Cosí Giavazzi ed Alesina imparano

Iguana con sigaretta foto

I due economisti sostengono (lo fanno in un libro) che il liberismo sia di sinistra?° 

E da sinistra – dall´Unità  – gli rispondono:

“Ormai è un rivolgimento totale. Tutto è cominciato da quando due noti economisti (Alberto Alesina e Francesco Giavazzi hanno voluto impartire una lezione accademica al centrosinistra. Hanno spiegato che il Liberismo è di sinistra. è nato per sostenere gli interessi dei deboli, degli sfruttati, dei precari, dei proletari di tutto il mondo. Una novità  assoluta. C’è già  chi pensa di scavare tra gli scritti di Marx, Hengels, Lenin, Gramsci e Togliatti per trovare i primi indizi di tale sconvolgente scoperta. La compagna Margaret Thatcher, nonché gli eredi dello scomparso Ronald Reagan, già  sono stati invitati ad iscriversi alla “Cosa Rossa”. Mentre Sandro Bondi si aggira sconvolto. Gli toccherà  riprendere la tessera del vecchio partito comunista (col nuovo nome: “Comunista-Liberista”). Anche se nel frattempo quel partito si è estinto.

I due autori hanno del resto brillantemente esposto le loro idee sotto l’occhio vigile di Giuliano Ferrara ad “Otto e mezzo”. E’ stata una difesa appassionata dei cosiddetti “ultimi”, ovverosia i poveretti, i morti di fame. Da non confondere con gli esosi lavavetro. Per questa intera umanità  dolente è sceso in campo il capitalismo compassionevole, tutto spostato sulle idee di sinistra. I nuovi grandi valori di questa Nuova Sinistra saranno d’ora in poi il profitto, il mercato, lo sfruttamento di donne e uomini (se capita anche i bambini). E si potrebbe aggiungere il lavoro straordinario, l’abolizione dell’articolo 18, cinque anni di apprendistato perché c’è bisogno di molto tempo per misurare le capacità  di un individuo. Diventano, in tale orizzonte, grandi associazioni di Sinistra la Confindustria, la Confcommercio, la Confagricoltura.

E quali sono, a questo punto, i “valori” della destra? Sono, rappresentati, innanzitutto, dai sindacati che si ostinano a calpestare i diritti degli ultimi e dei più deboli. E’ di destra la solidarietà  perché impedisce l’emergere del cosiddetto”merito”: quella preziosa regola di sinistra per cui spesso e volentieri fa carriera, come è noto, non chi è bravo e competente, oltre che magari povero, ma chi sa soprattutto essere servile o strappare sostegni clientelari. E’ di destra l’affermazione di diritti, la conquista di salari e pensioni adeguate. Nonché la pretesa che i possidenti paghino più tasse dei loro dipendenti”.

Come volevasi dimostrare. 😉

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