Alberto Mingardi e le lucciole prese per lanterne

Alberto Mingardi foto

“No, il dibattito no!”, verrebbe da dire.° ° ° ° 

Già , il dibattito. E sempre uno che si alza in piedi con il ditino censorio: “Tu parli perché dici cose giuste, te no. Zitto e mosca!”.

Il dibattito sì, il dibattito no. Sì, ma quale dibattito?

Quello sul libro di Giavazzi (e Alesina): “Il liberismo è di sinistra”.

Quello che ha scosso la “blogosfera azzurrina“, come un sol uomo.

E partiamo da qui.

Primo: la blogosfera di centrodestra è governata dall´anarchia.

Non c´è un capo, non c´è chi ordina e chi esegue.

Talchè se uno scrive del libro di Giavazzi – ed è poi seguito da altri – tutto è casuale.

E nulla può essere definito come “reazioni di branco” (per non parlare, poi, della definizione poco elegante: “Tanti cagnolini che pisciano per limitare il territorio“. Suvvia, Mingardi: puoi fare e dire di meglio).

In secondo luogo.

La reazione al libro: “ruspante, sanguigna e molto spesso parareaganiana dei blog e dei siti internet“.

Qui ti si dà  ragione: il “ruspante” è termine giusto.

D´altra parte il nostro mentore è Vittorio Feltri (il tuo datore di lavoro), e si cerca di imitarlo (per quanto l´impresa sia ardua).

Per non parlare poi del tuo amico – perché di sicuro è tuo amico – Massimiliano Parente: il princeps dei ruspanti (come testimonia questo suo splendido pezzo). Noi lo si adora!

Talchè: ode a tutto ciò che sia ruspante, sincero e spontaneo. A noi ricorda – in qualche modo – gli “animal spirits”, questo tipo di reazione. Ma di sicuro ci si sbaglia.

Ancora più dentro la questione:

Il libro di Alesina e Giavazzi, “Il liberismo è di sinistra”, non è piaciuto ai liberisti di destra. Non gli fosse piaciuto per quello che c´è dentro, andrebbe bene. Magari gli autori apprezzerebbero, qualche critica intelligente. No, a destra semplicemente non è piaciuto il titolo“.

E qui ti si deve dare ragione. Non però, senza prima fare qualche precisazione.

Scusaci se non siamo tutti giornalisti, se non riceviamo in anticipo – rispetto “all´uscita ufficiale” – i libri di cui parliamo, e se magari ci si affida – per conoscerne il contenuto – alla recensione del vice direttore del secondo quotidiano d´Italia: hai ragione, in questo siamo “ruspanti“. Come altrimenti definire quanti facciano affidamento agli scritti di Dario di Vico?

Rimedieremo quanto prima: convinti, in ogni caso, che il giudizio sul libello rimarrebbe lo stesso.

E qui arriviamo al punto, caro Mingardi.

Perché tu hai pontificato, e di questo non ti si fa una colpa (d´altra parte sei molto giovane, quindi impulsivo e naturaliter saccente).

Però – forse in malafede – hai finto di non capire: la sostanza.

Quindi i rilievi.

Che – consenticelo – non muterebbero di una virgola, nemmeno dopo la lettura attenta e puntuale del saggio di Giavazzi. Perché “affondano” nella “realtà ” (la sinistra diventa liberista, caro mio, solo per emulare la destra. Mai si è visto una destra – diventare liberista – per emulazione della sinistra. Mai! Quindi, criticare il titolo, non è stato sbagliato!).

Ancora.

A noi è chiaro l´intento del professore bocconiano (e – se avessi meno sdottoreggiato e con maggiore umiltà  ti fossi cimentato nel leggere le nostre riflessioni – lo avresti potuto appurare, perché lo abbiamo scritto).

A noi è chiaro che Giavazzi e Alesina – con il loro saggio – abbiano voluto fornire alla sinistraun substrato logico, ed etico, ancora prima che economico e culturale“.

A noi è chiaro che Giavazzi e Alesina abbiano volutoNon descrive la sinistra per quello che è, ma per quello che dovrebbe essere“.

A noi è chiaro che, in ultima istanza, affinchéa sinistra digeriscano il mercato, è necessario che capiscano che serve agli “ultimi”“. E per questo motivo, Giavazzi e Alesina si sono presi la briga di scrivere il libello.

Lo abbiamo detto, caro Mingardi: apertis verbis.

E te che ci critichi, avresti dovuto leggerci con maggiore attenzione – se è concesso – prima di emettere il tuo verdetto di condanna.

Scrivi, riportando il pensiero di uno dei “tanti cagnolini” : “Altri fanno notare che la nostra sinistra mica è tanto liberista“.

E a ciò replichi, chiedendo: “Ma se lo fosse di più, non sarebbe un bene“?

Certo che lo sarebbe, caro Mingardi.

E se ci avessi letto con attenzione, prima di sdottoreggiare, avresti potuto appurare che anche noi lo si vuole: “io sogno un´Italia bipartitica con due grandi partiti – il Partito democratico e il Partito delle Libertà  – entrambi liberali e liberisti…quindi, figurarsi se non voglia una sinistra liberale e liberista“.

Verba volant, scripta manent, caro Mingardi. 😉

Ci si potrebbe anche fermare qui, in fondo. O no?

Non prima di aver aggiunto ancora qualcosina, però.

Qui si è convinti che, se creare una “destra liberista” sia difficile 5 (in una scala a 10), per la sinistra – l´evoluzione liberista – sia difficile 9.

Possiamo dirlo?

Dichiarare questo ci rende faziosi?

Certamente, però qualche argomento lo abbiamo fornito.

E nessuno ci ha smentiti!

Forse in modo ruspante, abbiamo argomentato (dirai tu): però lo abbiamo fatto.

Te, piuttosto, quand´è che la smetti di dar ragione a Panebianco?

Scrive un sacco di fregnacce.

E il conformismo è triste.

° 

P.S.: ovviamente quando scrivo “noi”, intendo noi blogger di TocqueVille.

° 

17 Responses to "Alberto Mingardi e le lucciole prese per lanterne"

  • camelot says:
  • pietro says:
  • pietro says:
  • Davide says:
  • Alberto Mingardi says:
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  • Zamax says:
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  • kipponappo says:
  • camelot says:
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