata. Il problema è capire perché ancora nel 2007 ci sono uomini disposti a farsi umiliare da una prostituta che affetta complicità  per un po´ di soldi”. Ma sì, Zecchi, debelliamo anche il sesso, già  che ci siamo”.

“Il problema è come, nel 2007, ci siano uomini contorti come Stefano Zecchi disposti a credere che se uno va con una puttana ci va per farsi “affettare complicità “, non riesco a capacitarmene, e ora mi spiego molte cose, e altre devo spiegarle a Stefano, che magari le riferirà  a Letizia”.

“E´ inutile girarci intorno. Uno ci va per scopare, Zecchi. Io non ho mai neppure capito come si faccia a avere un´erezione e “fare l´amore” contemporaneamente, facendo affluire il sangue necessario nell´idea dell´amore cui pertiene più un bacio o una carezza o un pensiero gentile, figurati come possa capire che due vadano a letto insieme per scambiarsi complicità , affettata o meno”.

“Si va con una puttana perché non si ha una donna, ci si va perché ce l´abbiamo ma ne vogliamo un´altra più eccitante, ci si va per trasgredire o per farlo strano, ci si va perché è un altro corpo, ci si va perché si ha voglia di andarci, ci si va perché nell´essere umano esiste una formidabile costruzione culturale chiamata “sesso” dentro cui si agitano fantasmi corposi e imprendibili, ci si va, in fin dei conti, perché una puttana è una puttana, e comunque non ho capito cosa ve ne fotte a voi di chi fotte con chi, ci si va perché saranno cazzi nostri”.

“Tra l´altro, se devo essere didattico, poiché non vorrei che Zecchi mi fraintendesse e prendesse lucciole per lanterne, con una puttana uno può avere l´illusione di andare con una troia, che è molto più difficile da concupire perché è più facile pagare una puttana che pagare una troia, la quale troia è tale perché non fa la puttana, sebbene, questo il vantaggio di una troia, puoi chiamarla puttana per farla sentire più troia, mentre chiamare troia una puttana non ha senso semantico”.

“Tuttavia spesso una troia vera costa molto di più di una puttana di professione, pagata per essere una troia finta ma sempre meglio di una non troia che non te la dà . Se abolite le puttane, se pure non andate a puttane, come chiamerete la vostra compagna nei momenti di complicità  non zecchiana, quando il teatro dell´immaginario è sostanziato nell´onomastica stessa delle cose? Potreste chiamarla troia, ma non potendo più chiamare puttana una troia, non potrete chiamarla in nessun modo, fine di ogni letizia”.

“Infine uno con una puttana ci va anche perché le troie più inarrivabili le vede ogni giorno in televisione, e la danno non gratis sebbene ugualmente a pagamento ma a altri che le aiutano a stare lì in televisione come altre stanno per la strada accontentandosi di noi, e vestendosi esattamente come quelle che vediamo in televisione, né più né meno, forse un filino di più, e senza tirarsela così tanto”.

“Resta il fatto che, a ben sperare, poiché siamo in Italia, nessuno risolverà  niente, al massimo qualche ausiliario del traffico ci manderà  una multa di effrazione o limite di velocità  copulatoria, nessuno porrà  mano alla fine dell´ipocrisia della prostituzione che c´è e non c´è, che non può stare né in strada né a casa, se non lui, Silvio, che ogni volta è la mia speranza segreta, il mio rivoluzionario preferito: così come ha portato a Mediaset Platinette, sdoganando il trasgender ben prima che Rifondazione si inventasse Vladimir Luxuria, così come ha finanziato lo Zibaldone di Giacomo Leopardi senza pensarci su due volte, potrebbe stupirmi ancora perfino qui e, superando Letizia e Walter contemporaneamente a destra e a sinistra, piazzarglielo lui un bel disegno di legge al centro, per riaprire le case chiuse, e magari chiamarli “I Casini delle Libertà “, lasciando ovviamente il Casini membro del parlamento fuori dalle palle”.

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