Il manifesto con il neonato e la scritta “omosex” è vergognoso

Manifesto Regione Toscana bambino con fascetta omosex foto

La strada che porta all´inferno è lastricata di buone intenzioni.° 

Il manifesto che vedete qui sopra, è stato realizzato dalla Regione Toscana. Con il patrocinio del Ministero delle Pari Opportunità .

Nelle intenzioni dei promotori, esso dovrebbe testimoniare che:

“Qualunque sia l´origine dell´omosessualità , genetica o sociale, non si può scegliere di non esserlo se i geni o le condizioni in cui sei cresciuto hanno voluto che lo si fosse”.

Le motivazioni, dunque, sono legittime e giuste.

Peccato che il manifesto, però, riesca solo ad evocare un´idea razzista!

La circostanza, infatti, di aver associato lo slogan “L´orientamento sessuale non è una scelta”, all´immagine di un neonato con un braccialetto recante la scritta “homosexual”, altro non dice se non che: “Gay si nasca, e che sia un fatto genetico”!

Il che – non solo non ha fondamento scientifico alcuno – ma rischia di produrre danni ai gay stessi.

Innanzitutto: quale scienziato può ascrivere l´omosessualità  al solo dato genetico, e con assoluta certezza?

Nessuno.

Un secolo e più di psicanalisi, inoltre, segnala quanto nella definizione delle “preferenze sessuali” dell´individuo, possano incidere molteplici fattori esogeni (alla persona).

Ad esempio un´educazione troppo punitiva da parte dei genitori.

Che induca nell´individuo insicurezze, e spinga lo stesso a rifugiarsi nell´”omos”: cioè nell´eguale.

L´omosessualità , dunque, potrebbe essere indotta da fattori che spingono il soggetto a ricercare una sessualità  analoga alla propria, perché più semplice. Più facile da gestire. Già  nota, perché del tutto eguale alla propria.

Non solo.

La sociologia – in particolar modo quella comportamentale – potrebbe aggiungere, a ciò che già  s´è detto, che altri fattori siano capaci di incidere sulle preferenze sessuali dell´individuo.

Ad esempio la complessità  del vivere: così com´essa viene sviluppandosi all´interno di un determinato contesto socio-economico.

Un´attività  lavorativa che richieda molta competitività , che ingeneri stress, e che continuamente metta in discussione le sicurezze della persona, può agevolmente sollecitare un mutamento dei gusti sessuali.

Spingendo il soggetto – sempre sotto l´effetto di insicurezze indotte – a scegliere l´”omos”: l´eguale.

Una banale – banalissima – ricerca empirica può testimoniare quanto appena riferito.

Se si prende il Corriere della Sera – pubblicato a Milano, e questo è il dato rilevante – e si leggono gli annunci delle prostitute, si scoprirà  che 7 inserzioni su 10 pubblicizzano transessuali.

Se all´opposto si prende il Mattino di Napoli e si legge la medesima rubrica, quella degli annunci delle meretrici, si scoprirà  che 7 inserzioni su 10 reclamizzano prostitute donne.

Perché mai a Milano c´è così tanta domanda di transessuali? Perché i milanesi sono dei depravati?

E perché mai tale domanda è quasi assente a Napoli, perché i napoletani sono più tradizionalisti?

Affatto.

Fermo restando che i fattori sono sicuramente molteplici, non v´è dubbio che incida nella scelta di prostitute trans, il vivere in un contesto socio-economico in cui – le variabili di concorrenza individuale e di stress, così fortemente presenti colà  – accentuano nell´individuo insicurezze. E lo spingono a rapporti sessuali più “facili”.

Non a caso Milano è anche la Capitale italiana del consumo di cocaina.

Anche qui: essa non viene così tanto consumata, perché colà  risiedano persone dagli usi poco commendevoli.

