Voglia di (ri)Costituente

Topo Gigio foto

Da quando è caduto il Mortadella, la politica italiana è diventata di una noia micidiale.° ° 

Due coglioni così, io non me li facevo da una vita.

E poi c´è un tanfo di ipocrisia e di opportunismo, in giro: che si fa fatica a respirare.

Si prenda Casini.

Fino a ieri l´altro, fracassava un giorno si e l´altro pure i marroni.

La Casa delle Libertà  è morta: io non ne faccio più parte.

E ora che fa?

Sta lì a leccare il culo a Berlusconi!

Stesso discorso si potrebbe fare per Fini (anche se con qualche differenza).

Nell´Unione, poi, si consuma uno spettacolo spassosissimo: non sanno cosa inventarsi, per scongiurare le elezioni.

E un giorno cacciano dal cilindro il “mandato esplorativo” a Marini: un volto nuovo, diciamo.

Il giorno seguente, D´Alema se n´esce con la storiella della “celebrazione” del Referendum (Guzzetta), prima delle elezioni politiche.

In quello successivo, poi, Walter Ego – allarmato dai sondaggi -, gioca a fare il bambino di due anni: “Ma se votiamo tra quattro mesi, non è che cambi qualcosa”. Nguè, nguè.

Cambia che tu hai possibilità  di recuperare voti, bimbino. E ca nisciune è fesso!

Insomma: puro teatrino della politica politicante.

E intanto il Paese naviga nella merda. A qualcuno interessa?

Non saprei.

Una cosa, però, conferisce un minimo di appeal all´attuale dibattito politico italiano: si parla insistentemente – a destra quanto a manca -, della necessità  di dare avvio ad una fase costituente.

In che senso?

Nel senso che le due coalizioni, evidentemente nella prossima legislatura, pare intendano trovare i modi e i termini per riformare il nostro Paese. Assieme.

Cambiando la legge elettorale, riducendo il numero dei parlamentari, ponendo termine al “bicameralismo perfetto”, rafforzando i poteri del Premier.

Sarà  possibile?

Anche qui: non ne ho idea.

Il centrodestra è coeso in materia di riforme. E lo ha dimostrato al Paese.

Può dirsi altrettanto del centrosinistra?

Credo di no.

Anche se, bisogna ammetterlo, l´Unione – in tale ambito – ha fatto dei progressi.

Nel senso che le riforme che oggi suggerisce Veltroni, ricalcano quelle che il centrodestra va formulando da quasi 3 lustri.

Solo che, fino a qualche anno fa, parlare di “Premier forte” – a sinistra – era un tabù.

Evocava scenari da golpe o da “Piano di Rinascita democratica“.

Qualcosa negli ultimi tempi, invece, pare cambiata. Si vede che a sinistra son diventati appena un minimo “intelligenti”.

Una cosa di questo dibattito sulla “fase costituente”, però, mi fa ridere parecchio.

La seguente.

Nel nostro Paese, di tentativi per riformare la Costituzione, se ne sono fatti tanti.

E non mi riferisco solo – o semplicemente – alla Bicamerale D´Alema-Berlusconi.

Mi riferisco anche agli sforzi pregressi: tutti egualmente infruttuosi.

Son quasi trent´anni che si discute di rimaneggiare la Carta, per renderla più moderna.

E nessuno – nemmeno ai tempi della Prima Repubblica – vi è riuscito.

Non solo.

Si parla – soprattutto su alcuni quotidiani – di “Assemblea Costituente”.

Al riguardo, però, faccio notare sommessamente, che la nostra Costituzione non prevede affatto un organo ad hoc, distinto dal Parlamento, chiamato “Assemblea Costituente”.

La nostra Carta, stabilisce procedure precise per le riforme costituzionali, all´articolo 138. Punto.

La possibilità  di votare per la costituzione di un “organo distinto” dal Parlamento, dunque: non esiste.

E allora arriviamo al nodo politico.

E´ ipotizzabile che il centrosinistra, nella prossima legislatura, si metta d´impegno – davvero – per riformare assieme al “nemico” la nostra Costituzione?

Sarà  possibile separare le sorti del dialogo sulle riforme, da quello del futuro esecutivo Berlusconi?

Parliamoci chiaramente. Salvo miracoli, la prossima legislatura sarà  una corsa ad ostacoli per il centrodestra.

La congiuntura economica è (e sarà ) negativa. Le entrate fiscali diminuiranno. Il nostro Paese crescerà  meno. Sarà  difficile trovare i soldi per abbassare le tasse.

Questa è la cornice.

Dunque il centrodestra – piaccia o meno – si prepara ad una sfida ardua (e forse fallimentare).

Fatta questa premessa: è immaginabile che il centrosinistra voglia venire in soccorso del centrodestra, evitando che la prossima legislatura sia completamente scipita?

E´ ipotizzabile che Veltroni aiuti Berlusconi, dando un “senso” – altrimenti assente – alla prossima legislatura?

E´ più facile credere a Topo Gigio!

Leggi altre news su per il Partito della Libertà .

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5 Responses to "Voglia di (ri)Costituente"

  • camelot says:
  • CC says:
  • camelot says:
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