Presentate in Campania le liste per le primarie del Pd: dentro la partitocrazia, fuori i giovani

Walter Veltroni foto

Potrei esordire raccontando che tra i candidati all´assemblea del Pd, in Campania, sia stato fatto spazio anche ad un (presunto) camorrista; ex socialista del Psi, poi passato con lo Sdi, poi fuoriuscito dallo stesso per entrare nel Partito democratico.° ° 

Potrei. Ma siccome l´uomo in questione possiede un´attività  imprenditoriale, ubicata vicino casa mia, capirete: non mi conviene. Vorrei evitare di essere gambizzato (o querelato nella migliore delle ipotesi).

In tema si potrebbe anche aggiungere che, visto che hanno trovato ospitalità  nelle liste anche Bassolino, la Iervolino e Ciriaco De Mita, non si capisce perché non sia stato candidato anche Bernardo Provenzano.

Ah, già : lo hanno arrestato.

Chiaramente si potrebbe replicare: “Pensi male di queste candidature, perché sei di Destra”.

Obiezione legittima.

Cui rispondo, però, dicendo che anche a sinistra si sentono mugugni: soprattutto tra gli under 30.

Infatti, al di là  dell´enfasi posta da Repubblica – “il quotidiano amico” – sulla presenza in tali liste° di un sedicenne: sono proprio i giovani del futuro Pd, a lamentarsi delle logiche partitocratriche che hanno portato alla selezione delle candidature.

Soprattutto nella terra della partitocrazia: la Campania.

Come riferisce Il Roma, infatti, la Sinistra giovanile (che ai Ds fa capo), ha rivolto una lettera di biasimo a Walter Veltroni.

Ed è questa – e il suo contenuto – che occorre prendere in considerazione:

“Non è quel Partito, innovatore, moderno, giovane, alla cui guida tu ti canditi e che noi sognavamo. E´ un partito che invece, qui a Napoli e in Campania, nasce profondamente ferito. Avevamo immaginato e abbiamo lavorato in questi mesi per ben altre cose, noi giovani dell´Ulivo, abbiamo lavorato credendo che qui ed ora fosse possibile voltare pagina, ridare senso ad una storia, rimettere al centro tante idee per affrontare una realtà  che non va. E invece, alla prova dei fatti, non è stato così: in un clima più da guerra civile che da civile “mescolanza” di storie e culture, guardiamo in faccia al nostro Partito democratico. Per lo più senza giovani, privo di uno slancio innovatore reale, privo di un´anima politica”.

Un Pd in cui è contato in questi giorni la domanda “Quanti voti hai?” non certamente “Quali idee porti?”, che ha rimesso in moto vecchie e nuove, ma pur sempre logore e stanche, oligarchie di potere che si affaticavano a mostrarsi moderne e innovatrici, quasi bastassero semplici sigle a definire un progetto”.

“Quali spazi di partecipazione politica reale ed effettiva possono realmente aprirsi per una nuova generazione che all´atto di costruzione di un Partito nuovo si vede messa nell´angolo, perché evidentemente incapace e indisponibile a compiere atti di “fedeltà ” a questa o a quella chiesa”.

“Quale rinnovamento possiamo produrre nel Paese se nella nostra nuova casa che andiamo a costruire non ci sarà  spazio, per tanti giovani liberi di questa Regione e di questa città “.

“Siamo, potai ben capirlo, delusi. E la delusione è ancora più forte in quanto continuiamo a credere che il progetto democratico sia l´unica vera alternativa seria e credibile per il sistema Paese”.

“Ma, caro Walter, qui in Campania, qui a Napoli, il nostro sogno era ben diverso, e dall´incubo di queste ore, si passerà  facilmente alla disillusione di tante ragazze e ragazzi che verranno allontanati da una passione, da un´idea, da una speranza”.

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