Cosa sono i Circoli della Libertà ? E quale destino attende la Cdl?

Berlusconi Brambilla foto

Da mesi, gli elettori del centrodestra si pongono due domandine. Semplici semplici:° 

Cosa accidenti sono questi Circoli della Libertà ? A cosa servono?

Purtroppo nemmeno il meeting di ieri è riuscito a dare una risposta a questi quesiti.

O meglio: alcune risposte sono state fornite. Il problema, però, è che non sono affatto piaciute. Almeno al sottoscritto.

Si parta da questa dichiarazione di Berlusconi:

Proponetevi come candidati alle provinciali, alle regionali, alle comunali. Fate valere la vostra voglia di fare. Poi, riserveremo una quota rilevante delle nostre candidature a chi avrà  saputo ben meritare come classe dirigente“.

Insomma i Circoli della Libertà  sono – come i partiti in genere – null´altro che un´agenzia di collocamento.

Evidenzi un certo impegno. Convochi riunioni, blateri un po´; magari ti presenti ad una consultazione elettorale di carattere locale, e puffete: se hai “saputo ben meritare“, papà  Silvio ti regalerà  un seggio al Parlamento. In quota Forza Italia.

Bella trovata.

E meno male che i Circoli in questione avrebbero dovuto intercettare gli umori della gente, onde fornire una risposta concreta al sentimento d´antipolitica che attraversa gli italiani!

Quale risposta è venuta, invece, dal meeting?

Che l´antipolitica è solo una merce elettorale. Che va trattata come tutte le altre, e che grazie ad essa si possono costruire brillanti carriere politiche: in puro stile “Casta”.

D´altra parte chi ha aderito, in misura maggioritaria, a questi Circoli?

Quelli che sono stati “trombati” dai partiti della Casa delle Libertà !

Quelli che hanno perso la cadrega. Quelli che non sono riusciti a sopravvivere alle lotte intestine che – da (per) sempre – caratterizzano la vita dei partiti.

Quelli, insomma, che vogliono esserci: far parte del clan. O della Casta (ma che diversamente dagli altri che ne fanno già  parte: sono più sfigati!).

Nulla di sconvolgente in tutto ciò, intendiamoci.

Va bene così. E´ la vita.

Inoltre se portano voti e fanno vincere il centrodestra, sono i benvenuti.

L´essenziale, però, è che questi Circoli non vengano spacciati – contrabbandati – per ciò che non sono: il Partito della Libertà  in nuce.

Niente di tutto ciò, rappresentano. E qui sta il problema!

Temo, infatti, che Berlusconi abbia perso lucidità  e lungimiranza. Che sia appannato. E nemmeno poco.

Forse gli sfugge un dettaglio, affatto irrilevante.

Se domani ci fossero le elezioni politiche, quand´anche il centrodestra riuscisse – com´è scontato che sia – a vincerle: non governerebbe. Né bene, né a lungo!

Dobbiamo avere il coraggio di dircelo in faccia, senza timori o tentennamenti: la Casa delle Libertà  è alla frutta!

Un anno di opposizione, caratterizzatosi per una scomposta polifonia, sta lì a testimoniarlo.

I leader del centrodestra sono insofferenti l´uno all´altro. E diffidenti.

Il tutto risulta accentuato da una pessima legge elettorale (voluta da Casini, che per questo andrebbe crocifisso ogni giorno!), che funge da cassa di risonanza a questi malumori. Rendendoli ingestibili.

Il fatto è che questa conflittualità  – temo – non verrebbe affatto smussata da un ritorno al governo. Se la legge elettorale dovesse rimanere questa.

E se così fosse, il centrodestra rischierebbe – davvero – la sua polverizzazione.

Nulla è certo e definitivo nella politica italiana. Men che mai può esserlo l´assetto bipolare che – con sforzi e incostanza – essa è riuscita a darsi in questi ultimi 15 anni.

C´è voglia di voltar pagina. Ovunque: nei palazzi come tra la gente comune.

In più, a sinistra, si sta creando il Partito democratico. Risposta moderna e attuale alle esigenze del “salotto buono” e dei poteri forti.

Che bramano, più di ogni altra cosa, il superamento dell´attuale sciamannato sistema bipolare.

Magari rimettendo in sesto un nuovo centrosinistra (in stile pentapartito).

E´ possibile che Berlusconi non capisca che due fattori -° più di tutto° – siano° coessenziali al centrodestra: una nuova legge elettorale (che favorisca la coesione delle coalizioni) e il varo del Partito delle Libertà ?

Poniamo il caso che domani la Cdl ritornasse al governo. E che accadesse quello che qui si è descritto prima (la fine rovinosa dello stesso governo, magari dopo un anno): il giorno successivo cosa accadrebbe?

