La Finanziaria prevede tagli al numero di eletti nelle assemblee locali

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Se le misure che qui si andrà  a descrivere, dovessero effettivamente tradursi in realtà : le casse dello stato – c´è da starne certi – trarrebbero consistenti benefici.° 

Ad ogni modo, e premesso che ciò di cui si discute è per nulla certo – in quanto fino alla sua approvazione definitiva, la Finanziaria muterà  contenuto diverse volte – vediamo cosa prevede la sua odierna formulazione, in relazioni agli enti locali.

Il criterio di massima che ha ispirato il governo, è la decurtazione – anche consistente – del numero degli eletti nelle assemblee territoriali: in particolar modo nei Consigli comunali e in quelli provinciali.

Come rendiconta Francesco Cerisano su Italia Oggi, l´esecutivo guidato da Romano Prodi è intenzionato a operare tagli nelle assise locali, partendo dal principio di rappresentatività  delle assemblee stesse.

Cioè, minori sono gli abitanti di un comune (ad esempio), più basso deve essere il numero degli eletti in seno al consiglio cittadino. Un criterio tanto ovvio quanto disatteso (visto che in alcuni casi, si registra un numero di eletti – in alcuni municipi – superiore o pari al numero di residenti!).

In ogni caso sono i comuni sotto i 250.000 abitanti, quelli che dovrebbero subire i tagli. Mentre la composizione delle assemblee rappresentative di una cittadinanza maggiore di quella che si è descritta, non dovrebbe patire mutamenti.

Vediamo allora nel dettaglio, cosa dovrebbe accadere ai consigli comunali.

Secondo le intenzioni del governo, gli eletti nei comuni che hanno tra i 100.000 e i 250.000 abitanti, dovrebbero passare dagli attuali 40 a 32.

Nei comuni fino a 50.000 residenti, i rappresentanti dovrebbero arrivare a non più di 24.

Nelle città  che abbiano più di 30 mila abitanti, ma meno di 50.000, gli eletti dovrebbero passare da 30 (quanti sono oggi) a 22.

Nei municipi con più di 10 mila “anime”, si dovrebbe passare dagli attuali 20 eletti a 16.

Nei comuni, invece, con più di 3 mila residenti, il numero dei rappresentanti dovrebbe scendere da 16 a 12.

Nelle micro città , si dovrebbe arrivare ad avere° non più di 10 rappresentati (in luogo degli attuali 12).

Questo per ciò che pertiene i comuni.

Mentre per i consigli provinciali, ecco cosa prevede la bozza di Finanziaria.

Nelle province con più di 1,4 milioni di abitanti, gli eletti nelle assemblee dovrebbero passare dagli attuali 45 a 36.

In quelle con più di 700 mila residenti, i componenti dei consigli provinciali dovrebbero diminuire: dagli attuali 36 a 28.

Nelle province con più di 300.000 abitanti, le assemblee vedranno ridurre il numero degli eletti da 30 (attuali) a 24. Mentre i consigli provinciali – rappresentativi di una popolazione inferiore alle 300.000 unità  – dovrebbero essere costituiti da non più 20 eletti (in luogo degli attuali 24).

Altro capitolo, poi, è quello che riguarda le comunità  montane.

La Finanziaria, in proposito, contiene una norma volta a modificare l´articolo 25 del Testo unico sugli enti locali.

E ciò al fine di introdurre più severi requisiti altimetrici, solo dopo aver soddisfatto i quali, sia possibile ottenere lo status di comunità  montana (onde evitare in futuro, il ripetersi di casi come quello di Sperlonga o Sanremo, che quantunque siano – notoriamente – località  balneari, appartengono a comunità  montane!).

In ultimo, ma non certo per importanza, nei comuni con una popolazione inferiore ai 250.000 abitanti, le Circoscrizioni (o Municipalità ) dovrebbero essere soppresse.

Staremo a vedere se questi propositi si tradurranno in fatti.

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16 Responses to "La Finanziaria prevede tagli al numero di eletti nelle assemblee locali"

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