S´approssima il redde rationem?

Romano Prodi foto

Per carità : è da più di un anno che i signori dell´Unione ci hanno abituati ai litigi e alle baruffe. Le loro, s´intende.° 

Siamo divenuti avvezzi a sentirli litigare, su tutto: dalle pensioni alle tasse; dalle rendite finanziarie alla Tav; dalla legge Biagi agli inceneritori.

Mai un punto di sintesi nobile, s´è raggiunto in più di 12 mesi. Mai.

Sempre un compromesso al ribasso: una mediazione finalizzata a garantire la sopravvivenza del governo. Il suo “galleggiamento”.

I nodi, però, come narra il detto, prima o poi vengono al pettine.

E le tensioni che si cumulano, ad un certo punto non si riesce più a soffocarle.

E´ arrivato il redde rationem? La fine di questo governo raccogliticcio e indeciso a tutto?

A giudicare dalle dichiarazioni di molti esponenti del centrosinistra, sembrerebbe di sì.

La fonte principale dei malumori attuali è la Finanziaria. Quella da approntare.

Si prenda Fabio Mussi, il Ministro dell´Università :

Io questa Finanziaria non la voto e se Prodi non cambia idea, strappiamo“.

Oppure il Ministro dell´Istruzione, Beppe Fioroni:

Qui sopravviviamo, ma per quanto? Forse Tommaso Padoa-Schioppa più che dei conti dovrebbe preoccuparsi dei voti che ci resteranno dopo questa finanziaria“.

Ma anche il segretario di Rifondazione comunista, Franco Giordano:

Noi abbiamo fatto delle aperture anche sull’Ici. Sull’Afghanistan ci siamo comportati correttamente. E Prodi per tutta risposta incontra Lamberto Dini e subito dopo ci viene a dire che le rendite finanziarie non possono essere tassate. Bene, allora noi gli rispondiamo che questo non lo possiamo accettare. Loro pensano che noi non possiamo fare cadere il governo e che quindi dobbiamo berci tutto? Non è così. Non siamo più disposti a subire, sbagliano se lo credono: non è che per paura di una crisi di governo o del voto noi non andiamo fino in fondo questa volta“.

Ancora più esplicito è un altro esponente di Rifondazione comunista, Ramon Mantovani:

Perché non ci prendiamo il merito di mandare a casa questo esecutivo? Io, del resto, non avrei votato neanche la finanziaria dello scorso anno“.

E la sua ostilità  è rivolta anche contro un collega di partito, il Ministro Paolo Ferrero:

Ho visto che vuole far scrivere sul vino: fa male alla salute. Io farei tatuare sulla sua fronte: il governo fa male alla salute“.

Sempre sulla sponda comunista, anche il segretario del Pdci – Oliviero Diliberto – è perentorio:

Io questa finanziaria non me la posso intestare e non voglio ascoltare una mediocre lezione universitaria sulla finanziaria da Padoa Schioppa“.

Cosa si deve pensare, che sia una recita? Il solito teatrino della politica?

Forse questa volta non è così.

Questa volta fanno sul serio. Tutti.

La parte moderata quanto quella massimalista della coalizione al governo.

Ciascuna, infatti, ha capito che la sopravvivenza di questo esecutivo è foriera di un calo di consensi. Continuare non serve.

Dissociarsi, prendere le distanze, applicare una ponderata eutanasia, è l´unica soluzione per non essere polverizzati.

La questione, però, è serissima: perché di mezzo c´è la Finanziaria.

Se da una parte sarebbe opportuno che queste persone non ne approntassero una nuova (magari gravida di altre tasse, o peggio: di un indiscriminato aumento della spesa pubblica), è pur vero che se non gli riesce di approvarla – nemmeno ponendovi la fiducia – a cosa andrebbe in contro il Paese?

All´ipotesi del cosiddetto “esercizio provvisorio“?

Singole spese, che ogni volta una legge deve approvare?

Un suicidio!

Dirò una cosa impopolare: meglio che questi qui rimangano al governo per approvare la Finanziaria.

L´evenienza del ricorso all´esercizio provvisorio, infatti, sarebbe anche più nefasta della loro permanenza al potere.

Il Fondo Monetario Internazionale, l´Unione europea, le società  di rating ci sommergerebbero di critiche e giudizi negativi: con grave pregiudizio per la nostra economia.

Ce lo possiamo permettere?

Credo di no.

Dunque – per l´interesse del Paese (lo so che suona come una bestemmia) – rimangano al potere fin quando non sia varata la Finanziaria.

Avendo il buon gusto, però, di dimettersi il giorno dopo.

° 

5 Responses to "S´approssima il redde rationem?"

  • sinistraSTOP says:
  • camelot says:
  • sinistraSTOP says:
  • sinistraSTOP says:
  • camelot says:
Leave a Comment