Berlusconi – oramai insofferente ai rituali della politica politicante – avrebbe ancora voglia di essere a capo del centrodestra?

O è più probabile che manderebbe tutti a farsi benedire, decidendo magari che sia giunta l´ora di godersi la meritata pensione?

E se scegliesse quest´ultima ipotesi, cosa accadrebbe al centrodestra?

Partiamo da Forza Italia.

Io ho seri dubbi che il partito in questione possa sopravvivere a Berlusconi: se quest´ultimo si dovesse dimettere – e prima o poi, non fosse altro che per ragioni anagrafiche, Berlusconi dovrà  “abbandonare” la sua creatura – Forza Italia vivrebbe una fase di conflittualità  interna, come mai l´ha vissuta dalla sua nascita.

E a questa conflittualità  interna – meglio valutare l´ipotesi peggiore – non sopravvivrebbe!

Il “partito liberale di massa” è possibile solo perché c´è Berlusconi. Ma tenere assieme laici e cattolici, moderati e riformisti, ratzingeriani e pro choice: senza il Berlusca non sarebbe più possibile.

E magari ci fossero solo le questioni di natura ideologica (o ideale), a poter fungere da detonatore in Forza Italia.

C´è di peggio: la guerra di successione al Cavaliere!

Chi guiderà  Forza Italia? Come andrà  designato il nuovo leader? Tutta la pletora di vecchi democristiani che in essa sono presenti, accetterebbe di farsi guidare – che ne so – da Tremonti (che tra i papabili, è quello che ha maggiori chance)?

Nessuno può dirlo con certezza. Tutto è possibile: anche la fuoriuscita dei democristiani (di Forza Italia)° in direzione Pd. Area teo-dem o teo-pop.

Forza Italia, d´altra parte, è bifronte: da una parte – quando è nata – ha incamerato il “vecchio”. Fornendo ospitalità  alle seconde fila dei partiti del pentapartito. Distrutti da Tangentopoli.

Dall´altra, ha dato voce – e speranza, più che sostanza – al nuovo: imprenditori, professionisti, gente comune e tecnocrati vari – soprattutto di matrice liberale – che dai palazzi, dalla politica, s´erano sempre tenuti alla larga. Perché schifati.

Questi due “agglomerati” – diversi, se non addirittura antitetici – solo Berlusconi può tenerli assieme.

Dopo di lui – se Forza Italia non confluisce prima in un progetto che la ancori al centrodestra, attribuendole una missione da svolgere anche nel dopo-Berlusconi – è ipotizzabile solo la deflagrazione di questo “partito liberale di massa”.

Berlusconi lo sa, ovviamente. Ma sa anche che affrontare adesso questo nodo – quello del futuro di Forza Italia e del centrodestra – porterebbe la Casa delle Libertà , già  oggi (anziché domani o dopodomani), a dover fare i conti con scissioni o cose simili.

E qui veniamo al punto.

Perché un leader lungimirante – uno statista – non rimanda a domani, la soluzione dei problemi che ha dinanzi ai suoi occhi, oggi.

Anche perché rimandare non è mai una soluzione seria! Non è roba da statisti: è cosa da nani politici. Ciò che Berlusconi non è.

E in più: rischia di rendere insolubili problemi che – magari con sforzo – oggi potrebbero trovare uno sbocco relativamente semplice.

Dirò una cosa impopolare (che magari suonerà  anche come una bestemmia).

Meglio perdere le prossime elezioni politiche, dando però al centrodestra una configurazione definitiva – e capace di sopravvivere a Berlusconi: il Partito delle Libertà  – piuttosto che vincerle: per poi non governare, far naufragare la Casa delle Libertà .

E consegnare il Paese ad un centrosinistra, cui mai più una coalizione di centrodestra potrebbe succedere al governo della Nazione.

Ancora più chiaramente.

Abbiamo bisogno di due cose: una nuova legge elettorale e il Partito delle Libertà .

Altrimenti il centrodestra perirà  (per le ragioni che in parte si è espresso prima). Da questo destino non si scappa.

E per raggiungere questi obbiettivi, non serve invocare le elezioni (ogni tre secondi).

Occorre pazientare: lavorare di cesello e paraculaggine.

Magari “scambiandosi” favori: in puro stile inciucista. Fa niente.

La sopravvivenza del sistema bipolare – sia pure riformato al suo interno – è più importante del cambio immediato di maggioranza in Parlamento.

Senza un sistema bipolare – grazie al quale due coalizioni si fanno concorrenza, nell´accezione più ampia e più nobile del termine – il cittadino conta come il due di picche a briscola: niente.

Silvio, svegliati!

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P.S.: il post è scritto con i piedi. Chiedo scusa: sono in coma.

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20 Responses to "Cosa sono i Circoli della Libertà ? E quale destino attende la Cdl?"

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