Stuprare una disabile è un fatto di “lieve entità “. Per un magistrato

Panchina solitaria foto

Il fatto è questo.° 

Un uomo di 78 anni, per diversi mesi ha accompagnato una minorenne disabile – e con problemi psichici – a scuola. Ogni giorno e con la propria auto.

Di lavoro, faceva e fa il tassista. Il delicato compito, d´altra parte, gli era stato affidato dai genitori della ragazza.

Si fidavano di lui.

Nelle prime settimane tutto è filato liscio: l´anziano tassista accompagnava la disabile a scuola. E poi la riportava a casa.

Ad un certo punto, però, le cose sono cambiate.

L´uomo le ha rivolto attenzioni particolari. Morbose.

Fino a quando non ha deciso di abusare sessualmente di lei.

E´ stata la ragazza a raccontare tutto. E i genitori di lei, a denunciare l´uomo.

Che in primo grado è stato condannato a tre anni ed otto mesi di reclusione.

Un pena giusta, quindi.

Peccato, però, che qualche giorno fa la Corte d´Appello di Campobasso, abbia deciso di ribaltare la condanna (di primo grado).

Innanzitutto, infliggendo allo stupratore una pena più lieve: due anni.

E in più: stabilendo la sospensione della pena stessa (il che significa: niente carcere).

Con questa motivazione:

Il fatto è di lieve entità “.

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5 Responses to "Stuprare una disabile è un fatto di “lieve entità “. Per un magistrato"

  • franca colonna says:
  • camelot says:
  • giudice Loud says:
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