Contrordine compagni, la legge elettorale non deve contemplare “la preferenza”

Pecore foto

Lo confesso: a volte provo compassione per gli elettori di centrosinistra.° ° 

E ieri – mentre guardavo Porta a Porta – non ho potuto fare a meno di provare° tale sentimento.

Vi spiego il perché.

Nel salotto televisivo di Bruno Vespa, erano ospiti Gianfranco Fini e Dario Franceschini.

Ad un certo punto, tra le tante cose, s´è parlato di legge elettorale.

Fini – da bravo seguace di Camelot (è autoironico, ovviamente) – ha detto che prevedere nella legge elettorale il sistema delle preferenze, sia pericoloso e nocivo.

Adducendo le motivazioni cui si è fatto riferimento anche su questo blog: reintrodurre le preferenze, consentirebbe alla Mafia, alla Camorra e alla ´Ndrangheta, di rinsaldare il rapporto con la politica.

Perché se si mettono più candidati dello stesso partito in competizione tra loro (oltrechè con gli “avversari” dell‘altro schieramento), è molto probabile – nel Sud Italia – che qualche politico sia incentivato ad acquistare voti dalla criminalità  organizzata, pur di vincere: come avveniva nella Prima Repubblica (per non parlare poi del fatto, che reintrodurre le preferenze renderebbe molto più costose le campagne elettorali. E questo potrebbe accrescere i meccanismi di corruttela). Vanno, invece, introdotte le primarie.

Ma che Gianfranco Fini abbia dichiarato queste cose, non sorprende affatto.

Sorprende, invece, che queste valutazioni – nel corso della puntata di Porta a Porta – le abbia condivise Dario Franceschini.

Che non è un signor pinco pallino qualsiasi: è il vice segretario del Pd.

Ed è uno dei tanti esponenti del centrosinistra, che fino a qualche mese fa raccontava ai propri elettori, quanto fosse antidemocratico l’aver eliminato le preferenze dalla legge elettorale (com´è avvenuto con il “Porcellum”).

Ora, invece, l´assenza di preferenze va bene!

Ora, invece, non é una cosa antidemocratica!

Anzi: è una cosa talmente democratica, che la legge elettorale cui sta lavorando Veltroni – ribattezzata: “Veltronellum” – non contempla la possibilità  che gli elettori possano esprimere preferenze (verso un candidato).

La domanda è una sola.

Voi – intendo voi elettori del centrosinistra -, non vi sentite almeno un po´ coglioni?

Fino a due giorni fa, ripetevate a pappagallo (come vi imponevano i vostri leader): “L’abolizione delle preferenze° è stata una porcata!”.

Ora, invece, vi toccherà  dire che è una cosa altamente democratica!

Che compassione che provo per voi! 😉

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P.S.: per non parlare poi del fatto, che il centrosinistra stia formulando le stesse identiche proposte – in materia di riforme costituzionali – avanzate nella scorsa legislatura dal centrodestra. Identiche! Totò diceva: “Signori si nasce, e cretini si muore”. E io meraviglio che alcuni di voi siano ancora in vita!

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27 Responses to "Contrordine compagni, la legge elettorale non deve contemplare “la preferenza”"

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