Agenda politica 2007/2008: il voto anticipato è certo

Romano Prodi col colbacco foto

Quello che ci attende – da qui ai prossimi 6/7 mesi – grosso modo potrebbe essere questo.° ° ° 

Il governo Prodi – con un buon margine di probabilità  – dovrebbe cadere tra novembre e gennaio.

La prima data campale potrebbe essere il 14 novembre: come riferisce non solo Libero, infatti, in quella occasione – calendario parlamentare alla mano – si dovrebbe svolgere una votazione molto rilevante sulla Finanziaria.

Votazione che – stando ai rumors e a ciò che riferisce la stampa tutta – potrebbe segnare l´addio definitivo alla maggioranza di centrosinistra, da parte di un gruppetto di senatori margheritini (tra i sette e i dieci). Ormai nauseati – all‘inverosimile – da Prodi, e dalle continue concessioni di quest´ultimo alla sinistra estrema.

Berlusconi è a tal punto convinto che per quella data Prodi possa cadere, da aver deciso di organizzare una raccolta di firme – da realizzarsi in molte piazze d´Italia – per il 17 e 18 novembre.

A quale scopo?

Quello di lanciare al Capo dello Stato, un messaggio chiaro: “Gli italiani vogliono ritornare alle urne. Hanno sottoscritto una petizione per esprimere tale auspicio. Dunque si proceda allo scioglimento delle Camere, e si fissi la data delle elezioni”.

Se non sarà  quella – la data della “dipartita politica” di Prodi – non mancheranno altre occasioni. Entro il gennaio 2008. Tutti sono concordi.

La maggioranza – ed è ormai evidente a tutti – è logora.

Molti partiti – del centrosinistra, ma non solo – hanno già  iniziato la campagna elettorale.

L´Italia dei Valori – con in testa il suo leader, Antonio Di Pietro – sta usando l´affaire De Magistris, per raccogliere consensi.

La sinistra estrema – con la manifestazione contro il precariato del 20 ottobre scorso (cui hanno partecipato soprattutto anziani, con il quasi centenario Pietro Ingrao in testa) – ha dimostrato di essere pronta alla sfida elettorale.

Alleanza Nazionale, qualche settimana fa, con mezzo milione di persone in piazza ha lanciato due temi, per la prossima campagna elettorale: più sicurezza e meno tasse.

Forza Italia – inutile dirlo – è in campagna elettorale da oltre un anno.

Veltroni – di cui si parlerà  più precisamente alla fine di questo post – è pronto alla sfida.

Prodi, infine, è consapevole del fatto che le sue terga – mai come in questo istante – poggino sulle sabbie mobili.

Dunque si voterà  tra marzo e maggio (ieri lo ha lasciato intendere, più che chiaramente, anche Mastella. Ospite alla trasmissione Exit).

Capitolo legge elettorale.

Il Capo dello Stato – da politico di lungo corso – sin dall´inizio della legislatura ha capito che il governo Prodi non avrebbe retto a lungo.

Per questo motivo – fin da subito – l´inquilino del Colle ha rivolto un monito alle forze politiche: “Datevi da fare per redigere una nuova legge elettorale. Altrimenti – in caso di caduta del governo Prodi – dimenticatevi che io sciolga le Camere. Il Porcellum non garantisce stabilità , e non si può tornare alle urne prima di avere un nuovo sistema elettorale”.

Fino a qualche mese fa, con pochissime eccezioni, tutte le forze politiche si dichiaravano disponibili a cambiar legge elettorale.

Ora, invece, tutto è cambiato° (nonostante proprio ieri, Rutelli abbia ancora rilanciato il tema).

Veltroni e Fini vorrebbero il sistema proporzionale spagnolo: quest´ultimo – come già  si è avuto modo di spiegare – garantirebbe un sistema quasi perfettamente bipartitico (lo ha detto anche Panebianco, ieri sul Corriere).

