Fassino prova ad arginare il “grillismo”

Piero Fassino foto

Ha un globulo rosso, ha detto il novello Benito: che lo rende grigio.° 

Insipido. Quasi trasparente.

Come la sua risposta all´antipolitica che prende corpo in questi giorni:

La credibilità  di chi riveste incarichi pubblici dipende anche dalla sobrietà  dei suoi comportamenti e dal condurre una vita “normale”, il più possibile analoga a quella degli altri cittadini“.

Tutto ciò che appare privilegio, disparità  di trattamento, condizione di favore non può che irritare i cittadini e ridurre la loro fiducia nelle istituzioni e nella politica“.

In questo contesto non può che apparire incomprensibile a qualsiasi italiano il maturare continuo di incrementi automatici delle indennità  dei parlamentari“.

Misura tanto più incomprensibile sia perchè la generalità  degli italiani non usufruisce di analogo automatismo per il proprio reddito, sia perchè le indennità  di cui gode un parlamentare sono sufficientemente cospicue da non necessitare davvero di tutele automatiche. Il fatto che questi automatismi siano previsti da leggi vigenti, non riduce l’indignazione dei cittadini. Anzi, radica in loro il dubbio che i parlamentari, quando legiferano per sé, siano assai meno rigorosi di quanto dovrebbero. Dubbio che il Parlamento ha il dovere di fugare assumendo decisioni rigorose“.

Talchè, Fassino chiede:

Un intervento per il congelamento immediato di tutte le forme di incremento automatico dei trattamenti economici dei parlamentari e l’attivazione delle procedure per portare rapidamente all’esame del Parlamento nuove norme ispirate a rigore, sobrietà  e trasparenza“.

Parole molto belle, quasi commoventi.

Peccato, però, che una legge della Repubblica – come lo stesso segretario Ds ha dichiarato – stabilisca un nesso inalienabile tra lo “stipendio” dei parlamentari e quello dei magistrati che ricoprano certe funzioni. E modificarla – visto che è in vigore da decenni – sia un proposito molto astratto. Irrealizzabile.

Inoltre.

Il problema dei problemi, non è quanto guadagnino i parlamentari. Questa è la punta dell´iceberg. Un´inezia.

La vergogna vera, piuttosto, è rappresentata dall´esorbitante numero di politici di professione sparpagliati sul territorio.

Il tumore, la cancrena vera, non è al vertice: in Parlamento (tutto sommato si può tollerare che 1000 sciamannati guadagnino parecchio).

Il problema autentico sono le piattole che stanno negli enti territoriali.

Nelle Regioni, nelle Province, nei Comuni e nelle Municipalità  (o Circoscrizioni).

E´ questo, il vero costo della politica.

I politici che operano sul territorio sono diecine di migliaia.

I consiglieri regionali, ad esempio, in alcuni casi guadagnano anche più dei parlamentari.

I consiglieri circoscrizionali, poi, percepiscono compensi spropositati rispetto alle loro funzioni. Che nella migliore delle ipotesi si risolvono nell´esprimere pareri.

Per non parlare delle Province.

Non c´è un politico – non dico un cittadino – che sappia a cosa servono.

Andrebbero abolite!

Parlare di abbattimento dei costi della politica, senza poi prendere decisioni forti che riguardino gli enti territoriali – vere e proprie agenzie di collocamento – è demagogico.

Forse serve a chetare i “grillini”.

Ma non a risolvere i problemi del Paese.

° 

21 Responses to "Fassino prova ad arginare il “grillismo”"

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