Se a Milano si consuma più cocaina che altrove, è perché Milano è la Capitale economica del Paese. Quivi il lavoro è soggetto a forme di stress maggiori che altrove.

E dunque l´esigenza – certo deprecabile – di ricorrere al “sostengo” di sostanze stupefacenti, risulta più forte che in altri contesti socio-economici, che vengano caratterizzandosi per modalità  lavorative meno stressanti e competitive.

Ancora.

Non è affatto detto che nella definizione delle preferenze sessuali, sia del tutto assente la scelta dell´individuo.

Il bisessualismo, ad esempio, testimonia – o può testimoniare – quanto il soggetto, rispetto alla questione in esame, sia anche “agente”. E non solo “agito”.

Dunque chiunque voglia spiegare in modo univoco e certo, l´insorgenza dell´omosessualità , andrebbe di sicuro incontro ad un fallimento.

Ma tutto ciò, comunque è irrilevante (rispetto all´economia complessiva di questo post).

Ciò che preme sottolineare qui, è che il manifesto realizzato – certo con le migliori intenzioni – dalla Regione Toscana, sia un assoluto abominio.

Passibile di suscitare razzismo e false convinzioni biologistiche in quanti, già  per proprio conto omofobi, altro non attendono se non ulteriori conferme ai propri deliri razzistici!

Inoltre, e sia presa come una piccola provocazione (molto polemica), si consideri quanto segue.

Se oggi c´è chi sostiene che si debba sopprimere alla radice – e cioè attraverso una diagnosi preimpianto – coloro che possano venire alla luce affetti da gravi patologie (mi riferisco, ad esempio, ai bambini down); se si postula che “gay si nasca e che l´omosessualità  dipenda da fattori genetici e biologici”, non si corre il rischio che qualcuno – magari in un domani molto prossimo – possa arrivare a sostenere – ammesso che sia mai scoperto un “gene dell´omosessualità ” – che sia giusto sopprimere o sterminare i gay (mediante diagnosi preimpianto), in quanto se li si facesse nascere, andrebbero in conto ad un vita grama, anche peggiore di quella dei bambini down? ***

Concludo riportando il giudizio – espresso in proposito – da Gianni Vattimo.

Che oltre ad essere un filosofo (comunista), è anche un gay dichiarato:

Sicuramente è una campagna di cattivo gusto, anzi è un vero pasticcio. Eccessiva“.

Lo slogan che accompagna il manifesto afferma che essere omosessuali non è una scelta. Mi sembra un´affermazione troppo biologistica. Certo per un gay è naturale esserlo, ma non sono così sicuro che esserlo sia determinato dalla genetica. Penso che questo sia vero solo in parte“.

Usare l´immagine di un neonato avrebbe avuto senso solo per stigmatizzare il fatto che venga “etichettato” come omosessuale fin da piccolo“.

La campagna è troppo ambigua, è veramente senza capo né coda“.

Mettere questa etichetta spinge a pensare che gli omosessuali siano una razza. Ma se si è una razza possono scattare i meccanismo tipici di esclusione, cioè il razzismo“.

° 

° 

*** Chi sa se gli atei-materialisti-laicisti-anticlericali – sempre così inclini alla difesa dei gay, perché cosa “politicamente corretta” – dopo l´esempio riportato sopra, non siano magari indotti a riflettere in modo diverso, circa la diagnosi preimpianto e lo sterminio dei bambini down. Ulteriore provocazione: i bambini down si possono sterminare, e – postuliamo che l´omosessualità  dipenda da un “cattivo” gene – i bambini gay, no? E perché mai?

Attenti, che il relativismo – almeno in parte hanno ragione i bamboccioni il cui pensiero io aborro: Marcello Pera e Giuliano Ferrara – è l´anticamera di un nuovo e più subdolo Nazismo. Che oggi assume come volto, quello dell´idolatria – acritica – della scienza.

27 Responses to "Il manifesto con il neonato e la scritta “omosex” è vergognoso"

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