Dunque servirebbe ai suddetti leader, proprio perché garantirebbe la tenuta bipolare del sistema politico. Contro ogni velleità  (o deriva) neocentrista (leggasi: il sogno di Casini, Mastella e Pezzotta) che potrebbe, invece, ricevere linfa vitale dal sistema tedesco.

Berlusconi – da par suo – sta muovendosi per poter volgere a proprio favore, l´attuale legge elettorale (il Porcellum).

In che modo?

Pare stia lavorando alacremente per neutralizzare il problema principale dell´attuale legge elettorale: l´assegnazione del premio di maggioranza, su scala regionale (e non su scala nazionale).

La questione è tecnica e noiosa.

Ci si accontenti di sapere che il leader di Forza Italia, pare stia facendo “campagna acquisti” – tra le fila del centrosinistra – in quelle Regioni in cui vincere, per il centrodestra, sarebbe più difficile: Campania, Puglia e Lazio.

Se Berlusconi riuscirà  nel suo intento – garantire la “transumanza” nel centrodestra,° di° coloro (oggi presenti nel centrosinistra) che abbiano consistenti “pacchetti di voti” – il gioco sarà  fatto: il problema dell´assegnazione del premio di maggioranza – su scala regionale – non avrà  modo di ripercuotersi negativamente sul numero dei seggi. Dunque, in tal modo, sarebbe garantita – proiezioni alla mano – una cospicua maggioranza (di seggi) al centrodestra (in caso di vittoria, s’intende).

Capitolo Veltroni e Partito democratico.

Qualche giorno fa, su Libero, Elisa Calessi (memorizzate questo nome: ne sentiremo parlare sempre di più. E´ brava, talentata e giovane) ha segnalato come nel Partito democratico, vada affacciandosi un proposito: audace quanto interessante.

Quello, cioè, di correre da soli: senza la sinistra estrema.

Pare, infatti, che le interviste realizzate a coloro che hanno partecipato alle primarie del Pd, abbiano dimostrato come Veltroni sia riuscito a mobilitare a suo favore, finanche quegli elettori che – alle scorse elezioni politiche – non votarono per Ds e Margherita. Scegliendo, invece, la sinistra estrema.

Il 27,8% di quelli che hanno scelto Veltroni, alle primarie, alle scorse elezioni politiche non ha votato per Ds e Margherita.

Così come pure il 9,2% di coloro che hanno “incoronato” Veltroni, quale segretario del Pd, nel 2006° è rimasto a casa: si° è astenuto.

Dunque l´idea di correre da soli – per dare corpo all´aspirazione maggioritaria del Partito democratico – potrebbe avere un seguito.

E in tal senso si sono pronunciati alcuni esponenti del Pd.

Il vice di Veltroni, Dario Franceschini:

Meglio rischiare di perdere e presentarsi con chiarezza“.

E Peppino Caldarola:

L´ipotesi di presentarci da soli esiste” (ha dichiarato a Libero).

Non è percorribile la strada di un Pd che si faccia ricattare da alleati di sinistra o da cespugli centristi“.

Esiste una grande fetta di elettorato di centrosinistra deluso su un punto: l´alleanza con la sinistra radicale, con una forza che sta un po´ dentro, un po´ fuori“.

Presentarsi da soli, conclude Caldarola:

E´ la scelta più carica di futuro: meglio una sconfitta, ma guardando avanti, che una disfatta con una campagna elettorale poco credibile“.

Dunque i partiti sono ai nastri di partenza: pronti alla campagna elettorale.

Si deve solo attendere il becchino e l´estrema unzione al Mortadella.

Amen.

° 

P.S.: non dovrei dirlo perché magari porta male, ma entro fine novembre dovremmo avere l´aggregatore dei blogger favorevoli al Partito della Libertà . Incrociamo le dita. 😉

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22 Responses to "Agenda politica 2007/2008: il voto anticipato è certo"

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