L´evoluzione dei Radicali: dalla lotta alla partitocrazia alla lotta per le poltrone

Emma Bonino e Marco Pannella foto

Qualunque cosa si pensi dei Radicali, su un assunto si deve convergere: è innegabile che essi abbiano sempre agito, contro lo strapotere dei partiti.° 

Anche più delle battaglie per il divorzio e per la legalizzazione dell´Ivg, infatti, il tratto distintivo del partito di Pannella e della Bonino è stato la lotta alla partitocrazia.

Ciò che gli ha garantito simpatie trasversali. Provenienti – molto spesso – anche da mondi politici assai distanti dal loro.

Partitocrazia: una parola che oggi suona insignificante, alla più parte dei giovanissimi.

E che però molto dice a quanti, nella cosiddetta Prima Repubblica, avversavano il Sistema di potere incarnato dalla Dc e dal Partito Socialista Italiano, innanzitutto. Non riconoscendosi in esso, e disprezzandolo profondamente.

Negli ultimi anni, tuttavia, la tensione ideale dei Radicali è sembrata scemare.

Sono apparsi – il più delle volte – disposti a tutto, pur di sopravvivere politicamente.

E questo li ha resi – agli occhi degli elettori – “eguali” agli altri partiti.

Non più “alternativi”, ma parte del Sistema.

In più, sono apparsi ondivaghi: un po´ alleati con il centrodestra, un po´ alleati con il centrosinistra.

Insomma disposti a scendere a compromessi: ciò che una forza antisistema, mai dovrebbe fare.

Certo, i Radicali portavano in grembo una contraddizione in termini: Panella definiva il “suo” partito, come la “terza sinistra”. Quella liberale, liberista e libertaria.

Ma non tutti i pannelliani condividevano l‘asserto del Guru.

Ecco, allora, profilarsi una scissione: con i Right Libertarian i Riformatori Liberali di Taradash e Della Vedova -, che sceglievano la collocazione a loro più congeniale: il centrodestra liberale, quantomeno a chiacchiere.

Mentre gli altri, i Left Libertarian – quelli che i diritti civili, prima di tutto -, finivano tra le braccia di Romano Prodi. Comodamente assisi su poltrone, conquistate grazie ai voti – anti liberisti – di chi ancora si definisce comunista.

Ma il “divorzio” si doveva fare. Le due anime dovevano separarsi.

Nell´Italia bipolare: anche loro dovevano scegliere. E lo hanno fatto.

C´è chi ha scelto di stare con il centrodestra, e chi come Pannella ha preferito l´altra parte.

Quella, appunto, dove può trovare spazio la “terza sinistra”.

Ma i pannelliani oggi vengono in rilievo, almeno qui, solo per un motivo.

Perché l´accordo che stanno cercando di raggiungere col Partito democratico, si fonda su richieste abbastanza squallide.

Che la Bonino così descrive:

Se, così come a Di Pietro, il Pd si fosse aperto in coalizione alla lista Emma Bonino avremmo abbastanza tranquillamente raggiunto il 2 per cento, il che vuol dire 12 deputati e 3 senatori, vuol dire 5 milioni di rimborso elettorale/finanziamento pubblico, vuol dire una possibilità  di voce autonoma nell’ambito della campagna elettorale televisiva, tutte cose che Di Pietro avrà , comunque vadano le elezioni“.

Tutto questo è quello che è stato negato nel momento in cui si nega la coalizione con la Lista Bonino. Domenica sera Maurizio Turco e Marco Cappato hanno rispiegato, nell’incontro con Bettini, esattamente questo. Il punto di partenza è quello. Per cui, sia in termini di eletti, sia in termini di rimborso elettorale, sia in termini di spazi televisivi, sia nelle posizioni successive all’interno del gruppo o dell’assetto parlamentare, tutto questo evidentemente non si lascia al buon cuore. Bettini ha preso atto di questa impostazione e si è riservato di farci pervenire nero su bianco una proposta che arriverà  in giornata e che esamineremo“.

Insomma i Radicali – per accettare la confluenza nel Pd -, chiedono precise garanzie in termini di eletti (e quindi di poltrone), in termini di rimborsi elettorali (leggasi: finanziamento pubblico), in termini di visibilità  nelle trasmissioni televisive.

Se questa non è una richiesta in linea con il manuale Cencelli – una richiesta degna di un Mastella -, cos´è?

Che tristezza.

Leggi altre news su per il Popolo delle Libertà .

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11 Responses to "L´evoluzione dei Radicali: dalla lotta alla partitocrazia alla lotta per le poltrone"

  • Rudolf says:
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