Rischio involuzione

Specchio, guardarsi allo specchio foto

In questi giorni vedo in giro – tra i blogger di centrodestra – un´elevata propensione al travisamento dei fatti, quando non addirittura alla manipolazione degli stessi.° ° ° ° ° ° 

E inoltre: l´assenza più assoluta di ogni forma di critica, nei confronti della propria parte politica.

Dunque: un teatrino nel teatrino.

Fini e Berlusconi litigano?

E i blogger cosa fanno?

I finiani – aprioristicamente – prendono le difese del leader di An. I berlusconiani fanno la medesima cosa, con il proprio leader.

Non dubito che nella più parte dei casi vi sia buona fede.

Tuttavia non posso fare a meno di notare, quanto si sottovaluti la gravità  della condizione del centrodestra.

E quanto questo rifiutarsi di criticare il proprio leader, sia assolutamente insensato, stupido, autolesionista e miope.

Forse, tale atteggiamento, dipenderà  dal fatto che una parte cospicua di blogger ha meno di 30 anni.

E quindi è “nata alla politica”, che il centrodestra già  esisteva. Che era pienamente rodato.

Forse prevale l´idea – la percezione – che il centrodestra sia un dato acquisito e inalienabile, nella storia patria.

Che nulla potrà  mai scalfire questa conquista, perché tale è stata e resta.

E però, le cose non stanno così. Il pericolo di un´involuzione è sempre dietro l´angolo.

Il pericolo che una matita cancelli in pochi istanti la più grande conquista della politica italiana, il bipolarismo: c´è tutto.

E il rischio è rafforzato da questo clima insopportabile di odio reciproco, che non accenna a sopirsi.

Leggo in giro cose immonde, offese e contumelie che – chi sa perché – escono dal cilindro solo ora.

Covavano forse nell´animo e necessitavano di un perché, per sortire all´esterno?

Può essere.

O forse è solo una faziosità  ottusa, che importa l´impossibilità  di guardarsi allo specchio, e di decifrare innanzitutto i limiti, gli errori e le cazzate che il proprio partito, il proprio leader hanno compiuto?

Trovo tutto ciò raccapricciante, stomachevole. Se posso permettermi.

Uno spettacolo di una tristezza disarmante.

Un esempio voglio fare,° e me ne scuso° in anticipo.

Marco Paoloemili è contento, ad esempio, che ci si liberi di An. Perché ciò, a suo avviso, significa liberarsi dei socialisti di destra.

Ora, su questo blog (che contiene più di duemila post), di attacchi ai “socialisti di An” se ne possono trovare a quantità  industriali. Eppure sono un aennino e un ex missino.

Ciononostante, ad esempio Alemanno, qui è contestato più di quanto non lo sia° su un blog di Rifondazione comunista.

Mi chiedo, però, e chiedo a Paoloemili: ma tu il “socialista” Tremonti, lo hai mai contestato?

Perché tra Tremonti e Alemanno c´è piena – assoluta – identità  di vedute.

Pirla il primo, pirla il secondo.

Su questo blog, lo si dice. E sul tuo?

Mi scuso per l´esempio e per aver tirato in ballo una persona precisa.

Ma questo esempio mi serviva per far capire, che in questi giorni, gli attacchi che vengono lanciati dai blogger – teatrino nel teatrino – sono privi di appoggio con la realtà .

Perché – in molti casi – privi di onestà  intellettuale e soprattutto di autocritica.

Se io contesto A perché socialista del partito mio alleato, non posso fare a meno di contestare B, socialista del mio partito.

Se contesto A e non B, non muovo obiezioni credibili. Perché prima ci si guarda allo specchio, dentro casa: e poi si va a fare le pulci altrove. Altrimenti è teatrino!

Ecco: l´impressione che provo, è che si sia diffusa la convinzione che il centrodestra – in qualche modo – possa sopravvivere, come coalizione di progetti, valori e identità , anche se uno dei “soci fondatori” vada via. Vada altrove.

Ed è qui che ci si sbaglia! E nella maniera la più clamorosa.

Senza Fini, il centrodestra non c´è più.

Così come senza Berlusconi.

Ancora più chiaramente: il centrodestra è Alleanza Nazionale e Forza Italia. Senza uno dei due pilastri in questione, verrà  fuori qualcosa di diverso.

Destra, sinistra e centro – escludendo i valori, e facendo riferimento alle sole variabili economiche – sono tali per la prossimità  (o la lontananza) che mostrano all´economia di mercato.

Da questo punto di vista, farei notare, che nemmeno Forza Italia è di destra, cioè liberista.

Casini, ad esempio, è un anno che parla solo di liberalizzazioni (cosa di destra).

Forza Italia lo fa, lo ha mai fatto?

No, nemmeno una vocale ha pronunciato al riguardo. Al pari dei socialisti di Alleanza Nazionale.

Alleanza Nazionale è un cancro statalista che prende voti soprattutto dal pubblico impiego, al pari di quanto sia un cancro Forza Italia, che prende tantissimi (troppi) voti dai professionisti.

Alleanza Nazionale impedisce il dimagrimento dello stato.

Forza Italia impedisce le liberalizzazioni (ricordo a tutti, che uno dei più fieri avversari della liberalizzazione riguardante gli avvocati, è stato Alfredo Biondi. Spalleggiato da An, beninteso)!

Non è misurandoselo – per vedere chi lo abbia più lungo – che si va da qualche parte.

Ma è facendo autocritica.

Mi spiego?

Ed è per le ragioni sopraesposte – gli “elettori di riferimento” di ciascun partito – che è necessario creare un “vero” partito unitario di centrodestra.

Politiche liberiste sono possibili solo se il sistema è innanzitutto bipolare e poi bipartitico.

Quando un partito è molto grande e prende voti da una pluralità  di soggetti sociali, può permettersi il lusso di prendere provvedimenti contro una tipologia di elettori: perché non “campa” elettoralmente solo grazie ad essa.

La “fusione” tra più partiti è l´unico sistema per emancipare ciascuno di essi, dal ricatto del proprio elettorato di riferimento.

Ma il partito unitario non° nasce per “annessione”. E con metodologie autoritarie.

E qui si ritorna a monte. A Berlusconi.

Che però deve essere contestato – se è lecito dirlo – da quelli che lo votano (ad esempio lo ha fatto Adornato).

Così come Fini – che sta facendo cazzate di “rimessa” – va contestato da quelli che lo appoggiano.

Non è facendo i megafoni delle cazzate profferite dal proprio leader di riferimento, che si supera l´attuale crisi del centrodestra.

Se Alleanza Nazionale e Forza Italia si separano, non esisterà  più il centrodestra.

Esisterà  magari un centro (Forza Italia), che farà  politiche di centro. E farà  politiche di centro, anche sull´immigrazione. E sarà  liberista, quanto Rosy Bindi è un chiavatone!

Così come esisterà  una destra (Alleanza Nazionale), che se non si fonde con Forza Italia, non sarà  una vera destra, perché ritornerà  al socialismo nazionale.

Chi ci guadagna da tutto ciò?

Di sicuro non il Paese!

Ma l´empasse non si supera, se anche noi blogger ci mettiamo a fare il teatrino della politica.

Ammesso e non concesso, ovviamente, che la blogosfera serva a qualcosa (come la politica)!

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36 Responses to "Rischio involuzione"

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