Nicola Latorre e le accuse di voto di scambio. Rivoltegli da Michele Santoro

Nicola Latorre foto

Nicola Latorre è un senatore dei Ds.° ° 

Di più: è uno dei pochi esponenti della quercia, che sia stato autorizzato dal leader maximo (Baffino) a definirsi dalemiano.

Negli ultimi tempi, però, Latorre non se la passa proprio bene.

Ha avuto dei problemini.

Prima è stato coinvolto nella storia delle scalate poste in essere da Giovanni Consorte (Unipol).

Poi, in relazione a queste scalate, il gip Clementina Forleo ha chiesto al Parlamento di poter utilizzare alcune intercettazioni che lo riguardavano. Adombrando l´ipotesi di illeciti, anche a suo carico.

In ultimo, giusto qualche giorno fa, gli sono piovute addosso accuse mica da ridere.

E di quest´ultime ci si occuperà  in questo post.

Di cosa si tratta?

Presto detto.

Nel corso di un´intervista fatta da Riccardo Barenghi a Michele Santoro, quest´ultimo – parlando di Latorre – ad un certo punto ha dichiarato:

A proposito, vorrei dire al senatore Nicola Latorre, che sul Corriere della sera ha dichiarato che l´Unione mi ha aiutato, che quando lui doveva essere eletto nelle elezioni supplettive in Puglia mi chiamò per aiutarlo a vincere. Io manco volevo andarci, ma lui insistette molto, c´erano anche Prodi, D´Alema Rutelli… Alla fine mi si avvicina uno e mi fa: “Ma lei lo sa che Latorre ha distribuito pacchi di pasta in campagna elettorale?”. Mi sono vergognato di me stesso“.

In buona sostanza – e dalle pagine di un prestigioso quotidiano – il telepredicatore nonché ex europarlamentare dei Ds, Michele Santoro, ha rivolto a Latorre accuse gravissime di voto di scambio.

Raccontando episodi – e questo lascia ancora più basiti – noti finanche ad un altro esponente dei Ds: Peppino Caldarola.

Il quale – intervistato dal Corriere della Sera – a proposito di queste dazioni di pasta (in cambio del voto) poste in essere da Latorre, ha affermato:

E’ verosimile. Io questa storia l’ho appresa nello stesso luogo dove l’ha ascoltata Santoro. Nel quartiere San Paolo di Bari. Nel gennaio 2005, nel corso della campagna elettorale con cui portammo Latorre al Senato“.

Beh, sì. Mi sembra possibile che Latorre sia ricorso a un simile metodo. Se lo accertassero, come dire? non mi meraviglierei“.

Ricapitolando.

Michele Santoro sostiene che il senatore Nicola Latorre – per farsi eleggere al Parlamento – sia ricorso ad un illecito penale, noto come voto di scambio (nello specifico avrebbe donato pasta, in cambio di voti).

L´episodio raccontato da Santoro viene addirittura confermato da un altro diessino, Peppino Caldarola, il quale candidamente dichiara che voci in tal senso siano arrivate anche a lui.

Tutto ciò – si badi bene – viene dichiarato, come se niente fosse ed urbi et orbi, sulla stampa blasonata: La Stampa e il Corriere della Sera.

A questo punto una domanda si pone.

Visto che il voto di scambio costituisce illecito punito dal nostro codice penale; e visto che in Italia esiste l´obbligatorietà  dell´azione penale (se un° magistrato viene a conoscenza di una fattispecie penalmente rilevante, è obbligato ad indagare sul reato); premesso tutto ciò: com´è possibile che nessun pm di Italia abbia ancora iscritto Nicola Latorre nel registro degli indagati con l´accusa di voto di scambio, chiamando Santoro e Caldarola a testimoniare come persone informate dei fatti?

Si attende una risposta.

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4 Responses to "Nicola Latorre e le accuse di voto di scambio. Rivoltegli da Michele Santoro"

  • sinistraSTOP says:
  • camelot says:
  • camelot says:
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